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La parola slavo è un punto di arrivo o di partenza?

Da dove arrivano gli Slavi? O meglio, che cosa significa la parola slavo? L' etimologia è tuttora misteriosa, e ha dato origine a varie accezioni. E a derivazioni più o meno curiose.

Osservando il legame molto stretto tra vita quotidiana e mondo religioso delle origini, si nota che il termine slavo appare in molti nomi propri quali Jaroslav, Svjatoslav, Rostislav, composti nella loro prima parte da un etimo che evoca le divinità pagane. Slav significherebbe devoto a.

Un’altra ipotesi è l’etimologia geografica, che si basa sul fatto che gli Slavi fossero gli abitanti più antichi delle piane fangose dell’Europa orientale: quindi il termine slavo non sarebbe che la semplice deformazione della radice skloak/Sklav (da cui Sclaveno) equivalente del latino cloaca (acquitrino, canale di scolo): è il classico trasferimento del nome del luogo al popolo residente in linea con quanto occorso ad altre tribù slave. L’ipotesi geografica prevede anche un’eventuale derivazione dal fiume Dnepr, che nella letteratura russa antica veniva definito Slovutich, forse emanante dalla medesima radice sottesa alla parola greca che indica la risacca o anche il lavarsi e al verbo latino cluo (io risciacquo) da cui cloaca.

I linguisti hanno avanzato anche che slavo possa derivare da slovo, parola, cioè andrebbe a designare coloro che parlano le stesse parole. La connessione di slavo e slovo è quasi automatica, tanto più che numerose tribù conservarono a lungo denominazioni vicine ai due termini in questione: gli Sloveni al nord-ovest e a sud di Novgorod, Russia; gli Slovinci in Pomerania e gli Slovacchi nel territorio attuale.

Infine l’ipotesi nazionalista, che connette slavo a slava. la gloria. Gli slavofili entusiasti dei secoli XVIII e XIX si rifanno a una tradizione lanciata nel XIV secolo alla corte del grande Carlo IV di Boemia e alimentano il movimento del panslavismo. Il messianismo caro al cuore dei Russi non poteva che esserne gratificato, e questo vale anche per gli slavofili contemporanei, alla Solzhenicyn o alla Michalkov.

Sicura invece è l’etimologia della parola schiavo (e dell’italiano ciao, da s-ciao, contrazione dai dialetti veneti). Indica l’ampiezza dell’asservimento degli slavi settentrionali. Nel latino medievale del secolo XIII, il vocabolo sclavus è calco diretto su slavus/sklavus, cioè slavo. Nella forma sklavus, o più esattamente sklavos, deriverebbe dal greco bizantino e corrisponderebbe al generico Sklavenes, appellativo con il quale gli storici dell’impero d’Oriente del secolo VI designavano gli Slavi che, varcato il Danubio, iniziavano a infiltrarsi nella penisola balcanica.
Assai rapidamente e in tutti i paesi europei un etnonimo si mutò in sinonimo di popolo asservito, tanto più che l’accoglimento del termine sclavus nelle lingue medievali venne facilitato dall’universale considerazione degli Slavi, ritenuti all’epoca gli schiavi per eccellenza. Passato allora a indicare uno stato giuridico in sostituzione di mancipium e di servus, da sclavus sono discesi lo spagnolo esclavo, il portoghese escravo, il catalano scrau, il francese esclave, il tedesco Sklave, l’olandese slaaf

Nel secolo X l’imperatore e storico Costantino VII Porfirogenito stabilì la seguente equazione: il nome dei Serbi (Serbos in greco) non era che un epiteto che indicava l’asservimento della tribù ad opera degli Avari nel secolo VI.

Tanti adattamenti e in tanti paesi fanno comprendere come attraverso i secoli carovane di Slavi deportati percorressero il continente europeo, linfa di un commercio che nell’alto Medioevo interessò ogni mercato: Venezia, Lione, Verdun, Ratisbona, Praga e Kiev…E schiavi di stirpe slava s’incontreranno in Italia ancora el secolo XVII! Le zone di schiavizzazione furono svariate, oltretutto dopo la conversione dei Sassoni furono gli Slavi pagani a sostenere il mercato, in quanto il Concilio di Meaux (845) proibiva la vendita di merce cristiana a infedeli.

D’altro canto le lotte incessanti tra i principi slavi non facevano accrescere il numero dei prigionieri di guerra, dunque degli schiavi, così come le endemiche carestie. Il commercio degli schiavi, sebbene avesse decimato le popolazioni slave, aprì loro spazi sconosciuti. Fino alla punta estrema del nostro continente, la Spagna, e, dal secolo VIII, anche l’Africa.

Commenti dei lettori

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  • Freya

    19 Aug 2010 - 20:22 - #1
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    ciao,sto proprio scrivendo su etimologia della parola slavo e vorrei chiederti se potrei raccomandarmi qualche libro su questa tema, per es. se potrei dirmi quale era la tua bibliografia ? ti ringrazio un mondo!

  • Freya

    19 Aug 2010 - 20:58 - #2
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    ciao,sto proprio scrivendo su etimologia della parola slavo e vorrei chiederti se potrei raccomandarmi qualche libro su questa tema, per es. se potrei dirmi quale era la tua bibliografia ? ti ringrazio un mondo!