iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna denuncia l’iniziativa della Provincia di Cagliari che ha votato nella giornata di ieri all’unanimità in Consiglio Provinciale una normalizzazione grafica della variante meridionale del sardo (Arregulas po ortografia, morfologia e fueddus de sa norma campidanesa de sa lingua sarda), con il risultato di sancire politicamente la divisione della lingua sarda in due vere e proprie lingue, intese arbitrariamente come “campidanese” e “logudorese”.
La Provincia di Cagliari, già responsabile del non utilizzo ingiustificato e grave di ingenti fondi per le politiche linguistiche concessole dallo stato italiano (367.000,50 euro nel 2005, 149.000,25 nel 2006, e 30.000,00 nel 2007 ottenuti con la legge L.482/1999), si caratterizza per la sua politica “separatista” nei confronti delle altre istituzioni sarde che stanno sperimentando la norma LSC, ritagliandosi uno standard “fai-da-te” che non tiene conto di tutta la complessità culturale del sardo ma solo di una parte, strumentalizzandola simbolicamente.
iRS considera il multilinguismo una ricchezza e una dimensione fondamentale per l’esprimersi della libertà dell’individuo. In tale contesto ritiene di capitale importanza valorizzare le lingue presenti, tradizionalmente e non, sul territorio della Nazione Sarda.
Nell’ambito di valorizzazione e uso attivo delle lingue tradizionali, iRS ritiene doverosa l’applicazione di politiche linguistiche che rafforzino la caratterizzazione funzionale e non solo simbolico-folclorica delle proposte.
Il sistema linguistico sardo è un sistema unitario, nel quale le differenze fonetiche sono considerate una ricchezza di forme espressive e non possono essere utilizzate arbitrariamente per stabilire rigidi confini interni. iRS ritiene che una norma scritta unitaria seria e ragionata debba essere il trampolino di lancio per un utilizzo maturo e serio della propria lingua storica nel futuro.
iRS considera la proposta della Regione Autonoma della Sardegna (LSC) emendabile in alcune sue parti, a favore della sua funzionalità, ma non sacrificabile sull’altare del rivendicazionismo culturale e linguistico, che indebolisce la sua forza comunicativa e di diritto, mentre rafforza lo stato di subalternità nei confronti della lingua statale.
La Provincia di Cagliari si appresta a votare una proposta che divide arbitrariamente la lingua sarda in due lingue, sfruttando le costruzioni mentali e culturali frutto di decenni di opposizione al processo di rivivificazione della lingua sarda.
L’appello al Presidente della Provincia Graziano Milia, al Presidente della Commissione Cultura Palmas (il quale ha affermato che “con lingua sarda si intendono la varieta’ campidanese e logudorese, che hanno la stessa dignita’ e che questa Provincia adotta la variante campidanese”), è quello di frenare una deriva sotto-culturale che ostacola lo scambio culturale tra i territori sardi, impedisce l’utilizzo dei fondi della L. 15.12.1999 n.482 (che parlano di lingua sarda nel suo insieme), restituisce una visione e una progettualità di basso livello culturale e politico per il sardo, patrimonio indistinto di tutta la Nazione.
Per saperne di più:
Due lingue sarde: una follia della Provincia di Cagliari
Fueddada de Giusepi Pramas
Un po’ di arregulas per affossare il sardo e vincere le elezioni

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