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Il sostantivo

Le caratteristiche principali del sostantivo in sardo: le classi, il maschile e il femminile, il singolare e il plurale.

il sostantivo In sardo i sostantivi si possono dividere in tre classi:

1. quelli che terminano in -A, sia in campidanese sia in logudorese e nuorese;

2. quelli che terminano in -U, ma in logudorese e nuorese possono terminare anche in -O;

3. quelli che terminano in -I, ma in logudorese e nuorese possono terminare anche in -E.

1. La prima classe (singolare che termina in -A) è composta prevalentemente da sostantivi di genere femminile: arrosa o rosa, vida, fèmina, mama, etc…

Sono invece di genere maschile le parole che derivano dal greco antico e quelle che sono entrate nella Lingua Sarda solo di recente: monarca, giòmetra, pediatra, dentista, idioma, poeta, papa, etc…

Inoltre ci sono parole come manorba, para, fara che sono sostantivi di genere maschile terminanti in -A.

2. La seconda classe (singolare che termina in -U sempre nel campidanese, ma anche nel logudorese e nel nuorese, e in -O solo in logudorese e nuorese) è composta da sostantivi di genere maschile: coru/coro, moru/moro, mundu, amigu o amicu, fogu o focu, etc…

Fanno parte di questa classe quei sostantivi che hanno mantenuto la S latina al singolare: corpus, tempus, frius, Gesus, ladus, pegus, petus, Deus.

Sono invece di genere femminile le seguenti parole terminanti in -U o in -O: agu o acu, domu/domo, figu o ficu, manu, seu.

3. La terza classe (singolare che termina in -I sempre nel campidanese, ma anche nel logudorese e nel nuorese, e in -E solo in logudorese e nuorese) è composta da sostantivi sia di genere maschile che femminile: soli/sole, mari/mare, beni/bene; noti/note, meri/mere, genti/zente.

Il femminile

Il femminile dei sostantivi maschili che terminano in -U o in -O si fa sostituendo la -U o la -O con una -A: amigu –> amiga; fizu–> fiza, etc…

Nei sostantivi che in campidanese finiscono in -AU al maschile, il femminile si fa in -ADA: sordau –> sordada, etc…

In quelli che terminano in -I o -E, alcuni rimangono come sono anche per il femminile: sarà l’articolo a evidenziare il genere; altri sostituiscono la -I o la -E i sostantivi che terminano in: -eri, -adori, -idori, -ori, -oni: cassadori –> cassadora, dotori –> dotora, etc…

Alcuni sostantivi invece prendono il sufisso -ESSA o -ISSA: jugi –>jugessa; conti –> contissa, etc…

Il plurale

Per quanto riguarda il plurale invece, basta aggiungere un S al singolare: su cani –> is canis (campidanese) - su cane –> sos canes (log. e nuor.).

I sostantivi che in logudorese e nuorese finiscono in -U, fanno il plurale in -OS: bonu –> bonos; tempus –> tempos; etc…