<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
    <generator>http://lightpress.org/</generator>
    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>La storia del conflitto russo-ceceno</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/11/125503.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/11/125503.shtml</guid>
	<pubDate>Wed, 20 Nov 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/11/125503.shtml#comments</comments>
    <category>russia_e_dintorni</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La <b>resa definitiva della Cecenia</b> all&#8217;impero russo risale al 1859, quando l&#8217;imam <b>Shamil</b> si consegnò al principe Barjatinskij, dopo una guerra durata oltre trent&#8217;anni a difesa delle proprie montagne. Le trattative tra Shamil e i russi erano state svolte dal generale armeno Lazarov, perchè i ceceni provavano un tale disprezzo per i russi da non accettare interlocutori di quell&#8217;etnia, anche se erano i vincitori. Shamil, chiamato dagli inglesi, suoi ex-alleati, il <i>Leone del Dagestan</i> - terra musulmana contigua alla Cecenia e foriera oggi dello stesso destino esplosivo - temuto e odiato dai russi, fu costretto alla protezione dello zar e visse nei pressi di Mosca.<br />
<i>Shamil</i> è la pronuncia daghestana del<br />
nome arabo <i>Samauwal</i> (Samuele). Morì a Medina il 4<br />
febbraio 1871, quando, ormai<br />
settantaquattrenne, stava effettuando un pellegrinaggio in Arabia.</p>
<p>La vicenda di Shamil ripercorre le vicende degli ultimi anni: sono diverse le persone, le tecnologie; il petrolio invischia tutto con la sua ricca minaccia ma la tattica da guerriglia, la determinazione e il fanatismo dei montanari ceceni sono gli stessi. La Cecenia sembra un luogo stregato e maledetto per i russi, uno di quei luoghi destinati dalla storia a conflitti perenni, come l&#8217;Afghanistan, o il Medio Oriente. Il territorio accidentato e impervio ha frammentato i gruppi ceceni in <b>microetnie</b> che parlano trecento dialetti (lingua franca della regione è sempre stato l&#8217;arabo, in parte sostituito poi dal russo dei conquistatori); sembra impossibile pensare a un governo comune che non sia quello basato sulla solidarietà tribale.<br />
Del resto il <b>Caucaso</b>, crocevia di tutti i conquistatori, da Alessandro a Gengis Khan e Tamerlano, oggi è al centro degli interessi russi, americani, islamici (i finanziamenti dei movimenti <i>wahabiti</i> più radicali rimpinguano la guerriglia, e spesso questo si traduce in sonanti dollari sauditi, mentre l&#8217;esercito russo è imponente anche nel suo declino). Se gli eserciti dei conquistatori dilagavano nelle vallate, le montagne sono sempre rimaste inaccessibili, regno dei giovani ceceni addestrati al furto, alla vendetta e all&#8217;imboscata, armati dei <i>kinjals</i>, le daghe ricurve e dei loro resistenti cavallini. Agilissimi guerrieri e cavalieri mitici: i russi rispettavano queste loro qualità che derivavano da un&#8217;antica origine nomade. Gli istinti ceceni erano quelli della libertà e di un senso indomabile dell&#8217;indipendenza.<br />
Quando arrivano i russi con l&#8217;imperatore Nicola I, l&#8217;assalto è imponente: nel <b>1832</b> c&#8217;erano già 50.000 soldati e altri 25.000 stavano giungendo al comando del mitico generale <b>Ermalov</b>, alle cui imprese si era ispirato perfino Pushkin.<br />
La colonizzazione russa fu subito pesante: il territorio fu trasformato dai fortini di legno e dal disboscamento per la messa a coltura di ciò che i contadini russi mangiavano da secoli, cavoli sopratutto. Un&#8217;espansione di tipo pionieristico che mise a dura prova un popolo mai sottomesso da alcuno e che innescò la resistenza guidata da Shamil, un leader fanatico appartenente alla setta dei guerrieri sacri, i <b>Muridi</b>.<br />
La guerra non vide mai battaglie in campo aperto, ma uno stillicidio continuo di agguati. I ceceni si nascondevano nelle foreste e attaccavano ogni giorno pattuglie russe come se fosse una banale caccia in montagna. I <b>cosacchi</b>, cavalieri abili e spregiudicati quasi quanto i ceceni, riuscivano a catturare qualche cecchino e le teste mozzate diventavano i macabri trofei dall&#8217;una e dall&#8217;altra parte. Il Caucaso non raccoglieva l&#8217;invito di Pushkin, uno dei suoi cantori: Shamil aveva potere assoluto sul suo esercito, conduceva una disciplina feroce e non esitava a ricattare i suoi uomini. Il suo massimo successo arrivò nel <b>1843</b>, quando conquistò 12 fortini russi uccidendo 2500 nemici.<br />
Ma anche i russi si adattarono alla guerra senza regole, spingendosi a rapire perfino il figlio maggiore di Shamil, <b>Jamal-Al-Din</b>, che fu allevato a corte e divenne un abile affascinante ufficiale della cavalleria russa. Per riavere il figlio, Shamail sequestrò tutte le donne di una famiglia georgiana cara agli zar. Ma Jamal, riconsegnato al padre in una grotta del Caucaso, non apparteneva più al mondo dei suoi padri.</p>
<p>Il Caucaso, terribile, affascinante, romantico&#8230; Una guerra infinita che abbraccia il destino di due popoli, piena di contraddizioni, interessi oscuri, imprese terribili. Dove gli spiriti funesti di Shamail e Ermalov ancora aleggiano&#8230;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20021120000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20021120000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20021120000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20021120000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F11%2F125503.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>La resa definitiva della Cecenia all&amp;#8217;impero russo risale al 1859, quando l&amp;#8217;imam Shamil si consegnò al principe Barjatinskij, dopo una guerra durata oltre trent&amp;#8217;anni a[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>PARTIRE PER LA RUSSIA ovvero Russia, istruzioni per l&#039;uso</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/122139.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/122139.shtml</guid>
	<pubDate>Fri, 18 Oct 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/122139.shtml#comments</comments>
    <category>conoscere_la_russia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto munirsi di <b>PASSAPORTO</b>, valido almeno 6 mesi e ovviamente convalidato con apposita marca annuale. Se non hai il passaporto è sufficiente rivolgersi all&#8217;Ufficio Anagrafe del proprio comune di residenza. Al passaporto devi aggiungere il <b>VISTO</b>, da richiedere all&#8217;autorità consolare (Roma, Milano o Genova). L&#8217;indirizzo del <b>Consolato</b> della Federazione Russa e&#8217; <b>Via Nomentana 116, Roma</b> (telefono 06.442.356.25).</p>
<p>L&#8217;<b>Ambasciata</b> ha la sua sede storica sempre a Roma nella <b>Villa Abimelek</b>, Via Gaeta 5 (tel. 06/4941680/49441689).</p>
<p>L&#8217; ufficio consolare di <b>Genova Nervi</b> è in Via Ghirardelli Pescetto 16, tel. 010/3741361-3726047-3726304), quello di <b>Milano</b> in Via S.Aquilino 3, tel. 02/48706041.</p>
<p><b>DOCUMENTI NECESSARI</b>:</p>
<p>- <i>originale del passaporto</i> da presentare al consolato,</p>
