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Il mistero delle Carte Volgari Cagliaritane

Un interessante ragionamento di Corrado Zedda sulla teoria di Ettore Cau relativa alle Carte Volgari Cagliaritane.

zedda La scoperta della nuova Carta in Lingua Sarda scritta in caratteri greci ha suscitato un grande interesse tra i lettori delle nostre pagine dedicate ai documenti in Lingua Sarda. A tal proposito ricevo e pubblico con piacere un intervento del dottor Corrado Zedda sull’interessante teoria di Ettore Cau sulle Carte Volgari Cagliaritane:

Una scoperta notevole. Sono felice che qui venga ricordata la bella teoria di Ettore Cau sull’origine delle Carte Volgari Cagliaritane, una teoria che non è mai “passata” veramente.

Dal canto mio ho ritenuto migliorabile tale teoria (cfr. C. Zedda-R.Pinna, La Carta in volgare sardo del giudice cagliaritano Orzocco Torchitorio, in archiviogiuridico.it, sezione “Collane”, 2009); essa consegue maggior forza se si individua il regista dell’intera operazione con il vertice della gerarchia ecclesiastica cagliaritana piuttosto che come un’azione nata dalla base, cioè dai singoli vescovi.

La eccezionale durata del magistero del vescovo Ricco (1183-1216) rende più che plausibile riconoscere in lui il regista dell’operazione, soprattutto alla luce dell’esito di questa espressamente descritta da Cau: il rifacimento “avrebbe dovuto per forza di cose comportare la demolizione dell’antigrafo del quale sarebbe stato utilizzato soltanto il sigillo”. Una decisione di tale portata, cioè la distruzione di documenti originali, non può essere stata assunta se non per l’esplicita volontà della più alta autorità ecclesiastica cagliaritana.

Ora, il fatto che una nuova Carta sia stata rinvenuta a Pisa (perché sede di uno o più beneficiari delle disposizioni del documento) e che essa risalga alla prima metà del XII secolo (epoca in cui ancora si utilizzavano Carte in caratteri greci ma in lingua sarda), conferma la teoria e rende giustizia a quanto scritto da Cau e mai veramente preso sul serio.

A questo punto andrebbe confrontato il documento con gli altri coevi, come la celebre lettera dell’arcivescovo cagliaritano Guglielmo a papa Gelasio II (1118) o i documenti marsigliesi pubblicati da Marténe-Durand o i documenti relativi al predecessore, il giudice di fatto Turbino (citato anche nel Liber Maiolichinus). Secondo me si può trarre molto dal confronto incrociato di questa documentazione.

Grazie a Corrado per il prezioso ed interessante intervento.

Per saperne di più:
Corrado Zedda e Raimondo Pinna - La Carta del giudice cagliaritano Orzocco Torchitorio (pdf) - archiviogiuridico.it
La Carta del giudice cagliaritano Orzocco Torchitorio, prova dell’attuazione del progetto gregoriano di riorganizzazione della giurisdizione ecclesiastica della Sardegna (scheda libro)

Guarda anche la sezione dedicata ai:
Documenti medievali in Lingua Sarda

Commenti dei lettori

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  • corrado

    14 Dec 2010 - 22:49 - #1
    0 punti
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    Grazie a voi per l’accoglienza e per l’ottimo lavoro che andate svolgendo.
    Corrado