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SPICCIOLI DI VITA QUOTIDIANA, terza e ultima parte del diario

Ed ora a voi la parola, viaggiatori italiani che avete visto Mosca mille volte o siete append tornati dal vostro primo approdo a Est... Aspetto le vostre testimonianze...

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I CITOFONI

Evidentemente la malavita deve costituire una preoccupazione ben presente
nella vita dei moscoviti, se
entrare in un edificio qui e’ piu’ complicato che entrare nella banca
d’Italia da noi. Generalmente i citofoni non
sono tali: sono invece delle serrature a combinazione, per cui DEVI
conoscere il codice numerico. Superato questo apparentemente semplice
sbarramento, una babushka di 90 anni
esercita con inflessibile severita’ il suo ruolo di portiera (be’, qua si
dice concierge che fa piu’ fine e fa lievitare l’affitto) mentre tu sei alle
prese la tua seconda
operazione, che consiste nel comporre un codice su un tastierino; se il
codice e’ giusto dopo un po’ ti risponde
la persona che cerchi, che se vuole ti apre, altrimenti ti lascia a
discutere con la babbiona (stessa radice di babushka?) del perche’ e del
percome ti trovi li’. Superato questo ostacolo vai al piano dove si trova
l’appartamento che ti interessa, e
qui trovi una porta chiusa e una serie di citofoni. Suonando all’interno
desiderato dovrebbe comparire il tuo ospite, il quale con il chiavardone
viene ad aprirti il portone suddetto.
Ovviamente anche queste misure sono risibili, pertanto i moscoviti
provvedono a dotare i loro appartamenti di
robuste porte blindate, le cui serrature da quando sono qui mi fanno essere
continuamente preoccupato
perche’ non so se ne usciro’ mai.
Il problema e’ che, dopo aver chiuso la
porta a chiave (altrimenti sarebbe come una
porta aperta), c’e’ anche un chiavistello interno. Chiuso quello ci si trova
praticamente dentro Fort Knox, e
neanche il tuo coinquilino con le chiavi puo’ turbare i tuoi sonni.

I TAXI

Il concetto di licenza viene qui recepito con particolare elasticita’. La
voglia di arrotondare e’ tanta, e cosi’
in qualunque ora del giorno, ma soprattutto in qualunque ora della notte (la
metropolitana e’ ferma dall’1 alle 5,30)
stormi di macchine si fermano a chiederti se hai bisogno di un passaggio. O le puoi fermare tu stendendo semplicemente la mano.

Ovviamente sul prezzo si contratta,
ed e’ forse la parte piu’ bella del viaggio, che per il resto non si puo’
mai dire, visto lo stile di guida locale.

I TELEFONI

Telefonare Mosca su Mosca e’ bellissimo: non si paga. E il telefono e’
davvero uno sport nazionale, a qualsiasi ora del giorno e della notte. “Ti
richiamo” oppure “sentiamoci” (il mitico sozvonimsja che ogni volta si
divertono a pronunciare spostando l’accento) potrebbero essere degli slogan
nazionali!

La cosa si complica leggermente per chi deve chiamare un cellulare: e’
necessario possedere una scheda,
con la quale puoi comporre il numero di un’altra scheda; compiuta questa
operazione una simpatico voce
femminile ti chiede un PIN di lunghezza variabile tra i 10 e i 15 numeri. A
questo punto, se tutto e’ andato
bene, e se il telefono da cui stai chiamando non ha dato problemi, e’
sufficiente comporre il prefisso del
portatile e il relativo numero. Fortunatamente non conosco nessuno e non mi
capita di dover fare spesso
telefonate a cellulari russi, ma immagino i giramenti di palle se dovessi
trovare il numero occupato o non
raggiungibile.

E infine una moda che non tramonta, i pager, ovvero i cerca-persone. Per
lasciare un messaggio devi devi telefonare a un centralino, sparare il
numero dell’abonent o dell’aboniment - che e’ sempre chilometrico - e
sillabare il tuo messaggio, ovviamente in russo. Basta sbagliare una cifra o
una parolina (suffissi, prefissi, aiuto!) e puoi rovinare per sempre una
relazione. O cominciare chissa’ quale avventura…