<p>- <i>3 foto</i>,</p>
<p>- <i>lettera d&#8217;invito originale</i> con convalida del MID, il MInistero degli Esteri Russo. A volte può essere sufficiente un telex di conferma del MID, ma questo dipende dal Consolato. Strano ma vero, ogni Consolato ha una sua politica.</p>
<p>- <i>assicurazione medica</i> stipulata con compagnie internazionali convenzionate (tipo EuropAssistance). Alcune agenzie garantiscono anche per l&#8217;assicurazione medica.</p>
<p>Il visto ha un costo minimo di <b>26 euro</b> ( procedura non urgente - in genere una settimana). A questo va aggiunto il costo della</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20021018000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20021018000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20021018000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20021018000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F10%2F122139.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Innanzitutto munirsi di PASSAPORTO, valido almeno 6 mesi e ovviamente convalidato con apposita marca annuale. Se non hai il passaporto è sufficiente rivolgersi all&amp;#8217;Ufficio Anagrafe del proprio[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Kukushka a Viareggio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/120232.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/120232.shtml</guid>
	<pubDate>Thu, 03 Oct 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/120232.shtml#comments</comments>
    <category>cineteca_di_lingua_e_cultura_russa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il recente <b>EuropaCinema</b> di Viareggio ha laureato vincitore un film russo, <i>Kukushka</i> di Rogozhkin. Ma altri tre film russi hanno partecipato a questa edizione viareggina, dimostrando la vitalità del cinema russo a dispetto degli enormi problemi socio-economici che attanagliano il paese. Afferma il direttore Laudadio: <i>Sono addirittura quattro, quantità inusuale, i film russi che abbiamo voluto inserire in concorso, inclusa l&#8217;opera più recente di una grande regista di cui da tempo non sapevamo più nulla: Kira Muratova, indimenticabile e indimenticata autrice del possente <b>Astenicheskij Sindrom</b></i> (La sindrome astenica, presentato a Viareggio nel 1990),<i> di nuovo presente a EuropaCinema con &#8220;Checkov&#8217;s Motifs&#8221;, un perfido, feroce e divertente ritratto - scolpito in un bassorilievo con venature gogoliane - degli orrori quotidiani che popolano la vita della petulante, insopportabile nuova borghesia russa. Un tempo questo film sarebbe stato proibito dalle autorità sovietiche - come infatti avvenne per altre opere della Muratova (&#8221;Korotkie vstrechi&#8221; e &#8220;Dolgie provodi&#8221;): ora rischia invece di subire la censura del mercato a tal punto questo film è estremo e privo di qualunque concessione, fino allo sfinimento</i>.</p>
<p>Gli altri film sono <i>Vojnà</i> (Guerra) di Aleksei Balabanov e <i>Kollektsioner</i> di Jurij Grymov, (anteprima mondiale, dopo la presentazione a Londra).<br />
EuropaFestivalnema rilancia la cinematografia russa? Analizzando la varietà delle quattro proposte, viene da pensare che di sicuro l&#8217;ampio spettro e la diversità delle offerte sono assicurate: <b>Rogozhkin</b> è un veterano, <b>Kira Muratova</b>, premiata un decennio fa a Berlino è attiva fin dai tempi sovietici, il giovane <b>Balabanov</b>, autore di <i>blockbuster</i> per la gioventù moscovita (<i>Brat</i> I e II con Sergej Bodrov junior), ed il rampante <b>Grymov</b>, artista multiforme, fotografo e pubblicitario, il più attraente sul piano puramente visivo.</p>
<p>Il film della Muratova è pienamente <b>autoriale</b>, che rielabora con il suo stile surreale <a href="http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/04/101082.shtml">i temi di Cechov</a>, quali la <b>tristezza e la vacuità della vita di provincia</b>, portando sullo schermo più che un adattamento di opere del narratore russo una originale commistione di due mondi, quello cechoviano appunto, e quello proprio della regista.</p>
<p>Il secondo film in concorso, <i>Vojnà </i>di Aleksej Balabanov, è il meno interessante: racconta con toni naturali (e naturalistici) un <b>episodio della guerra in Cecenia</b>: un giornalista inglese prigioniero dei combattenti caucasici torna in patria per trovare i soldi del riscatto della propria ragazza, ed il suo viaggio dalla &#8220;civile&#8221; Inghilterra (dove però ben pochi sono pronti ad aiutarlo) verso le lande meridionali delle ex-province sovietiche si rivela un&#8217;esperienza trasformante, che fa del posato reporter un omicida ed un soldato. La pellicola illustra appunto il passaggio del protagonista dall&#8217;una accezione all&#8217;altra, ma lo fa con una tale abbondanza di episodi e combattimenti che si perde il livello metaforico e superiore dell&#8217;operazione. La musica è inoltre troppo invadente e fa della colonna sonora una sorta di  juke-box per propagandare (il pur interessantissimo) nuovo rock russo.</p>
<p><b>Affascinante è invece il film vincitore,<i>Kukushka</i>, che narra la storia, a metà tra il comico ed il tragico, di tre persone di diversa nazionalità durante la seconda guerra mondiale, abbandonate a se stesse per diverse ragioni. Una contadina di un villaggio lappone, un soldato finlandese arruolato dai nazisti ed un capitano dell&#8217;Armata Rossa si ritrovano a formare una &#8220;famiglia&#8221; totalmente sghemba, senza avere una lingua comune e combattendo con reciproci pregiudizi che impareranno a superare grazie alla loro forzata convivenza. I due soldati sono prigionieri condannati dai propri eserciti e rocambolescamente fuggiti al proprio destino, la donna è vedova da molti anni e accoglie a braccia aperte i due nemici, guardando oltre le loro uniformi e vedendo in loro solo due uomini che possono scaldare il suo focolare domestico. Su questi ingredienti, di per sè già molto allettanti, il regista Rogozhkin riesce ad imbastire una storia che rifugge gli eccessivi schematismi e risulta divertente per le incomprensioni linguistiche e i qui pro quo comici che ne risultano, affascinante per la eccellente fattura delle immagini e per la sapiente strutturazione di riprese e narrazione (notevole la collocazione, non puramente coreografica, dei personaggi nella sferzante natura del nord-Europa invernale). Si apre con un prologo &#8220;triste&#8221;, con i due soldati lasciati alla propria sorte di reietti dalle file del proprio esercito, la parte centrale è quella conoscitiva, che vede i tre protagonisti alla ricerca di una possibile modalità di relazione, e si chiude con un epilogo lirico-fantastico, in cui la donna, ancora legata alle tradizioni magiche del proprio popolo, opera una sorta di incantesimo che decreta la superiorità della magia e delle forze spirituali sugli impasse della logica e della comprensione linguistica razionale</b>.</p>
