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A spasso fra la natura incontaminata delle faggete di Calizzano

Nella Val Bormida, entroterra della Riviera ligure di Ponente, incontriamo Calizzano, immerso nel verde di prati e faggete. Piccolo comune a ridosso con il confine piemontese a 647 metri slm, [...]

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Nella Val Bormida, entroterra della Riviera ligure di Ponente, incontriamo Calizzano, immerso nel verde di prati e faggete. Piccolo comune a ridosso con il confine piemontese a 647 metri slm, Calizzano è circondato da un territorio forestale chiamato “della Barbottina”. Proprio in questa località, passeggiando sui sentieri, troviamo un albero di faggio dalle dimensioni davvero eccezionali: in quasi 200 anni di vita l’albero ha raggiunto un altezza di 37 metri e una circonferenza di 347 centimetri.
Nel vicino bosco di Rionero, invece, abbiamo un albero di castagno con un diametro di cinque metri e vecchio oltre 250 anni.

I ritrovamenti archeologici datano i primi insediamenti umani di Calizzano all’epoca Paleolitica media. Successivamente il feudo passò sotto vari possedimenti, fra cui la famiglia Carretto. Nel 1572 Calizzano venne invaso e conquistato dalle truppe spagnole di Filippo III di Spagna. Fino al 1713, quando il Trattato di Utrecht mise fine al dominio spagnolo a vantaggio della Repubblica di Genova.
Successivamente il territorio subì le guerre e gli scontri tra le truppe francesi di Napoleone Bonaparte e l’Impero austro-ungarico. Nel 1815, caduto Napoleone Bonaparte, il territorio di Calizzano passò nel Regno di Sardegna prima e poi nel Regno d’Ialia.

Di particolare interesse architettonico Calizzano offre il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, datata intorno al II secolo. Di essa restano il portico romanico e un campanile originario. Subì una ricostruzione dopo l’incendio appiccato dall’esercito francese nel 1797 e al suo interno sono conservati importanti affreschi.

Altre strutture religiose presenti a Calizzano sono la Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, la Chiesa parrocchiale di Sant’Agostino, la Chiesa di Nostra Signora del Rosario e varie cappelle dislocate nelle varie frazioni.

Sulle alture di Calizzano spiccano i ruderi del Castello, in posizione dominante sull’antico borgo. Il castello fu semi-distrutto durante l’epoca napoleonica.

Oggi Calizzano è un comune che basa la sua economia sull’ agricoltura e sul turismo, quest’ultimo stimolato anche da una ottima presenza di castagneti e funghi. Quest’ultimi, in particolare, sono un prodotto tipico di Calizzano.

A Calizzano si svolgono molti eventi e feste, fra cui la particolare “Funghinpiazza” con stand gastronomici e mostra micologica. Si svolgono inoltre la Festa d’Autunno (3a domenica di ottobre), la Festa della Madonna delle Grazie (2 luglio) e il Festival delle acque ed erbe di campo (maggio).

Per gli appassionati del trekking Calizzano offre innumerevoli possibilità di sentieri ed itinerari.

Fonte fotografica e crediti: www.flickr.com/photos/giorgionecanaglia