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Lettere d'amore nel frigo - pernacchie alla terra

Ecco una delle poesie tratte dalla raccolta di Luciano Ligabue

lettere d'amore nel frigo
non dire che non hai visto
il letto di ragnatela
ti han detto che per una mela
mangiata al terzo insisto

hai preso il verme immondo
in mondo l’hai iniettato
il mondo all’istante bacato
passava di colpo secondo

che fossero buoni i bocconi
almeno l’abbiamo pensato
il giorno che hanno inventato
il giorno delle tentazioni

tentare hanno detto non nuoce
l’ha scritto un signore ottimista
che forse la mela l’ha vista
che forse nel forno la cuoce

la mela la mangi e poi passa
non resta il sapere promesso
e quanto al sapore permesso
la bocca poteva esser grassa

non dire che non hai notato
l’amaca di ragnatela
chi era che alzava la vela
col diario di bordo aggiornato

chi era che voleva il vuoto
facendo pernacchie alla terra
facendosi sempre la guerra
per dare del lei all’ignoto

e poi andava a punto di sponda
lasciando a bocciare i peggiori
calmandosi nuovi dolori
sputando la schiuma dell’onda

dicendo l’abisso è fatica
se vuoi te ne mostro una parte
tenendo coperte le carte
la storia è sia nuova che antica

chi ritinteggia i bersagli
spostandoli senza volere
spostandoli senza piacere
stuccando la prova che sbagli

non dire che non ti sei accorto
dell’angolo di ragnatela
che il ragno comunque non c’era
che vivere ti tiene assorto

le gocce dal tuo lavandino
la presa per la corrente
non prende quasi più niente
l’aceto una volta era vino

la macchia si allarga sul muro
il peso condanna la pigna
la terra che sputa la vigna
lo spigolo è sempre più duro

verso chi punti il fucile
che adesso non c’è la sicura
mostrandoci la tua paura
e i colpi al cerchio e al barile

dicendo che non hai più scampo
in mezzo alla tua ragnatela
che tu sia più ragno o più preda
sei quello che ha le otto zampe

(Foto: http://festival.blogosfere.it/images/ligapoesie.jpg)