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LESSICO RUSSO: PARTE PRIMA

Indietro nel tempo, per scoprire come nascono le parole del russo

Il lessico della lingua russa si può ripartire in due grandi classi: parole autoctone e parole alloglotte (prese in prestito da altre lingue). I limiti sono difficilmente distinguibili: alcuni prestiti sono talmente antichi che non si riconoscono più (ad es. la parola chleb, pane, prestito dall’antico germanico). Lo strato lessicale più antico è quello che risale allindoeuropeo e comprende alcuni numerali: dva (tra gli altri il latino duo, inglese two);tri (come in greco, latino, ittita, inglese);
i nomi di parentela: mat’, madre,brat’, fratello (riconoscibli le forme tedesche e inglesi) syn, figlio (tedesco, inglese, sanscrito, gotico);
termini relativi alla vita quotidiana, all‘allevamento e all’agricoltura, più aggettivi e verbi fondamentali.

Lo strato lessicale successivo è costituito dalle parole di origine slavo-comune, che risalgono al tempo della comunità linguistica slava. Il lessico slavo-comune è piè ampio e multiforme di quello indoeuropeo. Vi rientrano nomi della parti del corpo umano e del corpo degli animali (guba, labbra, litso, viso, lapa, zampa);
denominazioni dei periodi di tempo (utro, mattina, leto, estate);
parole che designano ambienti e fenomeni naturali (pole, campo, rekà, fiume, veter, vento);
nomi di piante, di animali domestici e selvatici (trava, erba, korova, mucca, koza, capra, kon’, cavallo, medved’, orso);
nomi di attrezzi e strumenti di lavoro (vedro, secchio, molot, martello);
alcuni sostantivi astratti (zlo, male, milost’, pietà, smert’, morte, slava, gloria, styd, vergogna); avverbi di luogo e di tempo (tam, là, gde, dove, togdà, allora);
preposizioni e congiunzioni.

Al periodo che seguì la divisione dello slavo nei tre gruppi occidentale, meridionale e orientale risale il lessico slavo-orientale (comune alle lingue russa, ucraina e bielorussa). Alcuni esempi: djadja (zio),