Lezione 3.1

Una volta entrata in mente la meccanica delle paroline "kono", "sono", "ano" possiamo usare la stessa regoletta per un gruppo di parole simili, ma che useremo prevalentemente per indicare oggetti e luoghi.

1 - Kore wa teeburu desu.

(Questo è un tavolo).

2 - Sore wa isu desu.

(Questa è una sedia).

3 - Are wa kabin desu.

(Quello laggiù è un vaso da fiori).

4 - Kore wa nan desuka.

(Cos’è questo?)

5 - Sore wa shinbun desu.

(Codesto è un quotidiano - giornale).

6 - Kore mo shinbun desuka.

(Anche questo è un quotidiano?)

7 - Iie, sore wa shinbun de wa arimasen. Sore wa hon desu.

(No, codesto non è un quotidiano. Codesto è un libro.)

8 - Kore wa anata no boushi desuka, Marikosan no boushi desuka.

(Questo è il tuo cappello “o” è il cappello della signorina Mariko?)

9 - Sore wa Marikosan no boushi desu. Watashi no boushi wa kore desu.

(Codesto è il cappello della signorina Mariko. Il mio cappello è questo.)

10 - Otoko no boushi wa dore desuka.

(Quale tra tutti questi è il cappello da uomo?)

11 - Otoko no boushi wa kore desu.

(Il capello da uomo è questo.)

Come si è potuto vedere dalle varie frasi sopra riportate l’uso delle parole Kore, Sore, Are, Dore rimane in tutto e per tutto uguale a quello di Kono, Sono, Ano e Dono.

Nella traduzione della frase 8 la parola o è riportata tra virgolette perchè è un adattamento per tradurre al meglio la frase che nella forma scritta in giapponese presenta solo una virgola.

Per quanto concerne la pronuncia di alcune parole vediamo assieme quelle che potrebbero presentare alcune difficoltà:

Teeburu si pronuncia teeburu proprio come l’abbiamo scritta.

Isu si pronuncia isu anche se termina in “u”.

Hon si pronuncia hon con la “h” aspirata.

Boushi si pronuncia booshi.

Kabin far sentire ben la “n” finale.

Shinbun si pronuncia scinbun.

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