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Crònaca de una morti annuntziada

Versione in lingua sarda campidanese del celebre racconto di Gabriel Garcia Màrquez.

Cronaca Inauguriamo la nuova sezione di questo spazio web dedicata alla letteratura contemporanea in lingua sarda con una delle storie più emozionanti scritte da Gabriel Garcìa Màrquez e tradotte in sardo campidanese da Ivo Murgia.

Si tratta del ventisettesimo volume della collana Paberiles, nata “po pàschere e connòschere sa limba sarda”, pubblicato nel 2006 dalla casa editrice Condaghes di Cagliari. Una traduzione in lingua sarda di un classico della letteratura in lingua spagnola già tradotto e pubblicato in italiano.

“Qualcosa di assolutamente inutile” verrebbe da dire. E in molti lo pensano. Ma credo anche che, una volta iniziata la lettura di Crònaca de una morti annuntziada i dubbi vengano meno e le emozioni comincino ad emergere dagli angoli dell’anima. Un’anima che lascia quella forma quadrata e razionale per riassumerne un’altra, forse più originaria, libera di esprimersi anche in sardo. Forza che solo la creatività ha il potere di liberare, al di là dell’utile e dell’inutile.

Se dovessimo infatti ragionare su ciò che serve e su ciò che non serve finiremo col rendere la nostra vita vuota. Se eliminassimo tutto ciò che con presunzione noi crediamo possa non servire a qualcosa, non staremo certo qui a parlare di letteratura, di libri, di racconti e di storie.

Ma poiché la nostra esistenza è anche un eterno richiamo a qualcosa che ci manca, eccoci qui a leggere e a rileggere questo fantastico racconto che profuma di vita e di morte, che ci riempie lo spirito con una storia unica e universale che dalla Colombia arriva nella nostra terra, come una magia.

Una magia che ci poteva regalare solo Ivo Murgia, scrittore ed amante della lingua e della cultura sarda, persona di grande sensibilità e profondità. Elementi quest’ultimi che forse possono sembrare inutili ai più, esattamente come la traduzione in lingua sarda di un capolavoro della letteratura mondiale.

Un’interpretazione nuova di una storia senza tempo per la quale il traduttore ha utilizzato una lingua sarda letteraria difficilmente raggiungibile per forza e bellezza che è ormai già un classico della letteratura sarda contemporanea.