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Comunicau de s'Acadèmia de su Sardu

Campidanese e logudorese hanno pari bellezza e pari dignità.

Academia de su Sardu
L’Acadèmia de su Sardu onlus saluta con soddisfazione l’adozione delle Arrègulas po ortografia, fonètica, morfologia e fueddàriu de sa Norma Campidanesa de sa Lìngua Sarda, votata all’unanimità da parte del Consiglio Provinciale di Cagliari il 17 marzo 2010.

D’ora in avanti sarà questa la norma di riferimento per tutte le comunicazioni in sardo-campidanese della Provincia di Cagliari.

Dalla pubblicazione del libro Arrègulas (18 luglio 2009) all’adozione (17 marzo 2010), sono trascorsi otto mesi, utili ad aprire un dibattito e cogliere pareri, dimostrando così, da parte della Provincia, la volontà di fare le cose in modo democratico.

La norma adottata il 17 marzo non è stata inventata dagli Autori delle Arrègulas o da questa delibera della Provincia, e sono là a dimostrarlo secoli di letteratura sarda, i quali sono anche la base della proposta stessa.

Da secoli questa letteratura è bipartita, in campidanese e in logudorese, e ciò è avvenuto spontaneamente per volere dei Sardi, che hanno storicamente preferito questa soluzione. Sono i Sardi stessi dunque che ci indicano il cammino che noi ora stiamo percorrendo.

Questo è per noi l’unico cammino possibile: una lingua sarda, e ripetiamo una, con due norme, la norma campidanese e la norma logudorese, nel rispetto della tradizione letteraria e della volontà dei Sardi. Un cammino comune nel rispetto delle differenze e della ricchezza della lingua sarda e non costruita su degli standard senza storia e senza letteratura che i Sardi non potranno mai accettare.

Campidanese e logudorese hanno pari bellezza e pari dignità. Entrambi hanno una storia e letteratura, un patrimonio straordinario che deve essere la base di una politica linguistica veramente democratica e di unione.

Non esistono al momento le condizioni per una sola norma, né esiste una particolare legge italiana o europea che lo imponga e nemmeno esiste un’opportunità politica.

Storicamente i Sardi hanno preferito la doppia norma, come dimostra la letteratura sarda, e questo non ha mai impedito la reciproca comprensione né può ostacolare l’unione del Popolo Sardo in nessun modo, come ci dimostrano gli esempi internazionali.

Lo spirito di una politica linguistica di uno standard a doppia norma è moderno e democratico e conforme allo spirito della legge 482/99 dello Stato Italiano che parla di minoranze linguistiche storiche e quindi campidanese e logudorese, nel caso sardo, e non di altre invenzioni linguistiche calate dall’alto o di una sola macro-variante.

Con ciò non si vuol dire che non si possa o debba giungere un domani ad una norma unica; anzi crediamo che sia doveroso che i Sardi si impegnino tutti a raggiungere quest’obiettivo, ma la norma unica deve essere il risultato di un lavoro dei parlanti e non il risultato di chi sta dietro una scrivania.

In questo modo rispettiamo la parlata di tutti e la norma sarà frutto dei pensieri e della lingua del popolo. Questa è democrazia linguistica.

Dunque ci paiono anacronistici e antidemocratici slogan del tipo una lingua, una nazione, antistorici e figli del peggiore centralismo linguistico di stampo napoleonico per non dire tirannico.

La Sardegna che vogliamo noi è multiculturale e rispettosa della ricchezza linguistica del suo territorio.

Auspichiamo che il cammino intrapreso continui, con gli altri passi da compiere in questo senso, e che l’impegno della Provincia abbia continuità anche nella nuova legislatura e che così pure le altre province sarde possano seguire il buon esempio di quella di Cagliari.

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