<p>Molto interessante risulta anche l&#8217;ultimo dei film russi, <i>Kollektsioner</i> (Il collezionista): é la storia di un anziano che raccoglie un gruppetto di persone nella sua casa, sommersa e strapiena di oggetti, animali e fantasmi, perchè essi lo aiutino a <b>dare un nome</b> a tutti gli oggetti ed a catalogarli. Come nel Bulgakov de Il maestro e Margherita LINK ai vari personaggi, per l&#8217;aiuto prestato nella catalogazione della collezione, verrà dato ciò che loro hanno chiesto: il denaro, una donna, ma ciò non impedisce loro di rimanere persone morte, perse nel cammino della vita. Solo ad uno dei catalogatori toccherà la più grossa fortuna: <b>una chance in più nella vita</b>, che egli ottiene in quanto rifiuta i doni materiali del collezionista. Come si capisce il testo è molto ricco, e Grymov, pur provenendo dal mondo dello spot e della pubblicità, riesce a dare al romanzo una forma cinematografica più che dignitosa.</p>
<p>Per rispondere alla domanda iniziale, possiamo concludere che la scorpacciata di opere russe ci fa sperare nel cinema di quel paese. Che annovera oltre ai maestri presentati a Viareggio registi quali German, Konchalovskij (e suo fratello, il grande <a href="http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/05/103139.shtml">Nikita Michal&#8217;kov</a>, anche se schierato su posizioni più decadenti, Sokurov, e registi giovani o nuovi come Kanevskij o Artur Aristakisjan. I periodi inquieti o difficili sono sempre ricchi di risorse per le arti&#8230;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20021003000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20021003000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20021003000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20021003000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F10%2F120232.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il recente EuropaCinema di Viareggio ha laureato vincitore un film russo, Kukushka di Rogozhkin. Ma altri tre film russi hanno partecipato a questa edizione viareggina, dimostrando la vitalità del[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>PRIMA E DOPO IL COMPAGNO PINOCCHIO</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/120241.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/120241.shtml</guid>
	<pubDate>Thu, 03 Oct 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/120241.shtml#comments</comments>
    <category>italia_e_russia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; celebre la frase con la quale lo scrittore accompagnò le prime cartelle autografe inviate all’editore:<I>Ti mando questa bambinata. Fanne quello che ti pare, ma se la pubblichi vedi di pagarmela bene per farmi venire la voglia di seguitarl</i>.<br />
La poca fiducia di Collodi invece si trasformò in una <b>fiaba unica</b>, il cui protagonista, <b>Pinocchio</b>, sarebbe diventato <b>simbolo e mito</b>, fatto proprio dalle diverse culture del mondo che, nelle loro traduzioni, hanno talora cercato perfino di calarla nel folclore e nelle tradizioni locali. </p>
<p>In Russia le fortune di Pinocchio sono state affidate alla penna di <b>Aleksej Tolstoj</b> (parente? ebbene si, riprendendo un tormentone che appare nel film<i>&#8220;Il barbiere di Siberia</i> di Nikita Michal&#8217;kov) che nel 1936  pubblicò <i>Burattino</i> (Bjuratin) che è il nome con cui i russi conoscono Pinocchio.</p>
<p>Ecco l&#8217;incipit: <i>Quando ero ancora un ragazzino, tanto tempo fa, leggevo con passione un libriccino intitolato &#8220;Pinocchio o le avventure di una marionetta&#8221; (cioè un fantoccio di legno, chiamato in italiano Burattino). Spesso raccontavo ai miei compagni di gioco, bambine e bambini, le avvincenti avventure di Burattino. Ma siccome il libriccino era andato perduto, ogni volta le raccontavo un po’ diversamente e mi inventavo delle avventure che non c’erano affatto in quel libro. Adesso, tanti anni dopo, mi è tornato in mente il mio vecchio amico Burattino e vorrei raccontarvi, mie care bambine e miei cari bambini, la straordinaria storia di quell’ometto di legno.</i><br />
In italiano il libro di Tolstoj, da cui è stata tratta anche un versione animata  (<i>mul&#8217;tfilm</i> in russo) molto popolare, è stato tradotto per Stampa Alternativa con un titolo molto significativo: <b>Il compagno Pinocchio</b>. E questa versione è stata poi diffusa in tutti i paesi comunisti. La copertina che potete vederenel corpo dell&#8217;intervento appartiene alla versione vietnamita&#8230;</p>
<p>La prima pubblicazione del libro <i>Le Avventure di Pinocchio</i> in <b>lingua straniera</b> risale al 1891 a Londra. Da allora il libro di Collodi è stato tradotto in centinaia di lingue (compreso l’esperanto): un prestigioso omaggio al Burattino nazionale, diventato in poco più di un secolo di vita cittadino del mondo.</p>
<p>Nel 1940 <b>Walt Disney</b> decise di fare di Pinocchio un cartone animato, un prodotto di largo consumo. A tal fine, Disney prese Pinocchio, lo affidò ai suoi disegnatori e chiese di eliminare quel che c’era di cultura e folclore locale. Pinocchio assomiglia a Mickey Mouse vestito da tirolese, la Fatina sembra un’attrice di Hollywood e Geppetto perde tutto il suo aspetto magico e rustico e diventa semplicemente “mammo” abile ed efficiente. </p>
<p>Questi due esempi confermano la popolarità del libro ma rischiano di tradire il Pinocchio collodiano, quello vero: nel <b>mondo americanizzato capitalista</b>, Pinocchio è stato semplificato da Walt Disney in uno dei tanti sirenetti di facile consumo, mentre nel <b>mondo comunista</b> (soprattutto ex Unione Sovietica) è stato completamente rieducato da Aleksej Tolstoj. Entrambi i Pinocchi sono nati prima della seconda guerra mondiale ma il loro successo nei due rispettivi blocchi è avvenuto essenzialmente durante il <b>periodo della guerra fredda</b>. E ancora oggi per molti bambini Pinocchio non è stato scritto da Collodi ma disegnato da Disney o raccontato dal nipote dell&#8217;autore di <i>Guerra e Pace</i>.<br />
<b>Pinocchio vittima e fascino del mondo globale</b>?</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20021003000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20021003000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20021003000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20021003000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F10%2F120241.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>E&amp;#8217; celebre la frase con la quale lo scrittore accompagnò le prime cartelle autografe inviate all’editore:Ti mando questa bambinata. Fanne quello che ti pare, ma se la pubblichi vedi di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Autunno dorato, il cambio rapido delle stagioni</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/120243.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/120243.shtml</guid>
	<pubDate>Thu, 03 Oct 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/10/120243.shtml#comments</comments>
    <category>conoscere_la_russia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Invece in Russia dopo il freddo brusco che può arrivare alla fine di agosto, <b>settembre</b> regala uno sprazzo di estate. La tradizione la chiama <i>bab&#8217;e leto</i>, cioè l&#8217;estate delle donne (<i>baby</i>). L&#8217;etimologia di questa definizione popolare non è molto romantica, infatti deriva dai <b>duri lavori affidati alle donne</b> all&#8217;inizio dell&#8217;autunno, sopratutto la tessitura e la torcitura dei fili. <i>Baby</i> è il modo più popolaresco e campagnolo per definire le donne. <b>Pushkin</b> invece nel celeberrimo romanzo in versi <i>Evgenij Onegin</i> lo chiama in modo più poetico <b>autunno dorato</b>: ecco i versi immortali, che tutti i russi citano a memora:</p>
