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Porto Venere nel Golfo dei poeti

Il territorio comunale di Porto Venere, facente parte del Parco Naturale Regionale di Porto Venere, si estende all’estremità meridionale della penisola che, allungandosi frastagliata verso il[...]

Portovenere
Il territorio comunale di Porto Venere, facente parte del Parco Naturale Regionale di Porto Venere, si estende all’estremità meridionale della penisola che, allungandosi frastagliata verso il mare, va a formare il Golfo di La Spezia. Al vertice di questa penisola troviamo anche le isole Palmaria, l’isola del Tino e il Tinetto. Portovenere è stata inserita nel 1997, insieme alle suddette isole, tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco e nel 2006 ha ricevuto la Bandiera Blù per la qualità dei servizi del proprio porto turistico.
Lungo il litorale del territorio comunale di Porto Venere sorgono numerose aree naturali, fra le quali la grotta di Byron, la grotta azzurra e la grotta del Tinetto.

A Portovenere troviamo traccia di storia fin dal VI secolo a.C. La storia del borgo inizia con un piccolo abitato di pescatori (castrum vetus), oggi scomparso. Il nome, Portus Veneris, sembra derivi da un tempio dedicato alla dea Venere secondo la leggenda che la dea sia nata dalla spuma del mare, molto abbondande sotto il faraglione. Successivamente alle attività marinare dei suoi pescatori, Porto venere divenne importante base navale della flotta bizantina. Durante il 643 d.C. il borgo venne assalito e completamente distrutto dai Longobardi.

Il Castello venne costruito intorno all’anno 1000 e sempre nello stesso periodo la Chiesa di San Lorenzo. Quest’ultima è stata costuita originariamente dai genovesi nel 1098 in stile romanico sul suolo dove anticamente sorgeva un possibile tempio dedicato a Giove. Subì nel corso della storia un drammatico incendio (1340) e una parziale distruzione da parte degli aragonesi (1494). Fra il 1494 e il 1582 venne restaurata con sostanziali modifiche all’architettura originaria.

La Chiesa di San Pietro fù consacrata nel 1198, l’aspetto a fasce bianche e nere risale al XIII secolo, mentre la struttura originaria, di tipo siriaco, risale al V secolo con pianta rettangolare e abside semicircolare.

Il Castello di Porto Venere sorge su un’altura rocciosa a pieno dominio del borgo marinaro ed è riconosciuto come una delle più maestose architetture militari della Repubblica di Genova nel Levante ligure. Il Castello fù al centro di ferrate lotte fra la Repubblica di Genova e la Repubblica di Pisa per il dominio dei territori circostanti. Nel XV secolo, per adattare la fortificazione militare alle nuove armi da guerra, il Castello fù demolito e costruito nuovamente.
Attualmente la fortificazione ha forma di pentagono, dove spuntano vistosamente tre bastioni a valle, mentre a monte si erge un robusto torrione circolare che faceva già parte della precedente architettura.

Oggi Porto Venere, che partecipa ogni anno al Palio del Golfo, è un comune che basa la sua economia sulle attività turistiche e commerciali. Il comune, inoltre, ospita l’unico rigassificatore in Italia. Si tratta di un impianto in grado di prelevare via mare idrocarburi gassosi naturali come il gas metano liquido.

Durante il periodo napoleonico, il Castello assunse la funzione di carcere. Oggi, entrato a far parte delle proprietà del Comune di Porto Venere, il Castello è sede di mostre d’arte e manifestazioni comunali.