
La prima guerra nel mondo fu quella fra gli Asi e i Vani.
Si narra che la strega Gullveig, appartenente al popolo dei Vani, si recò un giorno nella terra degli Asi per portarvi zizzania e cupidigia.
Gli Asi la catturarono e decisero di ucciderla: la colpirono con una lancia e poi la bruciarono. Ma la strega rinacque. E tutto questo per tre volte.
Così cominciò la guerra.
I Vani riuscirono a fare breccia nel recinto degli Asi e penetrarono nel loro territorio. La guerra proseguì a lungo con fasi alterne, fino ad arrivare al giorno della pace.
Vennero scambiati degli ostaggi e i Vani inviarono presso gli Asi le personalità più importanti fra di loro: Njördhr e i suoi figli Freyr e Freya. Gli Asi li accolsero con i massimi onori e presto questi ‘nemici’ divennero loro sacerdoti.
Freya, in particolare, insegnò agli Asi l’arte della magia e fu venerata come dea della fecondità, dell’amore e della lussuria.
Njördhr si adattò alle consuetudini e alle leggi degli Asi e rinunciò ad avere per moglie sua sorella, come era invece costume fra la sua gente. Anch’egli, come tutti i Vani, era una divinità connessa alla fecondità, ma anche il dio del mare, sul quale comandava ai venti, alle onde e ai pesci.
Gli Asi mandarono dai Vani Haenir e il saggio Mimir. In un primo momento vennero accolti con entusiasmo, ma presto i Vani si accorsero che Haenir, che avevano eletto loro capo, non riusciva a prendere da solo decisioni importanti.
I Vani si sentirono ingannati nello scambio degli ostaggi: si vendicarono decapitando Mimir ed inviando la sua testa a Odino. Questi, con erbe e canti magici, riuscì a preservarla e fece in modo che avesse ancora la facoltà di parlare.
Si dice che la testa di Mimir, nell’ultimo giorno, dirà a odino parole di saggezza.
La guerra, malgrado tutto, finì.

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