<p>Dal capitolo VII,  XXIX</p>
<p>ЕЕ ПРОГУЛКИ ДЛЯТСЯ ДОЛЕ</p>
<p>ТЕПЕРЪ ТО ЧОЛМИК, ТО РУЧЕЙ</p>
<p>ОСТАНОВЛЯЮТ  ПОНЕВОЛЕ</p>
<p>ТАТЪЯНУ ПРЕЛЕСТЪЮ  СВОЕЙ.</p>
<p>ОНА, КАК С ДАВНИМИ ДРУЗЪЯМИ,</p>
<p>С  СВОИМИ  РОЩАМИ, ЛУГАМИ</p>
<p>ЕЩЕ БЕСЕДОВАТЪ<br />
СПЕШИТ.</p>
<p>НО ЛЕТО БЫСТРОЕ  ЛЕТИТ.</p>
<p>НАСТАЛА <b>ОСЕНЪ  ЗОЛОТАЯ.</b></p>
<p>ПРИРОДА<br />
СРЕПЕТНА,  БЛЕДНА,</p>
<p>КАК ЖЕРТВА  ПЫШНО УБРАНА…</p>
<p>ВОТ СЕВЕР, ТУЧИ НАГОНЯЯ,</p>
<p>ДОХНУЛ, ЗАВЫЛ - И ВОТ САМА</p>
<p>ИДЕТ  ВОЛШЕБНИЦА ЗИМА.</p>
<p>Una delle traduzioni italiane più famose è quella di <b>Giovanni Giudici</b> per la Garzanti:</p>
<p><i>Si prolunga ogni sua passeggiata.</p>
<p>Ora è un poggio, ora un ruscello,<br />
Dal cui incanto è attirata</p>
<p>Tat&#8217;jana, senza volerlo.</p>
<p>Quasi ad amici prediletti,</p>
<p>A quei suoi prati, ai suoi boschetti,</p>
<p>Lei si affretta a parlare ancora.</p>
<p>Ma l&#8217;estate rapida vola.<br />
E&#8217; giunto il dorato autunno.<br />
La natura è tremante e smorta,<br />
Come una vittima adorna&#8230;<br />
EccoBorea che nubi aduna,<br />
Soffia, ulula - ed ecco eterno</p>
<p>Ritorna pure il mago Inverno</i>.</p>
<p>Infine una delle tante versioni inglesi:</p>
<p><i>She wanders on without direction.</p>
<p>Often she halts against her will,<br />
arrested by the sheer perfection<br />
she finds in river and in hill.<br />
As with old friends, she craves diversion<br />
in gossip&#8217;s rambling and discursion<br />
with her own forests and her meads&#8230;<br />
But the swift summer-time proceeds &#8211;<br />
now golden autumn&#8217;s just arriving.<br />
Now Nature&#8217;s tremulous, pale effect<br />
suggests a victim richly decked&#8230;<br />
The north wind blows, the clouds are driving &#8211;<br />
amidst the howling and the blast<br />
sorceress-winter&#8217;s here at last</i>.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20021003000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20021003000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20021003000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20021003000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F10%2F120243.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Invece in Russia dopo il freddo brusco che può arrivare alla fine di agosto, settembre regala uno sprazzo di estate. La tradizione la chiama bab&amp;#8217;e leto, cioè l&amp;#8217;estate delle donne[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>PREMESSA al sostantivo e l&#039;uso dei casi</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/119147.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/119147.shtml</guid>
	<pubDate>Tue, 24 Sep 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/119147.shtml#comments</comments>
    <category>lezioni_di_russo_in_diretta</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Una buona base di analisi logica sembra dunque indispensabile per affrontare questa lingua.<br />
Ma quale analisi logica? La terminologia è quasi la stessa, il russo ha i casi <i>nominativo, genitivo, dativo, accusativo, strumentale e locativo</i>. Questi ultimi due casi comprendono una serie di complementi che il latino comtemplava con l&#8217;ablativo, avendo il russo perso il caso <b>vocativo</b>, rimasto solo in alcune espressioni legate alle invocazioni religiose (O БОЖЕ! ГОСПОДИ! <i>Dio mio, O Signore!</i>). Lingue slave come il <b>ceco</b> invece mantengono anche il vocativo, per un totale di <b>sette</b> casi&#8230;</p>
<p>Ma è veramente utile trasferire le categorie dell&#8217;analisi logica italiana, o latina, ai casi russi? Un esempio semplice: il verbo aiutare, che in italiano è seguito da un complemento oggetto (accusativo), in russo vuole un complemento di termine (dativo). Per evitare tali inconvenienti, posso allora concentrarmi sulle <b>categorie grammaticali</b> come trovare un equivalente russo per le preposizioni italiane? Con una semplificazione rozza, posso avere un corrispondente preciso  per la <i>di</i> o la <i>a</i> eccetera? </p>
<p>Molti studenti affrontando lo studio del russo (ma questo accade anche quelli che vogliono imparare l&#8217;italiano) si limitano al <i>come si dice questa parola?</i> trattando le frasi come un assemblaggio di parole apparentemente slegate e prive della caratteristica principale della comunicazione: la <b>funzionalità</b>. Se io dico <i>la casa di Mario</i>, o <i>la verdura dell&#8217;orto</i>, ho in italiano la stessa preposizione - <b>di</b> - ma la funzione è ben diversa&#8230; In russo infatti ho un genitivo semplice nella prima espressione (oppure un aggettivo sostantivato fatto con il nome proprio), mentre per la seconda ho la preposizione ИЗ (<i>iz</i> più genitivo. E se faccio l&#8217;<a href="http://guide.supereva.it/cgi-bin/sendurl.cgi?id_mg=807&#038;banner=GUIDE.ISTRUZIONE.LINGUE.ITALIANO&#038;ug=/italiano&#038;pg=supereva&#038;ud==http://web.tiscali.it/latino/ripasso.htm">analisi logica</a> in italiano scopro che il primo è un complemento di specificazione, mentre il secondo è un complemento di origine&#8230;</p>
<p>Sembra un gatto che si morde la coda&#8230;</p>
<p>Qual&#8217;è la soluzione migliore? Secondo me è fondamentale <b>rispettare la specificità del sistema linguistico russo</b>, centrando l&#8217;attenzione sulla SUA logica, in prospettiva contrastiva con la lingua materna. E questo vale in particolare per il concetto di <b>caso</b>, che non rientra in alcun modo nella consuetudine di un parlante italiano: ogni caso raggruppa un certo numero di <b>funzioni sintattiche</b>, attorno ad alcune grandi <b>funzioni logico-semantiche</b> (il nominare, il determinare, il destinare, il movimento ecc.):incontrando un dativo, non si deve, a mio parere, associarlo meccanicamente al complemento di termine, ma all’idea della <i>destinazione</i>, che può poi esprimersi in un ventaglio di possibilità, come termine dell’azione verbale, come fine, come vantaggio, come possesso ecc. Il percorso, oltre che più rispettoso della <i>logica</i> della lingua russa, è anche decisamente più economico rispetto all’obiettivo (<b>comunicare</b> un testo, un pensiero, un bisogno) In russo inoltre l&#8217;uso dei casi può <a href="http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2001/11/78831.shtml">sostituire o sottintendere il verbo</a> nella frase&#8230;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020924000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020924000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020924000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020924000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F09%2F119147.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Una buona base di analisi logica sembra dunque indispensabile per affrontare questa lingua.
