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Furriadroxus e Panas giovedì su Info Channel Tv

Quarto appuntamento con la cinematografia etnografica dell'ISRE.

ISRE Quarto appuntamento con la cinematografia etnografica dell’ISRE - Istituto Superiore Etnografico della Sardegna - giovedì 8 ottobre 2009 alle ore 21.00 su Info Channel Tv, la prima emittente satellitare dedicata alla promozione turistica della Sardegna, visibile sia sul digitale terrestre che sul satellite, canale 949 della piattaforma Sky.

Dopo Tempus de baristas, docu-film sulla vita e le aspettative di tre pastori ogliastrini del regista ed etnologo australiano David Mac Dougall, Toccos e repiccos - Campanari in Sardegna, documentario sui campanari sardi di Ignazio Figus, ed Efis, martiri gloriosu del regista Gianfranco Cabiddu sulla festa dedicata a Sant’Efisio, il quarto appuntamento con ISRE Presenta è dedicato al documentario sui Furriadroxus e alla breve fiction intitolata Panas.

Furriadroxus è stato realizzato nel 2005 da Michele Mossa e Michele Trentini e prodotto dall’Istituto Superiore Etnografico della Sardegna attraverso il concorso AviSa – Antropologia Visuale in Sardegna.

Furriadroxu in Campidanese, furriadorzu e furriadòriu nelle varianti centro settentrionali, nella Lingua Sarda il termine indica generalmente “riparo, ricovero, rifugio, ovile” e deriva dal verbo furriai (Campidanese) e furriare (Logudorese) che significa “rientrare, girare” ma che in questa accezione assume il significato di “riparare e ricoverare il bestiame”.

Tuttavia nella parte meridionale dell’Isola, e specialmente nel Sulcis col termine Furriadroxus si indicano “cascinali e gruppi di case sparse” tipiche della geografia umana e antropica di questa zona. E infatti il documentario racconta le vicende degli abitanti dei furriadroxus di Malfatano, nella Sardegna meridionale, non lontano dalla famosa spiaggia di Tuerredda. Si tratta di uomini scapoli e con più di sessant’anni, che vivono una quotidianità scandita dall’attività legata all’allevamento e all’agricoltura di sussistenza, fatta di collaborazione reciproca, ma anche di solitudine e marginalità.

Panas è invece il titolo di una breve fiction di Marco Antonio Pani, anch’essa prodotta dall’Istituto Superiore Etnografico della Sardegna attraverso il concorso AviSa – Antropologia Visuale in Sardegna.

Il termine Pana in Lingua Sarda indica una “donna morta di parto” che, secondo la tradizione popolare, “frequenta i fiumi, torrenti e lavatoi dove lava i panni dei bambini mai partoriti, spesso battendoli con ossa di morto”. Is Panas sono dunque degli spettri, dei fantasmi che si possono incontrare per lo più di notte vicino a fonti d’acqua.

E la vicenda raccontata nella fiction è legata a questa antica leggenda popolare che racconta di Totoi, un pastore che, come ogni mattina, si sveglia presto e che, prima di uscire, saluta la moglie incinta senza svegliarla. Ma la giornata inizia e continua con una serie di segni di malaugurio. E quando si è fatta ora di tornare a casa e il buio è già sceso sulla terra, incontra delle donne che lavano panni di bambini in un ruscello…

Come già sottolineato in precedenza, con questo ciclo di trasmissioni l’ISRE “mira a garantire la più ampia diffusione della propria produzione cinematografica -principalmente incentrata sulla vita e sulla cultura tradizionali della Sardegna- realizzata sia attraverso il proprio personale sia mediante ricorso a incarichi esterni”.

Il prossimo appuntamento, giovedì 15 ottobre, sarà dedicato interamente al Carnevale in Barbagia con la visione dei documentari Intintos di Ignazio Figus, che racconta il Carnevale di Olzai durante il Mercoledì delle Ceneri, e Don Conte a Ovodda di Paolo Piquereddu dedicato alla singolare “morte” del fantoccio di Don Conte.

Efis Martiri Gloriosu
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