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Osakaben ovvero il dialetto di Osaka.

Si parla tanto di studiare la lingua giapponese, ma avete mai pensato cosa può trovare un traduttore sulla sua strada? Il dialetto! La letteratura nipponica, soprattutto i manga, è ricca di sfumature e spesso si ricorre al dialetto per enfatizzare meglio i personaggi di un racconto.

Konnyanyachiwa!

Il dialetto più usato è quello di Osaka (Osakaben) che a mio parere potrebbe essere paragonato al nostro scanzonatissimo napoletano.

Molti personaggi parlano l’Osakaben negli sceneggiati, negli anime, nei manga.

Un chiaro esempio che mi è personalmente toccato tradurre per gli anime comics della casa editrice Diamond Pubblishing è Kerochan di Card Captor Sakura.

Questo personaggio è un gran chiacchierone ed il più delle volte parla quasi esclusivamente in dialetto!

Ovviamente in Italia questa peculiarità sparisce completamente perché (se escludiamo il teatro nella sua forma più genuina) parlare in dialetto tramite i mezzi informativi è diventato un tabù.

Ma vediamo quali sono le differenze che saltano subito all’occhio se confrontiamo il giapponese ed il suo dialetto più rappresentativo, quello di Osaka.

Innanzitutto l’intonazione e gli accenti delle parole cambiano notevolmente.

E’ risaputo, inoltre, che la lingua giapponese, per enfatizzare le sue frasi, fa uso di particolari particelle collocate al termine di una frase. Ad esempio:

In giapponese si usano spesso YO, DA.

L’Osakaben fa uso delle particelle YA, YAN, WA.

Invece di dire DESU usano dire YANNEN.

Per identificare una frase di tipo interrogativa usano MAKKA o NAN anziché la particella finale KA.

Inoltre bisogna notare che la famosa particella finale NE, che viene usata un po’ in tutto il Giappone per chiedere approvazione ad una frase, nel dialetto in questione viene sostituita da un lungo NAA.

Insomma di differenze c’è ne sono a bizzeffe e la cosa migliore sarebbe avere un buon dizionario di Osakaben/giapponese, ma ovviamente da noi è impossibile trovarne uno quanto è difficilissimo trovare un buon dizionario di giapponese/italiano.

Purtroppo ho notato che in commercio circolano tante versioni di dizionari, ma se escludiamo quello della Shogakkukan (fatto dai giapponesi per i giapponesi) il mercato italiano è molto povero e pieno di finti dizionari fatti da studenti improvvisati professori!