Questo sito contribuisce alla audience di

Il risveglio

Tra le città italiane Cagliari fu la più disastrosamente colpita durante la seconda guerra mondiale. Più di Genova, più di Napoli, più di Palermo...

piccola-citta In una e-mail ricevuta qualche giorno fa, Marco mi chedeva un consiglio di lettura relativo alla storia di Cagliari, un libro che fosse in un certo senso narrativo ma anche documentale: insomma, una via di mezzo tra saggio e romanzo.

Io gli ho consigliato Piccola città. Uomini e storie di Cagliari e dintorni scritto da Giuseppe Podda, giornalista cagliaritano, critico ed esperto di cinema che purtroppo è morto qualche anno fa.

Per fargli venire voglia di leggere questo interessante libro che si trova in molte librerie cagliaritane gliene offro un assaggio relativo ad una delle vicende storiche più tristi ma anche appassionanti che racconta in maniera magistrale il risveglio della città dopo la guerra ed i bombardamenti:

tra le città italiane Cagliari fu la più disastrosamente colpita durante la seconda guerra mondiale. Più di Genova, più di Napoli, più di Palermo. Sa gherra no fiara ancora accabada in su continenti quando cominciò la ricostruzione, faticosa ed entusiasmante allo stesso tempo.

Eis biu, ci deus fatta. Torraus a bivi comenti is cristianus. Saludi su sindigu in custas arrugas aundi is pipius porinti giogai senza de si segai sa conca“, è orgoglioso di esprimere la soddisfazione degli abitanti di Marina per l’opera appena compiuta di sgombero delle macerie, Luiginu su fusteri.

Si esprime in limba, come la maggioranza degli abitanti che rappresenta, quando l’avvocato Luigi Crespellani, primo sindaco di Cagliari regolarmente eletto dopo la Liberazione, visita il quartiere dove abitano le due sorelle, maistras de iscola in s’arruga de is Salinas. Il dialogo del sindaco con gli amministrati avviene in un’atmosfera di allegria, mentre la gente sogna, ma anche agisce. In is arrugas, tra i palazzi ancora mesu sciusciaus, nessun altro avvenimento che la visita de su sindigu può simboleggiare meglio il ritorno alla normalità.

L’avvocato Crespellani si dichiara soddisfatto nel vedere i luoghi in cui la popolazione collabora direttamente cun is piccaparderis a rimettere in sesto le case. Almeno quelle che non sono state rase al suolo dalle bombe, possono essere di nuovo abitabili, e sono più del 60 per cento.

Su sindigu andara a pei, intrattenendosi con le famiglie in is orus de ìs portas. Ripristina così una tradizione inaugurata alla fine del secolo scorso dal predecessore Ottone Bacaredda. Esce dalla via Angioy, la parte non sinistrata de su Municipiu, rimasto sventrato dai bombardamenti del ‘43, e già in via di avanzato restauro.

Le rovine della guerra sono ancora là, ma colpisce positivamente la vista di uomini e donne, nonni e nipoti, che ce la mettono tutta per liberare le strade dalle montagne di macerie, in tutto il centro storico.

O mandroni, no ti sezzasa po t’arreposai. Tocca, arziarindi, chi bisongiara a traballai, e donai corpus de picconi. C’est de ponni a postu is domus de Casteddu, pò no sighiri a bivi in is gruttas de Terreprenu“. Lillineddu su liauneri è inflessibile nell’intimare a Lucianeddu, su primu de doxi fillus, di riassestare su basciu inzoru, per poter riportare finalmente a casa, dalle grotte, la numerosa famiglia.

Deppeus tottus ìmpari fai nou Casteddu“, incalzano Angiulinedda e Assuntina, sorris gemellas di stazza robusta, soprannominate “le due orfanelle” a seguito della loro passione per i romanzi d’appendice.

Is casteddaius pariri chi ‘ndi funti bessius de una sonnighera leggia, e ormai siano fuori dall’incubo…

Giuseppe Podda, Piccola città, Aipsa edizioni, Cagliari 2000

Link correlati