Questo sito contribuisce alla audience di

PRIMA E DOPO IL COMPAGNO PINOCCHIO

Quando nel 1881 Carlo Collodi iniziò a scrivere sul Giornale dei Bambini la Storia di un burattino certo non immaginava la fortuna che avrebbe riscosso questa sua storia, tradotta praticamente in tutte le lingue del mondo (perfino in latino ed in esperanto) con il titolo definitivo Le avventure di Pinocchio.

E’ celebre la frase con la quale lo scrittore accompagnò le prime cartelle autografe inviate all’editore:Ti mando questa bambinata. Fanne quello che ti pare, ma se la pubblichi vedi di pagarmela bene per farmi venire la voglia di seguitarl.
La poca fiducia di Collodi invece si trasformò in una fiaba unica, il cui protagonista, Pinocchio, sarebbe diventato simbolo e mito, fatto proprio dalle diverse culture del mondo che, nelle loro traduzioni, hanno talora cercato perfino di calarla nel folclore e nelle tradizioni locali.

In Russia le fortune di Pinocchio sono state affidate alla penna di Aleksej Tolstoj (parente? ebbene si, riprendendo un tormentone che appare nel film“Il barbiere di Siberia di Nikita Michal’kov) che nel 1936 pubblicò Burattino (Bjuratin) che è il nome con cui i russi conoscono Pinocchio.

Ecco l’incipit: Quando ero ancora un ragazzino, tanto tempo fa, leggevo con passione un libriccino intitolato “Pinocchio o le avventure di una marionetta” (cioè un fantoccio di legno, chiamato in italiano Burattino). Spesso raccontavo ai miei compagni di gioco, bambine e bambini, le avvincenti avventure di Burattino. Ma siccome il libriccino era andato perduto, ogni volta le raccontavo un po’ diversamente e mi inventavo delle avventure che non c’erano affatto in quel libro. Adesso, tanti anni dopo, mi è tornato in mente il mio vecchio amico Burattino e vorrei raccontarvi, mie care bambine e miei cari bambini, la straordinaria storia di quell’ometto di legno.
In italiano il libro di Tolstoj, da cui è stata tratta anche un versione animata (mul’tfilm in russo) molto popolare, è stato tradotto per Stampa Alternativa con un titolo molto significativo: Il compagno Pinocchio. E questa versione è stata poi diffusa in tutti i paesi comunisti. La copertina che potete vederenel corpo dell’intervento appartiene alla versione vietnamita…

La prima pubblicazione del libro Le Avventure di Pinocchio in lingua straniera risale al 1891 a Londra. Da allora il libro di Collodi è stato tradotto in centinaia di lingue (compreso l’esperanto): un prestigioso omaggio al Burattino nazionale, diventato in poco più di un secolo di vita cittadino del mondo.

Nel 1940 Walt Disney decise di fare di Pinocchio un cartone animato, un prodotto di largo consumo. A tal fine, Disney prese Pinocchio, lo affidò ai suoi disegnatori e chiese di eliminare quel che c’era di cultura e folclore locale. Pinocchio assomiglia a Mickey Mouse vestito da tirolese, la Fatina sembra un’attrice di Hollywood e Geppetto perde tutto il suo aspetto magico e rustico e diventa semplicemente “mammo” abile ed efficiente.

Questi due esempi confermano la popolarità del libro ma rischiano di tradire il Pinocchio collodiano, quello vero: nel mondo americanizzato capitalista, Pinocchio è stato semplificato da Walt Disney in uno dei tanti sirenetti di facile consumo, mentre nel mondo comunista (soprattutto ex Unione Sovietica) è stato completamente rieducato da Aleksej Tolstoj. Entrambi i Pinocchi sono nati prima della seconda guerra mondiale ma il loro successo nei due rispettivi blocchi è avvenuto essenzialmente durante il periodo della guerra fredda. E ancora oggi per molti bambini Pinocchio non è stato scritto da Collodi ma disegnato da Disney o raccontato dal nipote dell’autore di Guerra e Pace.
Pinocchio vittima e fascino del mondo globale?