Triora,paesino arroccato sulle colline della Valle Argentina a strapiombo sul pendio.
Triora paese di streghe e di sortilegi rivive tutti i giorni il suo passato nell’arte e nella natura.
Esiste infatti a Triora,splendido paesino medioevale perfettamente conservato,il Museo Etnografico e della Stregoneria.
Nel Museo viene ricostruito l’ambiente agricolo della zona,con il ciclo del castagno,quello del vino e quello del latte oltre agli utensili da cucina di un tempo.
Ma la cosa più interessante si trova nei piani inferiori dove nelle antiche prigioni,è stato creato un immaginario antro delle streghe nel quale sono conservati gli atti di quel famoso processo avvenuto nella seconda metà del ‘500 che vide mettere al rogo delle donne del paese accusate di stregoneria.
Ed è proprio in quelle carceri nelle quali vennero rinchiuse le poverette che troviamo la testimonianza oltre che delle superstizioni e delle credenze anche dei documenti conservati nell’Archivio di Stato di Genova,che narrano fedelmente supplizi tremendi ed interrogatori spietati.
Ben quattro lugubri sale sono dedicate a questo tragico capitolo di storia locale.
In una è stato costruito il tradizionale antro della strega,completo di gatto nero impagliato,focolare con pentolone dal contenuto poco invitante,accanto al quale sogghigna sinistramente una strega.
Accanto invece si trova una donna coperta da camice bianco mentre è in attesa del supplizio sdraiata su un cavalletto.
Ancora adesso a Triora sono visibili i luoghi dove, secondo la tradizione,le streghe si radunavano presso le mura del borgo e la fortezza della Cabotina.

Sissi









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