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PREMESSA al sostantivo e l'uso dei casi

Che cos'è l'analisi logica? Per chi ha studiato greco e latino, una lunga sequela di complementi e di denominazioni da imparare. Astrusi da applicare per la maggioranza dei discenti. Avvicinandosi al russo, si scopre che tutte quelle categorie dimenticate tornano nei manuali di grammatica e sintassi. Il russo, come il latino, ha sei casi.

Una buona base di analisi logica sembra dunque indispensabile per affrontare questa lingua.
Ma quale analisi logica? La terminologia è quasi la stessa, il russo ha i casi nominativo, genitivo, dativo, accusativo, strumentale e locativo. Questi ultimi due casi comprendono una serie di complementi che il latino comtemplava con l’ablativo, avendo il russo perso il caso vocativo, rimasto solo in alcune espressioni legate alle invocazioni religiose (O БОЖЕ! ГОСПОДИ! Dio mio, O Signore!). Lingue slave come il ceco invece mantengono anche il vocativo, per un totale di sette casi…

Ma è veramente utile trasferire le categorie dell’analisi logica italiana, o latina, ai casi russi? Un esempio semplice: il verbo aiutare, che in italiano è seguito da un complemento oggetto (accusativo), in russo vuole un complemento di termine (dativo). Per evitare tali inconvenienti, posso allora concentrarmi sulle categorie grammaticali come trovare un equivalente russo per le preposizioni italiane? Con una semplificazione rozza, posso avere un corrispondente preciso per la di o la a eccetera?

Molti studenti affrontando lo studio del russo (ma questo accade anche quelli che vogliono imparare l’italiano) si limitano al come si dice questa parola? trattando le frasi come un assemblaggio di parole apparentemente slegate e prive della caratteristica principale della comunicazione: la funzionalità. Se io dico la casa di Mario, o la verdura dell’orto, ho in italiano la stessa preposizione - di - ma la funzione è ben diversa… In russo infatti ho un genitivo semplice nella prima espressione (oppure un aggettivo sostantivato fatto con il nome proprio), mentre per la seconda ho la preposizione ИЗ (iz più genitivo. E se faccio l’analisi logica in italiano scopro che il primo è un complemento di specificazione, mentre il secondo è un complemento di origine…

Sembra un gatto che si morde la coda…

Qual’è la soluzione migliore? Secondo me è fondamentale rispettare la specificità del sistema linguistico russo, centrando l’attenzione sulla SUA logica, in prospettiva contrastiva con la lingua materna. E questo vale in particolare per il concetto di caso, che non rientra in alcun modo nella consuetudine di un parlante italiano: ogni caso raggruppa un certo numero di funzioni sintattiche, attorno ad alcune grandi funzioni logico-semantiche (il nominare, il determinare, il destinare, il movimento ecc.):incontrando un dativo, non si deve, a mio parere, associarlo meccanicamente al complemento di termine, ma all’idea della destinazione, che può poi esprimersi in un ventaglio di possibilità, come termine dell’azione verbale, come fine, come vantaggio, come possesso ecc. Il percorso, oltre che più rispettoso della logica della lingua russa, è anche decisamente più economico rispetto all’obiettivo (comunicare un testo, un pensiero, un bisogno) In russo inoltre l’uso dei casi può sostituire o sottintendere il verbo nella frase…

Commenti dei lettori

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  • federico

    16 Nov 2008 - 11:37 - #1
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    Lei scrive che non ce’ il verbo AVERE. Nel dizionario IMETb = AVERE, POSSEDERE

  • federico

    16 Nov 2008 - 11:38 - #2
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    Aspettiamo la prossima lezione. Grazie

  • fiamma

    14 Dec 2008 - 19:44 - #3
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    sto cercando di studiare russo con una prof.(volontaria) ma i casi proprio non li distinguo come faccio? grazie

  • davide

    24 Jun 2009 - 17:02 - #4
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    IMET’ E’ NON DA INTENDERSI COME AVERE BENSI’ COME POSSEDERE.
    PER ESPRIMERE IL VERBO AVERE IN RUSSO SI DICE “U + genitivo del pronome personale”
    LETTERALMENTE “da me, presso me c’è,,,,,,”