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L'aggettivo qualificativo

In sardo esistono tre classi di aggettivi qualificativi.

aggettivo Nella Lingua Sarda esistono tre classi di aggettivi qualificativi:

Prima classe: quelli che terminano in -U (ma anche in -O nel nuorese e logudorese) al maschile e in -A al femminile: mannu, manna (grande); piticu, pitica (piccolo); curtzu, curtza (corto); longu, longa (lungo); bellu, bella (bello); lègiu, lègia (brutto); allirgu, allirga; tristu, trista.

Gli aggettivi che in campidanese escono in -AU, fanno il femminile in -ADA: dilicau, dilicada.

Seconda classe: quelli che terminano in -I (ma in -E nel nuorese e logudorese) sia per il maschile che per il femminile: durci o durke; aresti o areste (selvatico); grai o grae (pesante);

Terza classe: quelli che terminano in -ERI, -IDORI, -ADORI, -ONI, -ORI, che fanno il femminile in -A: improdderi, improddera; impiasteri, impiastera.

Per quanto riguarda il plurale, valgono le stesse regole che abbiamo visto per il sostantivo: longu –> longus o longos; longa –> longas; durci o durke –> durcis o durkes.

In generale possiamo dire che gli aggettivi in funzione attributtiva seguono sempre il sostantivo cui si riferiscono: unu cani biancu, una mesa longa, una cadira arrùbia, una mela groga (= un cane bianco, un tavolo lungo, una sedia rossa, una mela gialla).

Però alcuni aggettivi possono anche precedere il sostantivo: bellu, bonu, grandu, malu, nisciunu, nemus, primu, segundu, ùrtimu.

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