Gli alfabeti base.

Abbiamo visto nella sezione "Grammatica" che esistono vari tipi di scrittura, ma gli alfabeti basilari e di facile assimilazione sono 2: Hiragana e Katakana. Vediamoli più da vicino.

L’alfabeto giapponese consta di 5 vocali “A, I, U, E, O (le quali hanno una pronuncia molto simile a quella italiana) e di gruppi bisillabici formati sempre da consonante + vocale.

E’ da notare fin dalla prima lezione che i gruppi bisillabici non sono mai formati da doppie consonanti, ma sempre e solo da consonante seguita da vocale.

Solo una consonante dell’alfabeto può avere sia una lettura bisillabica che sillabica ed è la lettera “N“.

I suoni bisillabici fondamentali sono 9 e sono formati dalle seguenti sillabe: K; S; T; N; H; M; Y; R; W.

Questi suoni accompagnati dalle vocali (Fig. 1) sono chiamati “Suoni puri” (Seion).

Per formare le altre “coppie” bisogna trasformare alcuni caratteri per mezzo di “virgolette” (Nigori) o per mezzo di un “pallino” (Maru o Handakuon).

Con il metodo delle “virgolette” abbiamo i “Suoni impuri” (dakuon)che sono formati dalle seguenti consonanti: G; Z; D; B. (Fig. 2).

Mentre con l’uso del” pallino” abbiamo i suoni “Mezzi impuri” (handakuon): P. (Fig. 3)

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