Ma quale analisi logica? La terminologia è quasi la stessa, il russo ha i casi nominativo, genitivo, dativo,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Che cos&#039;è un&#039;icona</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/119046.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/119046.shtml</guid>
	<pubDate>Mon, 23 Sep 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/119046.shtml#comments</comments>
    <category>russia_e_dintorni</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le icone non possono essere comparate con altre opere d’arte nel senso comune della parola. Le icone <b>non sono</b> dei quadri. I quadri, con i loro lineamenti e il loro colore, narrano degli uomini e degli avvenimenti della realtà concreta.  Le icone sono delle <b>rappresentazioni sacre</b> dal carattere misterico e trascendente. Non si esprimono con il linguaggio delle immagini terrestri.<br />
La comprensione delle icone può risultare difficile, visto lo <b>speciale modo di raffigurazione dello spazio</b>, delle persone e degli oggetti che si trovano in questo spazio.</p>
<p><b>L’iconografia nell’antica Rus’ era una cosa sacra</b>. Da una parte, seguire il canone impoveriva il processo creativo, in quanto l’iconografia di un’immagine era già creata. D’altra, però, questo fatto costringeva il pittore a mettere tutta la sua arte nel focalizzare l’essenza di un paradigma già dipinto.  La pittura di icone (anche se è più corrette parlare di <b>scrittura di icone</b>) storicamente nasce dalla tecnica dell&#8217;<b>affresco</b>, ma si è evoluta in maniera abbastanza complessa. Le tradizioni toccavano non soltanto l’iconografia, ma anche la <b>scelta del materiale</b> sul quale le icone erano dipinte (la tavola non poteva incurvarsi), il materiale del fondo (<i>mestica</i>), il modo di preparazione della superficie per il dipinto, la <b>tecnologia</b> di preparazione dei colori, la sequenza della pittura.</p>
<p>La <b>stesura dell&#8217;oro</b> sul disegno, fatto a matita e poi inciso con un ago, costituisce lo sfondo. L&#8217;<b>artista dell&#8217;antica Rus&#8217;</b> dipingeva servendosi di colori fatti con polveri naturali mescolate al giallo d&#8217;uovo. Terminata la pittura, si applicava sulla superficie uno strato protettivo, composto del migliore olio di lino e di varie resine, come l&#8217;ambra gialla. Questa vernice imbeve i colori e ne fa una massa omogenea, dura e resistente.</p>
<p>Per <b>capire le icone</b> bisogna sapere come nel Medioevo la gente percepiva e capiva il <b>tempo</b>. Le differenze nella comprensione del tempo nell’Europa Occidentale e in Bisanzio si sono formate nel <b>periodo del Rinascimento</b>, quando l&#8217;Europa, a differenza di Bisanzio, ha iniziato il cammino verso una nuova concezione del mondo. Dopo la <b>temporanea conquista di Costantinopoli da parte dei crociati nel 1204</b>, la separazione di Bisanzio dall’Europa è diventata ancora più profonda e inconciliabile anche se lo <b>scisma</b> tra Chiesa d&#8217;oriente e d&#8217;occidente risaliva già al 1054 d.C.</p>
<p>Nel mondo slavo e bizantino la <b>contemplazione delle icone</b> aveva (ed ha) un <b>valore salvifico</b> pari a quello della lettura delle Sacre Scritture. Il luogo liturgico fondamentale delle icone è il <b>tempio</b> e, nel tempio, anzitutto l<b>iconostasi</b>, cioè la parete che separa i fedeli dal santuario ove si celebra il sacrificio. Le icone sono collocate nell&#8217;iconostasi secondo un <b>ordine stabilito</b>.<br />
Nell’iconostasi ci sono <b>tre porte</b>. La porta centrale, a doppio battente, è chiamata <i>porta santa</i>, ed è proibito a tutti entrare attraverso di essa, fuorché ai chierici. A destra si trova la porta meridionale, chiamata anche <i>porta diaconale</i>, a sinistra la porta settentrionale.</p>
<p>Essendo non soltanto il frutto di un&#8217;ispirazione artistica e di una certa libertà nella tecnica, ma anche l&#8217;espressione di una tradizione ecclesiale, le icone -stando al II Concilio di Nicea (787 d.C.)- possono essere considerate autentiche solo se vi è un consenso della chiesa. </p>
<p>Tre sono le caratteristiche fondamentali di tutte le icone:</p>
<p><b>la luce</b>, in quanto la luce naturale non ha alcun valore. Tutti i colori terreni sono soltanto luce e colori riflessi; nell&#8217;icona quindi non c&#8217;è ombra o chiaroscuro; il fondo e tutte le linee, le sottolineature d&#8217;oro vogliono proprio significare una luce sovrannaturale, <i>la grazia che porta la luce di Cristo</i>. Nell’iconografia ha trovato la sua espressione un insegnamento ortodosso – l&#8217;<b>esicasmo</b>: <i>Dio non si può conoscere nella sua essenza</i>. Però Dio si manifesta con la sua grazia attraverso un’energia divina, che Lui effonde nel mondo sotto forma di luce;</p>
<p>la <b>prospettiva è rovesciata</b>, poiché le linee si dirigono in senso inverso rispetto a chi guarda, cioè non verso un punto di fuga dietro il quadro, ma proprio verso un punto esterno, che avvicina le linee allo spettatore, dando l&#8217;impressione che i personaggi gli vadano incontro (<b>i profili infatti non esistono</b>, se non per indicare i peccatori, né la tridimensionalità, in quanto la profondità viene data <b>solo spiritualmente</b>, dall&#8217;intensità degli sguardi);</p>
<p>le <b>proporzioni delle figure</b>, la posizione degli oggetti, la loro grandezza non sono naturali (pesi e volumi non esistono), ma relative al valore delle persone o delle cose: non esiste naturalismo o realismo (cioè la ritrattistica), ma solo <b>simbolismo</b>.</p>
<p>Il corpo, sempre slanciato, sottile, con testa e piedi minuscoli, è disegnato a tratti leggeri, e il più delle volte segue le linee delle volte del tempio, in quanto <b>la pittura dipende dall&#8217;architettura</b>.</p>
<p>Tutto comunque è dominato dal <b>volto</b>, perché è da qui che il pittore prende le mosse. Gli occhi sono molto grandi, fissi, a volte malinconici, sotto una fronte larga e alta; il naso è allungato, le labbra sono sottili, il mento è sfuggente, il collo è gonfio. Tutto per indicare ascesi, purezza, interiorità.<br />
Altro aspetto frequente che si trova nelle icone è la <b>simmetria</b>, che indica un centro ideale al quale tutto converge.</p>
<p>In <b>Europa occidentale</b> l&#8217;iconografia è rimasta sostanzialmente di tipo bizantino sino a Duccio di Boninsegna e Giotto, cioè sino al momento in cui si è cominciato a introdurre la prospettiva della profondità, il chiaroscuro naturalistico, il realismo ottico. E le icone si sono trasformate in quadri di soggetto religioso&#8230; Ma ancora in <b>Masaccio</b> si possono apprezzare caratteristiche iconiche.</p>
<p>I monaci iconografi sono perlopiù sconosciuti, visto il carattere non artistico delle loro opere. ma alcuni nomi, come quello di <b>Andrej Rubljov</b> (nato intorno al 1360), sono immortali.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020923000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020923000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020923000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020923000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F09%2F119046.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Le icone non possono essere comparate con altre opere d’arte nel senso comune della parola. Le icone non sono dei quadri. I quadri, con i loro lineamenti e il loro colore, narrano degli uomini e degli[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il primo giorno di scuola in Russia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/117210.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/117210.shtml</guid>
