Introduzione alla lingua svedese

Come il danese, anche la lingua svedese ha meno documenti scritti rispetto alle altre lingue scandinave ed è anche questa parlata oltre i confini nazionali.

Lo svedese antico non ha documenti scritti prima del 1250, quando vennero raccolte per la prima volta le leggi della regione di Västergötland, nel codice Västgötalagen (Leggi dei Geati occidentali); in questa regione abitavano, appunto, i Götar o Geati, che nel VI secolo d.C. vennero inglobati dagli svedesi. Altre testimonianze della lingua svedese le ritroviamo in altri codici di leggi regionali tra il 1300 e il 1350.

Anche in Svezia la traduzione della Bibbia segna un momento fondamentale per la storia della lingua svedese: lo svedese moderno si sviluppa proprio nel cinquecento con la traduzione della Bibbia di Gustavo Vasa, primo re della Svezia indipendente.

La lingua svedese nazionale si basa sull’accento della regione di Svealand, mentre nella regione dello Skåne (Scania) l’accento è influenzato dalla lingua danese.

Lo svedese è parlato, oltre che in Svezia, in alcune parti della Finlandia (circa il 6% della popolazione è bilingue) e nelle isole Åland è addirittura la prima lingua.

Sul territorio svedese si parla anche il lappone, che rientra nelle lingue ugro-finniche, come il finlandese (entrambe non derivano neanche dall’indoeuropeo).

A parte l’islandese, lo svedese è la più conservativa dal punto di vista morfologico, ma ha molti prestiti basso-tedeschi e francesi.

Lo svedese e il norvegese sono facilmente comprensibili tra di loro, ma gli svedesi non comprendono facilmente il danese; al contrario, i danesi comprendono abbastanza bene lo svedese.

Nell’isola di Gotland, nel Baltico, viene parlato un interessante dialetto, il gutnico o gotlandese: esso presenta caratteristiche fonetiche e lessicali che lo avvicinano al gotico.

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