I ritrovamenti archeologici nella Caverna delle Arene Candide

i numerosi siti archeologici della Liguria visitiamo oggi la Caverna delle Arene Candide. Si tratta di un importante sito archeologico situato appunto all’interno di una grotta in provincia di[...]

promontorio Caprazoppa
i numerosi siti archeologici della Liguria visitiamo oggi la Caverna delle Arene Candide. Si tratta di un importante sito archeologico situato appunto all’interno di una grotta in provincia di Savona nel comune di Finale Ligure. Ci troviamo sul versante occidentale del promontorio della Caprazoppa. All’origine le Arene Candide altro non erano che ammassi sabbiosi di quarzo di colore bianco (da qui il nome candide) che i fortissimi venti dell’ultima glaciazione hanno addossato al crinale della montagna. Successivamente questa cava naturale di sabbia ha lasciato il posto all’attuale cava di calcare che si può vedere oggi.

Fra il 1864 e il 1876 Arturo Issel, fondatore dell’Istituto di geologia dell’Università di Genova, vi condusse degli scavi alla ricerca di reperti archeologici destinati all’attuale Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma. Da allora la caverna è entrata di diritto nella letteratura archeologica. La caverna si trova sul margine superiore del versante ovest dell’ex cava Ghigliazza, a circa 90 metri sul livello del mare. Appaiono tre grandi aperture raggiungibili da un percorso a piedi che passa per Borgio Verezzi di circa 30 minuti.

La Caverna delle Arene Candide ottiene la fama internazionale con le scoperte archeologiche derivate dagli scavi di due illustri ricercatori liguri, Luigi Bernabò Brea (primo Soprintendente Archeologico della Liguria) e Luigi Cardini (membro dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana), nella parte sud orientale della caverna dal 1940 al 1942 e poi dal 1948 al 1950. Venne alla luce la più completa stratigrafia del Mediterraneo, dal Paleolitico superiore fino all’epoca bizantina. Il favore climatico ed ambientale ha garantito una ottima conservazione del materiale archeologico ammassato in un deposito dello spessore di 8 metri di profondità.

Dagli scavi sono emersi i resti di ben 19 sepolture paleolitiche, uno dei più consistenti complessi funerari mai ritrovati e ricchi, grazie al buon stato di conservazione, di informazioni scientifiche per gli studi antropologi. Una in particolare di queste sepolture, il giovane principe, appartiene ad un adolescente rinvenuto a circa 7 metri dalla superficie adagiato sopra uno strato di ocra rossa. Un ricco corredo funebre ricopre il capo e il corpo, monili di conchiglie e corna di cervo lo circondano. La ferita mortale al mento è ricomposta da ocra gialla e lungo il corpo compare una lunga selce.

Altri numerosi materiali, ritrovati nella Caverna delle Arene Candide, sono oggi custoditi nelle sale del Museo Archeologico di Finale. Fra questi, ceramiche, strumenti in osso, pietra e conchiglia, tutti appartenuti agli antichi abitanti del Paleolitico e Neolitico che vivevano all’interno della Caverna. La disposizione dei corpi stabilisce una chiara metodologia di sepoltura. Gli uomini e i bambini sono situati da una parte con ricchi corredi funerari, mentre le donne sono separate e con corredi molto più semplici.

Oltre ai resti umani, nella Caverna sono stati rinvenuti reperti ossei della fauna che abitava la caverna dal periodo tardo romano fino, più in profondità, al Paleolitico superiore. Resti in particolare di Cervo, Capriolo, Stanbecco, Cinghiale, Camoscio, Alce, Rinoceronte lanoso e Mammuth.

Fonti fotografiche e crediti: www.flickr.com/photos/alexandros80

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