Cibo: varie ed eventuali

Quante volte al giorno sentiamo parlare di cibo? Infinite…si tratta di una parola a noi talmente familiare che tendiamo spesso a dare per scontata, vediamo cosa sappiamo su questa cosina magica che ci permette di sopravvivere…

1. Siamo stati bombardati per giorni con le vicende del G8 e, poiché dei grandi problemi globali importava ben poco, i media si sono concentrati sulle notizie più succulente, legate alla quotidianità dei Big e delle loro consorti in villeggiatura fra una scossa e l’altra. In linea con questa tendenza, ci resta da sapere cosa hanno mangiato gli uomini più potenti del mondo durante il loro soggiorno in Italia. La risposta è, ovviamente, prodotti tipici abruzzesi: a voi il menù della cena col Presidente Napolitano.

2. Meglio il cotto o il crudo? Da un po’ di tempo a questa parte sembra si voglia tornare all’epoca preistorica, si è cominciato con il pesce crudo della cucina nipponica che oggi ha ormai uno spazio consolidato nei menù di mezzo mondo, per arrivare ad una sorta di nuova variante del vegetarianesimo (o vegetarismo), il Raw foodism, la mania di mangiare solo cibi crudi: pare sia un tocca sana per l’organismo, aiuti a depurarsi dalle tossine prodotte dai cibi cotti, doni energia e chi più ne ha più ne metta. La pensano così tanti seguaci illustri come Mel Gibson, Demi Moore, Prince, Carol Alt e Uma Thurman.

3. In genere, consumiamo i pasti seduti comodamente a tavola, ma l’atto del mangiare è, nella nostra società, un momento di socializzazione e condivisione, va oltre il puro bisogno di sfamarsi. E’ per questo che c’è chi non si accontenta di metodi troppo banali per i peccati di gola: soprattutto in America, spopola ormai da anni il Nyotaimori, la pratica di mangiare sushi e sashimi dal corpo di una donna. E attenzione, però, perché in nome delle pari opportunità, esiste anche il Nantaimori, che vede protagonista un bell’ometto nei panni di un piatto da portata.
Invece, per i meno coraggiosi, c’è la possibilità di acquistare qualche stoviglia sfiziosa , che richiede meno complicazioni e fa comunque la sua bella figura.

4. Ebbene sì ammettiamolo, ormai non abbiamo più tempo per organizzare grandi pranzi e sfamare decine di invitati. Un’ottima soluzione è rivolgersi al catering, che si occupa di tutto, sceglie un bel menù ad effetto e adeguato all’occasione, schiera un team di cuochi e camerieri che prende possesso della cucina e prepara il necessario, evitando una marea di sforzi.
Ma dove trovare una buona società di catering con persone competenti e ricche di fantasia? Ve ne propongo una alquanto singolare, ma che vi lascerà senz’altro soddisfatti: ABC, La Sapienza in Tavola, cooperativa di catering nata e operante all’interno del carcere di Bollate (MI), dove operano detenuti e collaboranti esterni con strumenti all’avanguardia ed esperienza decennale sul campo (contatto: abc.sapienzaintavola@tiscali.it).

Foto:
Raw Food
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ABC La Sapienza in Tavola

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