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Infradito a colazione, pranzo e cena!!

Siamo ormai a luglio ed in qualsiasi negozio di calzature che si rispetti e degno di tale nome, compare l’infradito, questo tipo di sandalo che inneggia a libertà, spensieratezza e vita all’aria aperta.

Proprio in questi giorni si parla di tacchi, con la Glamarathon appena conclusa: si è tenuta a Milano e ha visto protagoniste 244 donne e ben 35 maschietti che si sono lanciati in una corsa sfrenata con scarpe dal tacco di almeno 7 cm. Tutte (o forse è meglio dire tutti?) coloro che hanno provato almeno una volta il dolore lancinante che un paio di scarpe “alte” possono provocare, si chiederanno: «Ma chi glielo fa fare?», la risposta è: «Tre paia di Manolo Blahnik in palio per i primi classificati», che ovviamente non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.
C’è chi preferisce la decolleté dal tacco vertiginoso, dunque, ma c’è anche chi se ne guarda bene dall’indossarla e opta invece per la scarpa comoda e sempre glamour: l’infradito; è questione di style, anzi, di personal style e di gusti. Ma non facciamoci ingannare, perché ormai l’infradito è disponibile in svariate versioni, alcune più comode e altre meno, con tacco, zeppa e quant’altro.

Dobbiamo riflettere un attimo sulla storia delle infradito, interessante soprattutto perché si tratta di una scarpa che ha cambiato il suo stile nel tempo, è diventata sempre più versatile, sia dal punto di vista dell’adattabilità ad ogni tipo di occasione, sia per quanto riguarda il target di riferimento. Prima di tutto, Wikipedia ci ricorda che le infradito hanno una storia antichissima, erano già ai piedi degli antichi romani e dei greci. In Giappone, erano e sono le calzature tradizionali, il tipo forse più conosciuto sono gli Zōri, indossati col Kimono e, talvolta, in occasioni più formali, abbinati ai calzini (tabi).

L’infradito occidentale, invece, ha tardato a consolidare la sua immagine di “scarpa a tutti gli effetti”. Una ventina di anni fa la si poteva vedere solamente ai piedi delle donne o delle bambine che andavano in spiaggia; nel cuore degli anni Novanta ce ne siamo un po’ tutti scordati e poi, dalla fine del XX Secolo, le infradito si sono insediate prepotentemente nella vita quotidiana del mondo occidentale, convincendo anche i più reticenti, soprattutto del sesso forte, a spogliare i propri piedi a vantaggio della comodità di avere una scarpa che, più traspirante di così, non si può!!
È dunque senza tempo e senza età, si adatta ad ogni occasione ed è il simbolo per eccellenza dell’estate! Oltremanica le infradito si chiamano Flip flops e, se le vediamo addosso a qualcuno, significa che la stagione calda è arrivata, è giunto il tempo di andare al mare e di rinnovare la tintarella.
In vacanza, ma anche il sabato o la domenica in città, per uomini, donne e bambini che vogliono stare al passo con i tempi, sono d’obbligo le Havaianas, arrivate in Italia un po’ di anni fa con la bandierina brasiliana e disponibili adesso nelle fantasie più impensabili e colorate.

Se per gli uomini la gamma di infradito disponibile sul mercato è ancora piuttosto limitata alla versione più sportiva e vicina al concetto di flip flop in gomma o al massimo in pelle, per le donne c’è la possibilità di sbizzarrirsi ed indossare infradito in tutte le salse, di qualsiasi materiale ed in tutte le occasioni. Per esempio, per un aperitivo chic, magari in un bel posticino con piscina e fontana all’aperto, si può scegliere un modello sofisticato, elegante e un po’ bizzarro, come quello proposto dal Virtual Shoe Museum, con una zeppa vertiginosa e colori super estivi, da indossare con un abito semplice e corto per mettere in evidenza il dettaglio della scarpa che sfiora la gamba.

Foto:
Havaianas
Virtual Shoe Museum

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