
L’evoluzione della lingua danese inizia nel 1300 con una semplificazione grammaticale rispetto al norreno. Inoltre, grazie agli scambi commerciali, viene influenzato dal basso-tedesco, lingua da cui prende molti termini in prestito.
Nel 1550 la Bibbia viene tradotta in danese moderno e questo è un momento molto importante nella storia della lingua.
Nonostante la loro vicinanza e nonostante l’unione politica tra Svezia e Danimarca tra il 1397 e il 1523, le due lingue hanno avuto degli sviluppi diversi.
Il danese presenta una serie di sonorizzazioni delle consonanti che non si sono presentate nello svedese; ad esempio il norreno aka (guidare) si è evoluto in danese age e in svedese åka. Oppure il norreno bók (libro) si è evoluto nel danese bog e nello svedese bok.
In danese non si sono prodotte le palatizzazioni di k e g, cosa che invece è avvenuta nello svedese.
Nella grafia il danese si è evoluto differentemente, adottando la lettera æ al posto della ä dello svedese, e la lettera ø al posto della ö dello svedese.
Nella parte meridionale della Svezia, nella regione chiamata Skåne, viene parlato un danese definito orientale, mentre quello parlato nello Jutland viene definito occidentale.
Il danese è oggi parlato da 5 milioni di abitanti della Danimarca e da pochi residenti in Groenlandia ed è la seconda lingua delle Fær Øer. In Groenlandia, però, la lingua tende a differenziarsi leggermente rispetto a quella parlata in Danimarca (la Groenlandia è territorio autonomo dal 1978, ma è sotto la sovranità della corona danese).

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