	<pubDate>Thu, 05 Sep 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/117210.shtml#comments</comments>
    <category>conoscere_la_russia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Per molti bambini, specie quelli che affrontano la prima classe, è una grande emozione. Sul piazzale di fronte alle scuole si assiste a una <b>vera e propria cerimonia</b>, bambini e genitori hanno i vestiti della festa con splendidi fiocconi per le trecce, si suonano e cantano allegre marcette che celebrano il bello dello studio. Tutti portano <b>fiori</b> agli insegnanti e al direttore che,  prima della campanella, fa un lungo discorso per ricordare l&#8217;importanza del momento. Quest&#8217;anno anche le autorità si sono mosse in grande stile: Putin ei suoi ministri hanno visitato molte scuole della capitale e non solo.</p>
<p>La scuola ospiterà i suoi allievi fino alla soglia dell&#8217;Università. Infatti il corso complessivo dura <b>undici anni</b> e va dai sette fino ai sedici-diciassette, momento in cui i ragazzi russi sono chiamati a finire con un esame piuttosto duro la loro istruzione obbligatoria. Ogni anno si studia da settembre a maggio: sono previste quattro pause per le vacanze degli scolari. Il sistema scolastico in Russia ha un&#8217;impostazione piuttosto severa, e a scuola si mantiene una disciplina inusitata per i canoni italiani! Le classi hanno una media di 25-30 alunni anche se gli edifici sono distribuiti in maniera capillare nelle città e non sono mai troppo grandi.<br />
Anche se non si cambia sede, il corso di studi è diviso in<br />
scuola elementare, media e superiore. La scuola elementare dura 4 anni, e in questo periodo c&#8217;è una <b>maestra per tutte le materie</b> (lettura, scrittura, aritmetica, scienze naturali, storia, talvolta lingua straniera, sport, musica). La scuola media dura 5 anni e quella superiore soltanto due. Tutte le materie sono <b>obbligatorie</b>: lingua e letteratura russa, matematica, fisica, chimica, storia, geografia, biologia, lingue straniere, (inglese, tedesco, francese, spagnolo, italiano) e le altre materie.  L&#8217;undicesimo anno prevede matematica, letteratura, storia, lingue straniere, politica, psicologia, biologia, fisica, chimica, astronomia ed educazione fisica.</p>
<p>Le <b>lezioni</b> di solito iniziano alle 8:30 del mattino e finiscono alle due del pomeriggio, dal lunedì al venerdì, in alcune scuole anche il sabato. Le lezioni durano 40-45 minuti con una pausa di 10 minuti. Nella scuola elementare i bambini hanno 4 lezioni al giorno, nella media 5-6, nella superiore 6-7. Nella scuola superiore gli studenti possono <b>scegliere</b> tra l&#8217;indirizzo umanistico, tecnico o scientifico. Tradizionalmente le scuole di matematica e scienze sono molto valide. Gli insegnanti russi hanno una grande esperienza in queste materie. Alla fine del&#8217;undicesimo anno gli studenti devono dare gli <b>esami</b> - lingua e letteratura russa, matematica e altre tre a loro scelta. I migliori sono premiati con le <b>medaglie</b> come alle Olimpiadi e possono avere delle borse di studio per l&#8217;Università. Ma, se è vero che gli esami non finiscono mai, questo è ancor più vero per gli studenti russi, che se vogliono frequentare gli Atenei devono affrontare un&#8217;altra maratona di esami durissimi.</p>
<p>Nel sistema scolastico russo ci sono anche <b>scuole specializzate nelle lingue</b>: 10 ore settimanali tra inglese, tedesco, francese o spagnolo oppure italiano. La preparazione è piuttosto buona, percheè la metodica russo-sovietica per le lingue è molto efficace.<br />
Negli ultimi anni si stanno diffondendo le scuole private su modelli inglesi, svizzeri o americani. Molto care ed esclusive, ubicate sopratutto nella cintura &#8220;verde&#8221; fuori Mosca.</p>
<p>Nelle scuole russe i voti (<i>otsenki</i>) vanno da <b>1 a 5</b>: 5 è il voto massimo (<i>pjatjorka</i>), 1 non si mette quasi mai. L&#8217;insufficienza classica è il due, il nostro sei corrisponde al tre. La tipologia dei voti non cambia mai, anche all&#8217;Università. Avere tutti cinque in Russia vuol dire essere studenti modelli, da medaglia d&#8217;oro!</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020905000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020905000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020905000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020905000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F09%2F117210.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Per molti bambini, specie quelli che affrontano la prima classe, è una grande emozione. Sul piazzale di fronte alle scuole si assiste a una vera e propria cerimonia, bambini e genitori hanno i vestiti[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Guide in sintonia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/117084.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/117084.shtml</guid>
	<pubDate>Wed, 04 Sep 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/09/117084.shtml#comments</comments>
    <category>guide_in_sintonia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le Guide in Sintonia canale per canale</p>
<table cellSpacing="0" cellPadding="0" width="522" bgColor="#f0f0f0" border="0">
<tr>
<td width="124" height="18" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
</td>
<td align="right" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<p><b> Le Guide<br />
in Sintonia canale per canale </b></td>
</tr>
</table>
<table cellSpacing="0" cellPadding="3" width="522" border="0">
<tr vAlign="top">
<td width="261" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<p><a style="color: #0065CA" href="http://guide.supereva.it/gu/fumetti_d_autore/biografia.shtml"><br />
<img src="http://mflife.supereva.it/gis/img/Andreasm.bmp" align="left" border="0" width="50" height="50"></a><b>NEW<br />
ENTRY&#8230;</b> </p>
<p><b></p>
<p>Andreas Maimone</b></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/facolt_e_atenei" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single"></p>
<p>·   </a><a href="http://guide.supereva.it/gu/fumetti_d_autore" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">Fumetti<br />
d&#8217;autore</a></td>
<td width="261" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<a style="color: #0065CA" href="http://guide.supereva.it/gu/fumetti_d_autore/biografia.shtml"><br />
<img src="http://mflife.supereva.it/gis/img/Paolab.bmp" align="left" border="0" width="50" height="52"></a><b>NEW<br />
ENTRY&#8230;</b><br />
<b>Paola Buja</b><a href="http://guide.supereva.it/gu/formazione_alternativa" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"></p>
<p>Formazione Alternativa e Disabilità</a>
</td>
</tr>
<tr vAlign="center" bgColor="#f7f7f7">
