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Scuola di scrittura Dottor Cechov

I cognomi superflui ingombrano soltanto: questo é uno dei consigli di scrittura di cui sono piene le lettere di Anton Pavlovic Cechov. E lo scrittore russo, medico disincantato vissuto alla fine dell'Ottocento, é davvero uno dei maestri per la prosa di tutti i tempi.

Anton Cechov non é solo uno dei più illustri rappresentanti della letteratura mondiale. Grazie alle edizioni minimum fax, possiamo conoscere i suoi consigli per una buona scrittura, tratti dai suoi carteggi. Titolo, Senza trama e senza finale. I lettori possono apprezzare la sua prosa asciutta non solo nelle opere teatrali, quanto nei suoi straordinari racconti, meno conosciuti, pieni dei suoi tipi universali descritti con fulminea e spietata lucidità.

E quali sono i consigli che é possibile leggere in queste pagine per i futuri scrittori (ma anche per gli scrittori già in attività)?
Evitare come la peste la routine, che si annida spesso nelle descrizioni.
Evitare i dettagli inutili con i quali si stanca l’attenzione del lettore.
Essere semplici, non manierati. Con un esempio un tantino maschilista scrive: Oggi, soltanto le signore scrivono “Il manifesto suonava”, “il viso incorniciato dai capelli”.
Riguardo alle difficilissime descrizioni della natura, Cechov mette in guardia dai luoghi comuni, tipo Il sole al tramonto, inondava d’oro purpureo…oppure Le rondini, volando a pelo d’acqua, garrivano allegramente. Il consiglio é quello di attaccarsi ai piccoli particolari. Per restituire l’impressione di una notte di luna scriverai che sull’argine del mulino un coccio di bottiglia scintillava come una vivida stella e l’ombra di un cane o d’un lupo rotolava a mo’ di palla. E, regola d’oro, la semplicità. Scrivere: Il sole tramontò, e basta.

Ho trovato molto interessante quest’altra osservazione: chi scrive deve mettersi in libertà. Sembra ovvio, ma non sempre é così. Molti scrittori, anche autorevoli, tendono a trasmettere un’impressione di estrema sofferenza. Le donne vanno descritte in modo che il lettore senta che siete senza cravatta e col panciotto sbottonato: e lo stesso dicasi per la natura.

Importante, ribadisco, la lucidità, se non addirittura la freddezza. Quanto più la situazione é sentimentale, tanto più freddamente occorre scrivere, e tanto più sentimentale riesce. Cechov condanna anche la presenza di un numero eccessivo di personaggi (quanta distanza, ad esempio, dalle pagine affollate di Tolstoj!): Centro di gravità debbono essere due soli: lui e lei“.
Inoltre odiava il burocratese e il gergo politico-sindacale-religioso.
E il suo talento naturale per la sintesi e l’efficacia, deriva da un lavoro minuzioso, tutto in punta di scalpello e cesello. Leggendo le bozze, cancellate, dov’é possibile, gli attributi e gli avverbi…Quando scrivo “L’uomo sedette sull’erba”, si capisce, perché é chiaro…Al contrario é poco comprensibile e un po’ pesante per il cervello se scrivo: “Un uomo alto, dal petto incavato, di media statura, con la barbetta rossa sedette sull’erba verde, già calpestata dai passanti, sedette senza far rumore, timidamente…” Questo non entra subito nel cervello, mentre la letteratura deve entrarvi di colpo, in un baleno”.