Lezione 4.1

In questa lezione vengono introdotti i concetti di "dentro", "sopra", "sotto", ecc. Siccome si tratta di una lezione un po' complicata raccomando vivamente di studiare bene la prima parte (quella delle frasi) e poi seguire scrupolosamente punto per punto le varie note.

1) Kono heya no naka ni wa nani ga arimasuka*.

(Che cosa c’è dentro a questa stanza?)

2) Tsukue to isu ga arimasu.**

(Ci sono una sedia ed una scrivania).

3) Tsukue no ue ni nani ga arimasuka.***

(Che cosa c’è sulla scrivania?)

4)Tsukue no ue ni hon ya pen ya enpitsu nado ga arimasu.*

(Sulla scrivania ci sono un libro, une penna, una matita ed altre cose).

5) Isu no ue ni mo hon ga arimasuka.**

(Anche sulla sedia c’è un libro?)

6) Iie, isu no ue ni wa hon wa arimasen. Shinbun ga arimasu.***

(No, sulla sedia non c’è il libro. C’è un quotidiano.)

7) Tsukue no shita ni wa nani ga arimasuka.

(Che cosa c’è sotto la scrivania?)

8) Tsukue no shita ni wa nani mo arimasen.*

(Sotto alla scrivania non c’è niente.)

*(frase 1) In questa frase vediamo subito la compresenza di più particelle: “wa“, “ni“, “ga” e “no“.

Le particelle no e ga sono nuove mentre tutte le altre sono nostre vecchie conoscenze.

La particella ni è molto importante ed ha vari usi. In questo caso indica uno “stato in luogo” ed è usato con verbi che non implicano movimento.

La particella ga è una particella soggettiva.

Può essere utilizzata in vari casi, in particolare quando si vuol dare maggior rilievo al soggetto della proposizione principale oppure con il soggetto di una proposizione secondaria. In poche parole una frase giapponese rispetto ad una frase italiana può avere due soggetti distinti uno contrassegnato dalla particella “wa” (particella tematica) ed una contrassegnata dal “ga”.

NOTA BENE

La frase potrebbe reggersi benissimo anche senza la particella “wa” che in questo caso è stata messa come rafforzativo di frase per indicare che l’azione si svolge PROPRIO in quella stanza.

**(Frase 2) La parola “to” equivale alla nostra “e” congiuntiva, ma posta tra due nomi, aggettivi, ecc, può essere tradotta anche con “sia… sia”, o “sia… che”.

***(Frase 3) Quando vogliamo indicare la posizione esatta di un oggetto useremo sempre una formuletta standard: nome + no + posizione dell’oggetto + ni (es. beddo no shita ni… sotto al letto).

Il verbo “Arimasu” è il verbo “esserci/trovarsi” usato per gli oggetti inanimati. Importante è non confondere il verbo arimasu con il verbo “Desu” (essere come esitenza/condizione fisica).

Anche il verbo “arimasu”, come desu, va posto in fondo alla frase.

Ricordatevi inoltre che il verbo arimasu vuole sempre la particella “ga” davanti a lui.

*(Frase 4) “Ya… ya… nado ga…” (e… e… eccetera).

Questa formuletta la useremo quando dobbiamo elencare diversi oggetti. Invece di usare sempre e solo la parola to, useremo ya. La frase potrà essere tradotta come sopra riportato oppure con “sia… sia… eccetera” o con “sia… che… ed altre cose” e via dicendo.

**(Frase 5) Da notare come anche in questo tipo di frase la particella “mo” sostituisce la particella “wa“. Anche in questo caso vediamo che “mo” può coesistere con altre particelle, ma sostituisce totalmente “wa”.

***(Frase 6) Quando il verbo “arimasu” va in forma negativa non vuole più la praticella “ga“, ma vuole davanti a se “wa“.

*(Frase 8) La parola “nani” seguita dal “mo” acquisisce un valore negativo e possiamo tradurla con “niente”, “nulla”.

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