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Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna

Legge Regionale numero 26 del 15 ottobre 1997.

legge 26
Firmata dall’allora Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Federico Palomba e pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione, la Legge Regionale numero 26 del 15 ottobre 1997 denominata Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna è entrata in vigore il 1 gennaio del 1998.

Suddivisa in 5 titoli e composta da 27 articoli, la Legge 26 si pone quali obiettivi principali la tutela e la valorizzazione della “libera e multiforme espressione delle identità, dei bisogni, dei linguaggi e delle produzioni culturali in Sardegna”.

Infatti il principio ispiratore di tale legge è l’assunzione, da parte della Regione Autonoma della Sardegna, della “identità culturale del popolo sardo come bene primario da valorizzare e promuovere”.

Un bene che la Regione si propone di far evolvere e crescere perché considerato “il presupposto fondamentale di ogni intervento volto ad attivare il progresso personale e sociale, i processi di sviluppo economico e di integrazione interna, l’ edificazione di un’ Europa fondata sulla diversità nelle culture regionali”.

Beni fondamentali da valorizzare sono: la Lingua Sarda, alla quale viene riconosciuta pari dignità rispetto a quella Italiana, insieme alle varianti cosiddette “alloglotte”: la Lingua Catalana di Alghero o Algherese, il Tabarchino delle isole del Sulcis, il Turritano o dialetto sassarese, e quello gallurese.

Ma anche “la storia, le tradizioni di vita e di lavoro, la produzione letteraria scritta e orale, l’ espressione artistica e musicale, la ricerca tecnica e scientifica, il patrimonio culturale del popolo sardo nella sua specificità e originalità , nei suoi aspetti materiali e spirituali”.

L’impegno assunto dalla Regione richiama i principi della pari dignità e del pluralismo linguistico, principi che sono alla base della Costituzione Italiana, della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del 5 novembre 1992, e della Convenzione quadro europea per la protezione delle minoranze nazionali del 1 febbraio 1995.

Per adempiere ai propri compiti la Regione Sarda utilizza i seguenti strumenti operativi:

- Servizi di ricognizione, catalogazione e conservazione del patrimonio culturale
- Osservatorio regionale per la cultura e la lingua sarda
- Coordinamento con organi statali
- Consulte locali per la cultura e la lingua dei Sardi

E realizza le seguenti azioni ed interventi:

- Catalogo generale del patrimonio culturale della Sardegna
- Censimento del repertorio linguistico dei Sardi
- Conferenze annuali
- Programmazione e piano triennale di interventi (Interventi finanziari)
- Progetti culturali attraverso i mezzidi comunicazione di massa
- Borse di studio
- Convenzioni con strutture esterne

Di fondamentale importanza sono inoltre il piano di Integrazione dei programmi scolastici nell’ambito dell’autonomia didattica delle scuole e il piano relativo all’Uso della Lingua Sarda nella pubblica ammnistrazione.

Leggi anche:
Le minoranze linguistiche storiche

Per saperne di più:
Legge Regionale 15 ottobre 1997, n. 26