
Tarjei Vesaas (1897 - 1970), nato nel Telemark, è considerato uno dei grandi classici norvegesi.
Nella sua vita viaggia molto, trovando particolarmente accogliente e congeniale per il suo lavoro la città di Monaco. Nel 1931 incontra la sua compagna di vita, la poetessa Halldis Moren, con la quale ebbe 2 figli.
Influenzato da Hamsun e dalla Lagerlöf, trova il suo stile narrativo nel romanzo simbolico.
Ne “Il castello di ghiaccio” non ci spiega il significato profondo del romanzo, ma nonostante il tragico episodio, lascia nel lettore la speranza matura, una visione di crescita e di superamento delle paure infantili.
Nel romanzo viene raccontata la storia di un’amicizia, più sognata che vissuta, tra due adolescenti: la misteriosa Unn, inquieta con il suo segreto, e Siss. Fa da sfondo un paesaggio invernale, una terra ghiacciata che attirerà e porterà via per sempre Unn, prima che possa liberarsi dal suo segreto.
Per Sissi questa storia è un’intensa parentesi della sua vita, Siss che ha una nuova amica, ma che non potrà conoscere fino in fondo, Siss che fantastica su questa nuova amicizia, ma che non potrà mai raggiungere.
L’inverno nordico così difficile per Siss è un percorso di crescita prematuro: la primavera scioelierà i ghiacci, porterà via il corpo di Unn intrappolato nel castello di ghiaccio e lascerà in Siss il rimpianto di una magica stagione e di un’amicizia che non ha potuto vivere fino in fondo.
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Titolo originale: Is-slottet
Edizioni: Iperborea
Prezzo: 10,50
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