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Lettera alle più alte cariche della Regione Sardegna sulla Lingua Sarda

Il Comitadu pro sa Limba Sarda chiede ai responsabili regionali di prendere in considerazione la Lingua Sarda quale strumento di sviluppo economico.

CLS Creato per la prima volta nel 1976 per iniziativa dei giornali Nazione sarda, Su populu sardu, Sa Sardigna, Sa republica e Sardegna Europa, il Comitadu pro sa Limba Sarda è stato il promotore delle attività politiche relative al riconoscimento, da parte degli organi istituzionali, della Lingua Sarda come lingua ufficiale dei Sardi insieme all’italiano, aprendo in tal modo il progetto di costruzione del bilinguismo in Sardegna.

A più di trent’anni dalla presentazione della proposta di legge d’iniziativa popolare sul bilinguismo, il movimento linguistico sardo ha visto riconoscere i principi sanciti e proposti da tale iniziativa con l’approvazione di due leggi che di fatto tutelano e promuovono l’uso ufficiale del sardo: la legge statale 482 del 1999 e la legge regionale 26 del 1997 che prevede la tutela e il riconoscimento paritario della lingua sarda e del tabarchino, gallurese, sassarese e catalano d’Alghero.

Tali riconoscimenti hanno portato il movimento linguistico a chiedere alla Giunta regionale la costituzione di un comitato di esperti che avesse come finalità quella di realizzare uno standard unico per il sardo e in seguito l’approvazione della LSU (Limba Sarda Unificada) e successivamente della LSC (Limba Sarda Comuna ).

In questi giorni il Comitadu pro sa Limba Sarda si è rivolto al Presidente della Giunta regionale Ugo Cappellacci, al Presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo, all’Assessore alla Cultura Lucia Bayre, al Presidente III Commissione Programmazione e bilancio Paolo Maninchedda e al Presidente VIII Commissione Cultura Attilio Dedoni, per chiedere loro che “il Piano di sviluppo regionale riconosca la lingua sarda e la cultura dei sardi come motore di sviluppo economico e come tale lo inglobi con adeguate misure programmatiche e economiche”.

Secondo i promotori della lettera, durante la campagna elettorale, il candidato del PDL aveva incluso la Lingua Sarda tra gli strumenti necessari per lo sviluppo dell’isola, e aveva parlato di “incentivi per la valorizzazione della lingua e della cultura a favore dell’editoria, delle arti, dell’associazionismo, del marketing, della comunicazione e informazione, della formazione e di ogni attività che supporti il patrimonio identitario dei sardi”.

Ed è per questo motivo che il Comitadu “ritiene che il primo passo decisivo sia quello di riconoscere fin dal Piano regionale di sviluppo la potenzialità che la lingua sarda, e con essa la cultura della Sardegna, hanno di favorire la crescita economica e sociale dell’Isola”.

La “Litera de su Comitadu a sas caricas pius mannas de sa Rezone sarda subra sa politica de sa limba sarda” è stata pubblicata sulla pagina facebook del Comitadu.