<td height="66" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Arte, Cultura e Scienze</b></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Vilma </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/arte_moderna" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Arte moderna</a><b><br />
(P)</b></p>
<p><b>·</b> Federico <a href="http://guide.supereva.it/gu/letteratura_e_poesia_contemporanea" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">Letteratura<br />
e poesia contemporanea</a> </td>
<td style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Media e Società</b></p>
<p><b>· </b><br />
Marco Campoli <a href="http://guide.supereva.it/gu/religione_cattolica" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single">Religione<br />
cattolica</a>  <b>(P)</b><b></p>
<p>· </b><br />
Andreas Maimone <a href="http://guide.supereva.it/gu/fumetti_d_autore" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">Fumetti<br />
d&#8217;autore</a>
</td>
</tr>
<tr vAlign="center" bgColor="#e8e8e8">
<td height="66" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Economia</b></p>
<p><b>· </b><br />
Maurizio<br />
Fiammetta <a href="http://guide.supereva.it/gu/sviluppo_personale" style="color: #FF9900; text-decoration: underline; text-underline: single; font-size: 8.5pt; font-family: Arial">Sviluppo<br />
Personale </a><br />
<b>(P)</b></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Carlo Drago <a href="http://guide.supereva.it/gu/economia_e_finanza_internazionale" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">Economia<br />
e Finanza Internazionale</a></td>
<td style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Salute e Benessere</b></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Massimo Beviglia Canè<br />
<a href="http://guide.supereva.it/gu/omeopatia" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Omeopatia</a> </td>
</tr>
<tr vAlign="center" bgColor="#f7f7f7">
<td height="66" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Informatica e Internet</b></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Giuseppe Ciaburro<a href="http://guide.supereva.it/gu/fortran" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Fortran</a> e</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/matlab" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Matlab</a></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Christian <a href="http://guide.supereva.it/gu/chat" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single">Chat</a></td>
<td style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Sport</b></p>
<p><b>· </b><br />
Fabry<br />
<a href="http://guide.supereva.it/gu/wrestling" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Wrestling</a><b><br />
(P)</b></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Alessio Armenti<br />
<a href="http://guide.supereva.it/gu/fantasport" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Fantacalcio e Fantasport</a> </td>
</tr>
<tr vAlign="center" bgColor="#e8e8e8">
<td height="66" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Intrattenimento e Spettacolo</b><b></p>
<p>·</b><br />
Guglielmo speranza  <a href="http://guide.supereva.it/gu/il_teatro" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">Teatro</a><b><br />
(P)</b></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Daniele<br />
<a href="http://guide.supereva.it/gu/new_wave" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
New wave</a><b></p>
<p>·</b> <a href="http://guide.supereva.it/gu/filmaker" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"></a> Andrea <a href="http://guide.supereva.it/gu/filmaker" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Filmaker</a> </p>
<p><b>· </b><br />
Angelo<br />
Sciandone </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/musica_jazz" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Musica jazz</a>  </td>
<td style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Tempo libero</b></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Angie®<br />
<a href="http://guide.supereva.it/gu/mangiar_bene" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Mangiar bene</a> <a href="http://guide.supereva.it/gu/astrologia" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
</a></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Emanuela Badiali <a href="http://guide.supereva.it/gu/astrologia" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">Astrologia</a></p>
<p>·<br />
<a href="http://guide.supereva.it/gu/radiantismo" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"></p>
<p></a><br />
<b>· </b> </p>
<p>Sorrentino<br />
<a href="http://guide.supereva.it/gu/radiantismo" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"></p>
<p>Radioamatori</a> </td>
</tr>
<tr vAlign="center" bgColor="#f7f7f7">
<td height="66" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Istruzione e Formazione</b></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Emanuela Rossi </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/cinese" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Lingua Cinese e </a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/cina_e_dintorni" style="color: #FF9900; text-decoration: underline; text-underline: single; font-size: 8.5pt; font-family: Arial"></p>
<p>Cina</a> </p>
<p><b>· </b><br />
Cinzia<br />
Conti <a href="http://guide.supereva.it/gu/scuola_dell_infanzia" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Scuola dell&#8217;Infanzia</a></p>
<p><b>· </b><br />
Massimo Casula  </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/architettura" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Architettura</a> </p>
<p><b>· </b><br />
Flamingo/Loredana <a href="http://guide.supereva.it/gu/scienze_della_comunicazione" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">Scienze della Comunicazione</a></p>
<p><b>· </b><br />
Luca Lorenzetti <a href="http://guide.supereva.it/gu/didattica_di_internet" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Imparare Internet</a> </p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Annamaria Manna </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/scrittura_creativa" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Scrittura Creativa</a> </p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Dario Favetta </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/facolt_e_atenei" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single"></p>
<p>Facoltà e Atenei e </a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/appunti_e_dispense_universitarie" style="color: #FF9900; text-decoration: underline; text-underline: single; font-size:8.5pt; font-family:Arial"><br />
Appunti   Scolastici e Universitari</a> </p>
<p><b>· </b><br />
Elisabetta Sandri<a href="http://guide.supereva.it/gu/lingua_russa" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Lingua e Cultura Russa</a><br />
<b></p>
<p></b><br />
<b>· </b><br />
Paola<br />
Buja <a href="http://guide.supereva.it/gu/formazione_alternativa" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">Formazione<br />
Alternativa e Disabilità</a> </p>
</td>
<td style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
<b>Viaggi</b></p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Francesco<br />
<a href="http://guide.supereva.it/gu/usa" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">USA</a> </p>
