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Natale in Lingua Sarda

Paschixedda e Pasca de Nadale i nomi della festa di Natale in Sardo.

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Iniziamo con un sillogismo: se qualcuno vi dice “Bonu nadale” o “Bonu nadali” non sta dicendo una cosa vera; nello spot della Rai per gli auguri di Natale 2010 un tizio parlando in sardo dice “Bonu Nadale”; alla Rai non dicono cose vere!

Comunque, in Lingua Sarda il Natale si chiama sostanzialmente in due modi: Pasca de Nadale e Paschixedda.

La parola chiave è quindi “pasca” che in sardo significa “festa”: Pasca de is/sos tres reis/res è la festa dei re magi, ovvero la Befana, anzi l’Epifania. Anticamente questa festa era quella in cui si ricevevano i regali, parlo dei bambini chiaramente. Ma qualcosa la si “beccava” anche a Natale.

Per dire che una cosa dura poco o meglio che un regalo ricevuto a Natale verrà immediatamente distrutto perché è fragile o perché si conosce bene la persona a cui è stato regalato si dice che durerà “de Pasca a Santu Stèvini” cioè da Natale a Santo Stefano. Quanti regali abbiamo distrutto nel giro di un solo giorno?

Inoltre a Cagliari si dice e mer”e pasca (lett. troppa festa) in senso ironico per sottolineare una situazione in cui la “festa” dovrebbe finire o le richieste arrivano dopo che si è già ricevuto qualcosa in regalo e se ne vorrebbe ancora. Da utilizzare coi bambini!

Il Natale nella tradizione è sempre stata una festa a carattere familiare con un iter abbastanza semplice e diffuso in quasi tutta l’isola.

Il 24 notte si festeggia la vigilia a tavola: questa è chiamat Noti de cena (notexèna) a Cagliari e nel sud, mentre note de chena nel centro nord.

Dopo la cena si usava andare a messa, cosa che in molti fanno ancora, ma se qualcuno chiede a qualche vecchio sacerdote, egli risponderà che la messa di mezzanotte del 24, chiamata missa de pudda o de puddu, era un po’ chiassosa per via dell’alto tasso d’alcol che scorreva nel sangue dei partecipanti.

Cosa comune era anche il ballo davanti alla chiesa, in pratza de crèsia, cosa che spesso era malvista dalla chiesa ufficiale ma sopportata.

A casa invece si giocava ai giochi tipici delle feste natalizie. Tra questi il più diffuso era su barrallicu.

Per sottolineare la relativa importanza di tale festa nella tradizione sarda basta pensare al nome in Campidanese, cioè Paschixedda.

Paschixedda, cioè piccola Pasqua, è da mettere in contrapposizione a Pasca Manna, grande Pasqua che è la Pasqua cristiana appunto e che nel calendario delle feste religiose sarde aveva la preminenza su tutte le altre.