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Un interessante intervento di Giampaolo Pisu

Senza lingua e complessati. Niente sardo a scuola. Da L'Unione Sarda di domenica 9 gennaio 2011.

unione Domenica 9 gennaio 2011 nella rubrica Lettere e opinioni del quotidiano cagliaritano L’Unione Sarda è stato pubblicato un interessante intervento di Giampaolo Pisu su Scuola e Lingua Sarda intitolato “Senza lingua e complessati”. Eccolo:

Cento firme per introdurre la lingua sarda a scuola: le abbiamo presentate nel 2007, coscienti che molti bambini non parlavano e non capivano il sardo. Qualcosa si faceva: attività sporadiche, spesso limitate a pochi alunni, per poche ore, sempre di pomeriggio e mai soggette a valutazione. Eppure l’articolo 6 della Costituzione, la Carta europea della lingue minoritarie, la legge 482 dello Stato e la Legge regionale 26 del 1997 prevedevano ben altro.

La lingua non è forse il risultato dell’evoluzione storico-culturale di un popolo e quindi uno dei suoi elementi fondanti? O non siamo popolo? Fu bocciata l’idea di studiare storia (o religione o geografia o…) utilizzando il sardo come lingua veicolare, l’unica maniera per apprendere una qualunque lingua. Non fui degnato neanche di una risposta scritta.

Entrai nel Consiglio di istituto. Nei testi scolastici, mi resi conto con orrore, non solo si ometteva la nostra lingua, ma anche tutto ciò che era sardo. Magari perché tutti i testi sono pubblicati in Continente? Per parlare di Sardegna, bisogna fare il progettino.

Con i colleghi del Consiglio, presentai una richiesta formale affinché la nostra scuola provvedesse a correggere tale gravissima omissione. Con la Pro Loco, organizzammo il convegno “Sa lingua sarda in sa scola de totus” (si trova su YouTube). Dei docenti intervenne solo una sparuta minoranza…

Ricordate il peccato originale? Vero atto di terrorismo: chi parlava in sardo poteva essere oggetto di multe e violenza fisica. Ci convinsero che era segno di rozzezza e ignoranza fino a farci vergognare di parlarlo. Che cosa ha prodotto questo in tante generazioni di bambini? Forse la vergogna di se stessi? La scuola ci ha tagliato la lingua, ha nascosto la nostra storia e cultura; che ci abbia rubato anche l’anima? Continua a convincerci che solo gli altri hanno prodotto una storia e una cultura degna e unica e possibile. Sarà lì che nasce il nostro complesso di inferiorità culturale?

Quando (e se) ci rendiamo conto del grande inganno spesso è troppo tardi. Solo allora scopriamo che tutto sommato la nostra lingua (e storia e cultura) è bella. E vediamo tutto un fiorire di corsi su questi temi. Nel frattempo, però, abbiamo dimenticato di trasmettere lingua e senso di appartenenza ai nostri figli, futura classe dirigente. A proposito, dove è, e dove è stata in tutto questo tempo la classe dirigente? Che non si sia accorta di nulla? I risultati sono evidenti: miseria economica e intellettuale.

Non si crederà che la cultura sia slegata da economia e territorio o non si scambierà la prima con la nozionistica? Inutile dire che la scuola di Sardara non ha mai preso in considerazione le nostre proposte, nonostante il Decreto 234 del 2000. Continua ad essere il luogo di produzione di complessi.

Per saperne di più:
Lettere & Opinioni - Senza lingua e complessati
Niente sardo a scuola. Senza lingua e complessati