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La Gallinara - isola protetta nel Mar Ligure

C’è un’isolotto situato a circa un miglio marino dalla costa ligure di Ponente di fronte alla città di Albenga che merita decisamente di essere conosciuta e visitata. E’ l’isola[...]

veduta dell'isola gallinaraC’è un’isolotto situato a circa un miglio marino dalla costa ligure di Ponente di fronte alla città di Albenga che merita decisamente di essere conosciuta e visitata.
E’ l’isola della Gallinara, così cara ai savonesi e famigliare alla vista, che rappresenta per questo tratto di costa un punto di riferimento importante, spesso preso ad esempio per l’orientamento terrestre.
La Gallinara si estende su una superficie di circa 11 ettari, ha la forma di una grande testuggine con il suo carapace che raggiunge un’altezza massima di 87 metri e il suo corpo che si adagia nel mare per circa 450 metri di larghezza e 470 metri di lunghezza.
Lo spazio acquatico che la separa dalla terraferma raggiunge appena i 12 metri di profondità, quindi facilmente raggiungibile con una piccola imbarcazione a remi o a motore, ma non per questo sono molte le persone che hanno potuto “metterci piede” nel corso del tempo. Infatti l’isola è sempre stata di proprietà di privati, passando di mano in mano.

Fù anticamente approdo di marinai fenici, romani e greci, nel Medioevo ospitò un importante monastero benedettino, il monastero dei santi Maria e Martino.
Nel 1586 il podestà di Albenga, Galeazzo Di Negro, fece costruire un torrione bianco che a tutt’oggi svetta con la sua forma circolare sulle sommità dell’isola.
Agli inizi degli anni sessanta, il suo proprietario Riccardo Diana, industriale genovese, fece costruire le banchine del porto e lo rese un approdo sicuro, dotandola anche di corrente elettrica e acqua potabile.

veduta del torrioneDal 1989 l’isola è riserva naturale e fa parte del Parco naturale regionale dell’isola della Gallinara. Si tratta di un’area marina protetta dove hanno sede le piu’ grandi colonie di nidificazione dei gabbiani reali del mare tirreno, oltre ai cormorani e al columbro lacertino, un raro serpente.
Le immersioni subacquee che fino a poco tempo fa erano proibite per via della presenza sul fondale attiguo all’isola di ordigni bellici inesplosi, sono ora consentite accompagnate dalle guide locali dei diving-center autorizzati.
La bellezza dei suoi fondali include un magnifico esacorallo della famiglia delle parazoanthidae di colore giallo arancio, spugne gialle di grandi dimensioni e una grande varietà di organismi acquatici. Il lato sud orientale è caratterizzato da fondali rocciosi con anfratti e piccole grotte dove trovano riparo esemplari piuttosto grandi di cernie, murene, polpi e scorfani.
Di grande interesse naturalistico ambientale sono le sue forme di vita vegetale, troviamo la rosa gallinariae sul versante orientale e la campanula sabatia, agavi, aloe, fichi d’india, ulivi ed eucaliptus.

Nel settembre 1998 fu posata sul fondale circostante l’isola una statua del Cristo redentore, il Cristo degli abissi. Può essere visitata con un’immersione abbastanza semplice, si scende ad un massimo di 18 metri. Se invece si vuole proseguire nella discesa si supera un gradone e si arriva alla profondità di 22 metri.
L’immersione non presenta grandi difficoltà, fatta eccezione talvolta per la corrente che in questo punto può essere decisamente forte.

Per gli amanti dell’archeologia marina è possibile visitare il relitto di un’antica nave romana, scoperta negli anni cinquanta di fronte all’antica foce del fiume Centa a circa 1400 metri dal litorale di Albenga. Fu l’archeologo Nino Lambroglia che si occupò del recupero delle circa 1300 anfore del tipo dressel, resti lignei, metalli e oggetti vari. Le anfore sono ora custodite all’interno della sala principale del Museo navale romano di Albenga.
Altro bel relitto da visitare è posizionato a circa 500 metri di distanza dai fondali della Gallinara, si tratta di un’imbarcazione mercantile, la Umberto I che nel 1917 a causa di un siluramento qui fece naufragio posizionandosi sul fondale appoggiata sul fianco con i suoi 70 metri di lunghezza ad una profondità di circa 45 metri.

A gennaio 2009 si è svolta l’”Epifania del Subacqueo” con la cerimonia di benedizione di una corona d’alloro che le Befane subacquee hanno posato sul Cristo degli abissi. Durante la manifestazione, una squadra del centro carabinieri subacquei di Genova Voltri ha rinvenuto a circa 20 metri di profondità e a circa 6 metri dal Cristo, un residuo bellico risalente alla seconda guerra mondiale, si tratta di una bomba aerea inesplosa.
La bonifica dell’ordigno, effettuata dai subacquei del centro carabinieri con l’ausilio degli artificieri della Marina Militare, ha permesso la sospensione dell’ordinanza che vietava le immersioni nelle acque della Gallinara.
Durante la bonifica sono stati individuati altri sei proiettili di artiglieria navale, anch’essi inesplosi, che per la distruzione sono stati portati al largo e fatti brillare.

Nel 2007 il custode dell’isola, Colman Robert Eyonhou, di 43 anni è stato rinvenuto morto nel porticciolo d’attracco, probabilmente vittima delle cattive condizioni del mare durante l’approdo con il suo canotto all’isola.

Per informazioni sulle immersioni potete visionare il sito Sport7 DivingClub c/o il porto turistico di Andora - Tel. 335/7501393

Fonte fotografica: www.flickr.com