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Il Sassarese

Una lingua di confine tra il Sardo Logudorese e l'Italiano.

sassarese Sassari, ponte tra il Logudoro e Turris Libyssonis (Porto Torres) fu la città più popolosa del Regno o Giudicato di Torres a partire dal XII e XIII secolo.

Fu proprio in quegli anni che diverse famiglie di commercianti pisani e genovesi iniziarono a stanziarsi nella città e a portare per primi la parlata italiana che costituisce ancor oggi uno degli elementi caratteristici del sassarese.

Agli inizi del XIII secolo le famiglie pisane acquistarono sempre maggior importanza negli equilibri politici tra la città e il Giudicato di Torres cui era legata, ma dal quale si staccò proclamandosi “Libero Comune” secondo lo statuto pisano.

I legami con Pisa rimasero forti fino al 1284, quando Genova sconfisse Pisa, e in seguito Sassari dovette accettare la protezione dei liguri.

Nel 1316 vennero promulgati gli “Statuti Sassaresi” in volgare sardo-logudorese. Ma l’antica base logudorese della parlata sassarese era già stata minata dalle parlate italiane.

Con la conquista di Sassari da parte dei catalano-aragonesi, la città perdette i legami coi pisani e coi genovesi d’oltremare, e la lingua si arricchì sempre più di parole sardo logudoresi e anche catalane prima, e castigliane poi.

Il famoso ed insigne linguista Max Leopold Wagner, a proposito del dialetto sassarese, disse che “secondo tutti gli indizi, si stava formando a poco a poco a partire dal sec. XVI, dopo che varie pestilenze mortalissime avevano decimato la popolazione della città; dei superstiti la massima parte era di origine pisana e corsa, e non mancavano neanche i genovesi. Così nacque quel dialetto ibrido che oggi si parla a Sassari, a Porto Torres ed a Sorso, la cui base è un toscano corrotto con qualche traccia genovese e con non pochi vocaboli sardi“.

In generale possiamo dire che il logudorese tende a prevalere nel lessico, ma la struttura grammaticale rimane più simile a quella italica: il sassarese non può essere una variante sarda come il logudorese, il nuorese e il campidanese, ma piuttosto è una “lingua di confine” tra l’italiano e il sardo-logudorese.

Una delle differenze maggiori che si può notare tra il sardo e il sassarese è l’articolo determinativo: in sardo è “su, sa, sos, sas (o is) (dal latino ipsum)”; in sassarese invece “lu, la, e al plurale li (dal lat. illum come in italiano e in altre lingue neolatine)”.

Il sassarese è parlato a Sassari, Porto Torres, Stintino e Sorso, centri in cui resiste un’antica tradizione culturale di prestigio.

Per saperne di più:
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