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Solidarietà ai Friulani

S'Acadèmia de su Sardu Onlus esprime la propria solidarietà al popolo friulano in seguito agli attacchi di alcuni giornali italiani.

Friuli Il Presidente della Acadèmia de su Sardu Onlus Oreste Pili ha pubblicato, sul sito dell’accademia linguistica sarda, un comunicato nel quale esprime la propria solidarietà nei confronti del movimento linguistico friulano in seguito ad alcuni articoli pubblicati dai periodici IoDonna e L’Espresso.

La lettera de S’Acadèmia segue il comunicato pubblicato sul sito web ufficiale del Comitat 482, il comitato che si batte per i diritti linguistici del popolo friulano, in cui si sottolinea come sia stato difficle in Italia giungere al riconoscimento di una legge generale di tutela delle minoranze linguistiche, che, come in pochi sanno, fu approvata solo nel 1999. Si tratta non per caso della Legge 482, da cui prende il nome il comitato friulano.

Il Comitato 482 infatti è nato in Friuli nel 2002 con l’obiettivo di “fare rispettare i diritti delle comunità linguistiche e nazionali che caratterizzano questa terra”. Si tratta dell’unione di associazioni, gruppi e organi d’informazione delle comunità friulana, slovena e germanofona che “si sono uniti per condurre una battaglia di diritto e democrazia”.

Ma secondo il Comitat 482, tale legislazione “non ha tuttavia portato alla scomparsa di modi di agire e pensare antidemocratici, che vedono nelle minoranze un problema e non una ricchezza”. Anzi, proprio “le difficoltà, gli ostacoli e gli attacchi alla 482 sono la prova più evidente che la discriminazione e la negazione dei diritti delle comunità minoritarie sono ancora vive e vegete”.

In particolare l’attenzione è rivolta, come abbiamo sottolineato sopra, ai due articoli usciti in pochi giorni l’uno dall’altro, che accusano di spreco l’utilizzo dei soldi per garantire l’esistenza della Lingua Friulana.

Il primo articolo è stato pubblicato sul settimanale L’Espresso e si intitola “We speak furlan“. Secondo gli esponenti del Comitat 482 L’Espresso “attacca i diritti linguistici del popolo friulano pubblicando un articolo che definisce il friulano un dialetto e dove si afferma che i fondi destinati a garantire i diritti linguistici delle minoranze sono uno spreco di denaro pubblico”.

L’autore di questo servizio, Tommaso Cerno, ha poi rilasciato un’intervista al sito ilFriuli.it, nella quale è ritornato e ha spiegato i motivi che l’hanno spinto a scrivere il reportage sul settimanale L’Espresso.

Il secondo articolo si intitola “Paralre furlan è un fiume di sprechi” ed è stato pubblicato sul settimanale IoDonna il 3 settembre 2009, e che secondo il comitato friulano “continua la campagna di stampa contro i diritti linguistici del popolo friulano”.

Come abbiamo già detto, a questi articoli sono seguiti gli interventi del Comitat 482. Ma altri articoli e commenti sono stati pubblicati sul blog Braf Furlan, sul portale della lingua friulana Lenghe.net e altri ancora, a dimostrare, come se ce ne fosse bisogno, quanto i problemi relativi alle lingue di minoranza siano sentiti dagli italiani.

E proprio in seguito a questi articoli e alla polemica che ha coinvolto giornali, tv e il web, la Acadèmia de su Sardu fa dunque “appello al popolo italiano perché si spogli della paura, dei pregiudizi e dell’indifferenza verso le minoranze linguistiche presenti entro i confini dell’Italia e cominci invece a guardarle con interesse, e anche ad amarle per la loro forza e ricchezza culturale che contribuiscono a infondere in tutta l’Italia, così che da un passato di persecuzioni e da un presente misto di indifferenza e di nostalgie persecutorie scaturisca un futuro di grandi ricchezze, di libertà, di pari diritti e opportunità per tutti”.

Per saperne di più:
Leggi il comunicato de S’Acadèmia de su Sardu