L'alfabeto danese

L'alfabeto danese è composto da 29 lettere: 9 vocali (tra cui æ, ø, å) e 20 consonanti.

A pronunciata leggermente aperta

B come in italiano

C pronunciata s prima delle vocali e ed i: esempio citron.
Pronunciata k prima delle altre vocali, come in cacao.
Se seguita da h (ch) viene pronunciata come l’italiano sc di sciare.

D pronunciata come in italiano se iniziale di parola.
Viene pronunciata th dopo una vocale, ad esempio, la parola gade (strada) viene pronunciata gathe/gade.
Non viene pronunciata e rimane muta dopo le consonanti l, n, r, e prima delle consonanti t, s: ad esempio holdt viene pronunciato holt.

E viene pronunciata in genere chiusa (è), tranne nel caso in cui è finale di parola, come in spise, che viene pronunciata aperta (è) e nel caso in cui sia seguita dalla lettera g, e viene pronunciata a, come nel pronome personale jeg (pronuncia jai)
F come in italiano

G pronunciata gh all’inizio di parola;
pronunciata u all’interno o in finale di parola (come in brag, pronuncia brau);
pronunciata come l’italiano gn se segue la consonante n (come in synge, pronuncia, sügnæ);
pronunciata i dopo una vocale (come in jag, pronuncia jai);
infine talvolta rimane muta come nei casi di tag (ta), tage (tage).

H in genere aspirata, ma muta nelle parole che iniziano con hv (come in hvem, hvad) e prima della j.

I in genere viene pronunciata come in italiano, ma alcune volte viene pronunciata come una e chiusa (è) come in vil (pronuncia vél).

J in genere pronunciata come semivocale, prima di una vocale (come in ja), altrimenti come la vocale italiana i.

K come nell’italiano cosa

L come in italiano

M come in italiano

N come in italiano, tranne nei casi in cui è seguita da g o k, e viene quindi pronunciata come il gruppo gn italiano

O può essere pronunciata sia chiusa che aperta

P pronunciata come in italiano, tranne nei casi in cui è preceduta da s, quindi si pronuncia b (esempio: nella parola spise viene pronunciata sbisæ

Q non è comune nel danese, ma se si incontra si pronuncia come la k

R pronunciata in genere come in francese. Ma se si trova alla fine di parola tende a vocalizzarsi: esempio, går viene pronunciato gåa oppure løber viene pronunciato løba

S sempre dolce come nell’italiano sole

T pronunciata come in italiano, ma se preceduta da s viene pronunciata d (come in stor, pronuncia sdoa)

U come in italiano se all’interno di parola.
Se precede la lettera n viene pronunciata come una o aperta (ad esempio in ung, viene pronunciata åñ)

V come in italiano, ma se si trova alla fine di una parola il suono si arrotonda in u, come in hav, che viene pronunciato hau

W non si trova in danese, comunque pronunciata coma la v

X come in italiano, ma non comune in danese

Y pronunciata un po’ più stretta della ü tedesca, con le labbra che si arrotondano ad i; mentre all’inizio di parola è pronunciata come la ø

Z pronunciata s, ma non comune in danese.

Æ pronunciata in genere come una e molto aperta, diventa a dopo una r, come ad esempio in græde, pronuncia graðe

Ø pronunciata come la ö tedesca

Å pronunciata come una o aperta

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Pubblicato il 3 settembre 2002 in: Lingua danese

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