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Il sacrificio

Il sacrificio nella cultura dei Vichinghi è uno degli aspetti fondamentali della pratica religiosa.

Il momento culminante nella religione nordica è il SACRIFICIO, le cui vittime erano per lo più animali (buoi, cinghiali, tori, cavalli, pecore), ma anche uomini.

I luoghi di culto e sacrificio erano i più svariati: comunemente era il bosco, ma esistevano anche veri e propri templi ispirati da modelli cristiani, gli HOF; per arrivare poi alle più recenti STAVKIRKER.

Nel sacrificio viene richiesto alla divinità di mutare gli eventi o preannunciarli. La tradizione nordica conosce il sacrificio per la prosperità e la pace, rivolto soprattutto a Freyr e Njörðr, per la vittoria, offerto a Odino, e per divenire il futuro. L’offerta della vittima al dio stabilisce uno scambio di energia fra gli uomini e gli déi.

La pratica sacrificale presenta forme e vittime diverse: per lo più animali; ma sono testimoniate anche sacrifici umani.

Si allude spesso ai nemici offerti in sacrificio al dio della guerra; da altre fonti si parla di suicidio volontario: in periodi di carestia veniva messo in atto gettandosi da una rupe da cui si credeva si sarebbe raggiunto il Valhalla, la dimora di Odino.

Altri sacrifici sono connessi alle feste che segnano i momenti culminanti del ciclo dell’uomo.

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