1)Osservate questo quadro. Che cosa c’è?
2)Ci sono una scrivania ed una sedia.
3)Che cosa c’è sulla scrivania?
4)Sulla scrivania ci sono un libro, una penna, una matita ed altre cose.
5)Anche sopra la sedia c’è un libro?
6)No, sopra la sedia non c’è un libro. C’è un giornale.
7)Che cosa c’è sotto alla scrivania.
8)Sotto la scrivania non c’è nulla.
Nella frase 1 abbiamo l’introduzione di un nuovo verbo: “Vedere” - Miru 見る.
In questa frase abbiamo un uso in forma di tipo “cortese” del verbo “vedere”. Un invito a compiere un’azione. Ecco quindi che il verbo (composto da una parte fissa - radice, ed una mobile - desinenza) viene per così dire “coniugato” e, cambiando la sua parte finale con il て + ください, il verbo acquista un valore di richiesta cortese che rivolgiamo al nostro interlocutore.
5) Notare l’uso della particella も. Anche in questo caso si sostituisce a は e mantiene sempre il suo significato sia come particella che come parola. Il も può essere posposto alla particella locativa に.

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