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Le scorrerie dei Pirati sulle coste Liguri

La storia della Regione Liguria è costellata dall’incursione e scorrerie dei pirati. Percorrendo le coste è possibile avvistare torrioni delle forme più disparate, alcuni in buono stato di[...]

torre saracena ruderi
La storia della Regione Liguria è costellata dall’incursione e scorrerie dei pirati. Percorrendo le coste è possibile avvistare torrioni delle forme più disparate, alcuni in buono stato di conservazione, altri ridotti a cumuli di rovine. Queste antiche torri di avvistamento svolgevano una funzione di allarme e difesa contro gli assalti dei pirati, Barbari e Turchi, che per molto tempo hanno seminato terrore sulle coste Liguri.

La fascia costiera era ricca di piccoli Borghi medievali marinari, con imbarcazioni piccole e dedite soprattutto alla pesca. Era molto facile per i pirati, armati di vascelli, attaccare le coste e saccheggiare il territorio. Dopo l’ascesa delle Repubbliche Marinare, le incursioni si arrestarono lievemente, ma ripresero nuovamente nel Quattrocento, quando Costantinopoli e le coste del nord Africa caddero sotto il dominio dell’Islam. Gli Spagnoli pensarono che il modo migliore per difendersi fosse attaccare il nemico in casa, ma questa offensiva militare fece aumentare a dismisura il desiderio di riscatto dei Barbareschi.

Con il termine Barbareschi erano designati una serie di persone di dubbia provenienza, inclusi i rinnegati, cioè gli Europei schiavi che per ottenere la libertà si erano convertiti all’Islam. La controffensiva piratesca era capeggiata dai fratelli Arug e Khair el-Din, chiamato Il Barbarossa.

Il Barbarossa disponeva di una flotta composta da 150 navi e migliaia di uomini. Quest’ultimo strinse un’alleanza con Francesco I di Francia. Ne conseguì un periodo di nuovi attacchi bellicosi, con un simultaneo incremento dell’apparato difensivo da parte dei Borghi costieri.

Uno degli esponenti più bellicosi che perseverava nelle acque del Mar Ligure, fu Rais Thorgud, detto Dragut. Costui fu catturato dai Doria nel 1540 e riottenne la libertà dopo aver concesso la signoria dell’Isola tunisina di Tabarca.
Dal canto suo anche la Repubblica di Genova aveva un suo ritorno economico imponendo delle gabelle ai Borghi costieri in cambio di protezione. Ogni tanto inviavano una spedizione punitiva sulle coste algerine ben tenere la situazione sotto controllo, ma questo non impedì il dilagare di un vero e proprio mercato di schiavi. Durante le razzie venivano anche rapiti dei soggetti e poi chiesto un riscatto per la loro liberazione. Il fenomeno della schiavitù divenne così massiccio che si costituirono delle vere e proprie società di mutuo soccorso in aiuto alle famiglie colpite.

Una volta appurato che la sola azione possibile poteva essere la difesa delle coste, le comunità marinare si decisero alla costruzione di un sistema di avvistamento e segnalazione che comprendeva una successione di torri, una in vista dell’altra, nel tentativo di creare un sistema ininterrotto di difesa. La forma di queste torri era la più disparata, con un ingresso posto in posizione rialzata a monte.

Il 1543 fu un anno cruciale per gli assalti della costa ligure. Il Barbarossa bombardò e saccheggiò numerosi tratti di costa ed infine si alleò alla flotta francese nell’attacco di Sanremo e Nizza. Seguirono pochi anni di calma apparente durante l’accordo di pace stipulato fra Francia e Spagna che includeva anche la Repubblica, ma di nuovo nel 1549 fu la volta dell’incursione del pirata Dragut al Borgo di Rapallo e le coste si trovarono ancora al centro delle attività bellicose Barbariche quando il pirata Dragut attaccò la Corsica.

Oggi le torri, che sono state soprannominate “saracene” perchè costruite per difendersi dai Saraceni, sono pressochè abbandonate all’incuria del tempo.

Fonte fotografica: www.flickr.com