<p><b>· </b> </p>
<p>Cinzia di Gennaro <a href="http://guide.supereva.it/gu/london" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
London</a> </p>
<p><b>· </b><br />
Daisy<br />
Bozza<br />
<a href="http://guide.supereva.it/gu/japan" style="color: #0065CA; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Giappone</a>  </p>
<p><b>· </b><br />
Bonjo <a href="http://guide.supereva.it/gu/torino" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single">Torino e Piemonte</a><a href="http://guide.supereva.it/gu/basilicata" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"></a> </p>
<p><b>· </b><br />
Mara Romaniello </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/gu/basilicata" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
Basilicata</a>  </td>
</tr>
<tr vAlign="top">
<td height="81" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
</td>
<td style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
</td>
</tr>
<tr bgColor="#ffcc00">
<td style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px">
Nota: Le Guide con la <b>P </b>sono i<br />
portavoce nel proprio canale</td>
<td style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px"> </td>
</tr>
</table>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020904000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020904000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020904000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020904000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F09%2F117084.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Le Guide in Sintonia canale per canale





 Le Guide
in Sintonia canale per canale 






NEW
ENTRY&amp;#8230; 

Andreas Maimone

·   Fumetti
d&amp;#8217;autore


NEW
ENTRY&amp;#8230;
Paola[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>SPICCIOLI DI VITA QUOTIDIANA, terza e ultima parte del diario</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/08/116535.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/08/116535.shtml</guid>
	<pubDate>Thu, 29 Aug 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Babulja</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/08/116535.shtml#comments</comments>
    <category>conoscere_la_russia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://guide.supereva.it/lingua_russa/interventi/2002/08/115743.shtml">precedenti</a><br />
<b>I CITOFONI</b></p>
<p>Evidentemente la malavita deve costituire una preoccupazione ben presente<br />
nella vita dei moscoviti, se<br />
entrare in un edificio qui e&#8217; piu&#8217; complicato che entrare nella banca<br />
d&#8217;Italia da noi. Generalmente i citofoni non<br />
sono tali: sono invece delle serrature a combinazione, per cui DEVI<br />
conoscere il codice numerico. Superato questo apparentemente semplice<br />
sbarramento, una <i>babushka</i> di 90 anni<br />
esercita con inflessibile severita&#8217; il suo ruolo di portiera (be&#8217;, qua si<br />
dice <i>concierge</i> che fa piu&#8217; fine e fa lievitare l&#8217;affitto) mentre tu sei alle<br />
prese la tua seconda<br />
operazione, che consiste nel comporre un codice su un tastierino; se il<br />
codice e&#8217; giusto dopo un po&#8217; ti risponde<br />
la persona che cerchi, che se vuole ti apre, altrimenti ti lascia a<br />
discutere con la babbiona (stessa radice di babushka?) del perche&#8217; e del<br />
percome ti trovi li&#8217;. Superato questo ostacolo vai al piano dove si trova<br />
l&#8217;appartamento che ti interessa, e<br />
qui trovi una porta chiusa e una serie di citofoni. Suonando all&#8217;interno<br />
desiderato dovrebbe comparire il tuo ospite, il quale con il chiavardone<br />
viene ad aprirti il portone suddetto.<br />
Ovviamente anche queste misure sono risibili, pertanto i moscoviti<br />
provvedono a dotare i loro appartamenti di<br />
robuste porte blindate, le cui serrature da quando sono qui mi fanno essere<br />
continuamente preoccupato<br />
perche&#8217; non so se ne usciro&#8217; mai.<br />
Il problema e&#8217; che, dopo aver chiuso la<br />
porta a chiave (altrimenti sarebbe come una<br />
porta aperta), c&#8217;e&#8217; anche un chiavistello interno. Chiuso quello ci si trova<br />
praticamente dentro Fort Knox, e<br />
neanche il tuo coinquilino con le chiavi puo&#8217; turbare i tuoi sonni.</p>
<p><b>I TAXI</b></p>
<p>Il concetto di licenza viene qui recepito con particolare elasticita&#8217;. La<br />
voglia di arrotondare e&#8217; tanta, e cosi&#8217;<br />
in qualunque ora del giorno, ma soprattutto in qualunque ora della notte (la<br />
metropolitana e&#8217; ferma dall&#8217;1 alle 5,30)<br />
stormi di macchine si fermano a chiederti se hai bisogno di un passaggio. O le puoi fermare tu stendendo semplicemente la mano.</p>
<p>Ovviamente sul prezzo si contratta,<br />
ed e&#8217; forse la parte piu&#8217; bella del viaggio, che per il resto non si puo&#8217;<br />
mai dire, visto lo stile di guida locale.</p>
<p><b>I TELEFONI</b></p>
<p>Telefonare Mosca su Mosca e&#8217; bellissimo: non si paga. E il telefono e&#8217;<br />
davvero uno sport nazionale, a qualsiasi ora del giorno e della notte. &#8220;Ti<br />
richiamo&#8221; oppure &#8220;sentiamoci&#8221; (il mitico <i>sozvonimsja</i> che ogni volta si<br />
divertono a pronunciare spostando l&#8217;accento) potrebbero essere degli slogan<br />
nazionali!</p>
<p>La cosa si complica leggermente per chi deve chiamare un cellulare: e&#8217;<br />
necessario possedere una scheda,<br />
con la quale puoi comporre il numero di un&#8217;altra scheda; compiuta questa<br />
operazione una simpatico voce<br />
femminile ti chiede un PIN di lunghezza variabile tra i 10 e i 15 numeri. A<br />
questo punto, se tutto e&#8217; andato<br />
bene, e se il telefono da cui stai chiamando non ha dato problemi, e&#8217;<br />
sufficiente comporre il prefisso del<br />
portatile e il relativo numero. Fortunatamente non conosco nessuno e non mi<br />
capita di dover fare spesso<br />
telefonate a cellulari russi, ma immagino i giramenti di palle se dovessi<br />
trovare il numero occupato o non<br />
raggiungibile.</p>
<p>E infine una moda che non tramonta, i <i>pager</i>, ovvero i cerca-persone. Per<br />
lasciare un messaggio devi devi telefonare a un centralino, sparare il<br />
numero dell&#8217;<i>abonent</i> o dell&#8217;<i>aboniment</i> - che e&#8217; sempre chilometrico - e<br />
sillabare il tuo messaggio, ovviamente in russo. Basta sbagliare una cifra o<br />
una parolina (suffissi, prefissi, aiuto!) e puoi rovinare per sempre una<br />
relazione. O cominciare chissa&#8217; quale avventura&#8230;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020829000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020829000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020829000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020829000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingua_russa%2Finterventi%2F2002%2F08%2F116535.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>precedenti
I CITOFONI
Evidentemente la malavita deve costituire una preoccupazione ben presente
nella vita dei moscoviti, se
entrare in un edificio qui e&amp;#8217; piu&amp;#8217; complicato che entrare[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
</rss>

