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Il cavallo di Odino

Slepnir, il cavallo di Odino, è un cavallo con 6 zampe e ha un'origine davvero particolare. C'è un mito che racconta la sua nascita; possiamo definirlo figlio di Loki

Quando ci fu la pace fra gli Asi e i Vani il grande muro della fortezza di Asgardhr era quasi distrutto. Gli dèi vollero quindi ricostruirlo più robusto di prima, per difenderlo dagli attacchi dei giganti.

Si fece avanti un uomo per ricostruire la fortezza, ma in cambio voleva il sole, la luna e la dèa Freya.

Gli dèi accettarono, ma gli diedero sei mesi di tempo e dettarono la condizione che doveva fare il lavoro da solo.

L’uomo accettò, ma grazie all’intervento di Loki gli fu permesso di usare il suo cavallo.

Durante il giorno l’uomo costruiva il muro e la notte trasportava con il cavallo le pietre.

Mancavano pochi giorni alla data della fine del lavoro e la fortezza era quasi ultimata. L’uomo non era un vero uomo, ma un gigante e aveva paura del rientro di Thor, che lo avrebbe sicuramente scoperto e ucciso con il suo martello Mjøllnir.

Gli dei erano preoccupati per il sole, per la luna e per Freya si rivolsero a Loki, giudicandolo responsabile dell’accordo, perché si era adoperato affinché all’uomo fosse concesso di utilizzare il suo cavallo nel lavoro.

Gli assicurarono ogni male possibile se non avesse trovato una soluzione ed egli, spaventato, giurò che l’avrebbe trovata.

Loki si trasformò in giumenta e la notte prima della scadenza corse nel bosco e il cavallo del gigante dietro di lui. Per tutta la notte il cavallo del gigante rincorse la giumenta e non aiutò il gigante.
Il giorno dopo il lavoro non fu ultimato, il gigante, in preda all’ira, rivelò la sua natura e Thor, appena tornato, gli spaccò la testa con il suo martello Mjøllnir.

Loki partorì un puledro grigio con sei zampe: il suo nome è Sleipnir, è un destriero portentoso ed è il cavallo di Odino.

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