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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Il ponte sulla Drina, il capolavoro di Ivo Andric</title>
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	<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>letteratura_cultura_e_cinema_in_ex_yugos</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il ponte sulla Drina&#8221;  narra dei fatti avvenuti nella cittadina di Višerad, in Bosnia, attraversata dalla Drina su cui si erge un magnifico ponte in pietra bianca, uno dei più belli dell&#8217;antico impero turco, sulla strada che porta a Sarajevo, fatto costruire nel &#8216;500 dal Visir Mehmed Pascià e circondato da leggende. Intorno al ponte si riuniscono diverse linee narrative che attraversano alcuni secoli di storia e coinvolgono diversi personaggi vissuti in quella zona finchè, nel 1914, viene quasi fatto saltare dagli austriaci.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Wislawa Szymborska</title>
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	<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>letteratura_cultura_e_cinema_in_polonia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1996 Wislawa Szymborska, nata a Kornik, vicino a Poznan, nel 1923, ricevette il premio Nobel per la letteratura. A quell&#8217;epoca era quasi una sconosciuta per il pubblico italiano, ma negli ultimi anni la situazione sembra cambiata e la Szymborska è diventata popolare e molto amata da molti anche nel nostro Paese, spesso invitata a festival e incontri. Moltissime delle sue poesie sono state tradotte in italiano e pubblicate in varie antologie.</p>
<p>Del resto, la sua poesia, lontana da temi strettamente politico-sociali, è per lo più a carattere intimista, e dunque personale e allo sytesso tempo più facilemnte universale. Come molte poetesse, la Szymborska, sempre capace di meravigliarsi e di stupirsi, parte dagli oggetti quotidiani per trasfigurarli e vederli continuamente sotto nuova luce e in nuovi aspetti.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Frederic Chopin (Fryderik Szopen)</title>
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	<pubDate>Sun, 16 Sep 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>letteratura_cultura_e_cinema_in_polonia</category><category>Chopin</category><category>Szopen</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;arrivo all&#8217;aeroporto Frederic Chopin di Varsavia con un volo della Lot si diffonde sull&#8217;aereo una dolce musica un po&#8217; malinconica, tenerea, molto dolce. E&#8217; Chopin, appunto. </p>
<p>E difatti egli è probabilmente con Karol Woityla il personaggio storico polacco più celebre ai non conoscitori - e sono molti, almeno in italia e in Europa occidentale, della Polonia. Per quanto la grafia francese del cognome possa trarre in inganno. </p>
<p>In realtà Chopin, originario di Varsavia dove si trova tuttora conservato il suo cuore, fu sempre fortemente legato alla Polonia, e si ispirò in molte sue opere a temi popolari polacchi, come le mazurche e le polonaise appunto, ma nel 1831, dopo il tentativo fallito di rivolta indipendetista in patria, si trasferì per sempre a Parigi.</p>
<p>Nonostante la sua vita fu breve ed egli venne stroncato dalla tubercolosi  a neanche quarant&#8217;anni, egli fu assai prolifico compositore per piano  solo o piano con l&#8217;accompagnamento di altri strumenti. </p>
<p>Le opere più note al grande pubblico furono senz&#8217;altro i notturni, i preludi, le ballate. Durante gli anni di vita a Parigi si dedicò anche all&#8217;attività didattica e scrisse moltissimi studi per l&#8217;insegnamento del piano.  </p>
<p>La sua opera è caratterizzata in genere da toni sommessi, elegiaci, eleganti.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Nicola Copernico</title>
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	<pubDate>Sat, 18 Aug 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>storia_dei_paesi_slavi</category><category>copernico</category><category>polonia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Copernico, infatti, venne alla luce nella splendida città mercantile di Torun sulla Vistola, nel 1473, studiò dapprima nella più antica università polacca, quella di Cracovia, poi in Italia a Bologna e Padova.  </p>
<p>In realtà, considerare Copernico il più famoso scienzato slavo non è forse propriamente corretto, in quanto Torun, città appartenente alla Lega Anseatica, era una città in cui la maggior parte della popolazione era di origine tedesca. Fatto sta che per l&#8217;identità polacca egli resta pur sempre un simbolo cui sono dedicati numerosi monumenti in tutto il Paese, nonchè due musei, nella città natale e a Frombork, dove morì. </p>
<p>La sua fama, com&#8217;è noto, è legata ai suoi studi di astronomia che confutarono il sistema tolemaico, che poneva al centro dell&#8217;universo<br />
la Terra, in favore del modello eliocentrico, con al centro il sole. Tali tesi sono contenute nell&#8217;Opera principe di Copernico, il De Rivolutionibus<br />
Orbium Coelestium, scritto in latino e pubblicato solo 37 anni dopo la morte dello scienziato, nel 1580.<br />
Come per Tolomeo, per Copernico sia i pianeti che l&#8217;universo avevano forma sferica e i pianeti si muovevano di moto circolare in quanto cerchio e sfera sono segni di perfezione e<br />
uniformità e il &#8220;Creato&#8221; doveva essere perfetto. La sua rivoluzione consiste dunque semplicemente nel porre il sole al centro, il che ha ricpercussioni sul modo di pensare dell&#8217;Occidente.</p>
<p>Il suo nome è stato dato anche ad alcuni oggetti celesti, come un cratere sulla Luna e uno su MArte.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>L&#039;Icona</title>
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	<pubDate>Wed, 15 Aug 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>religione_nei_paesi_slavi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il termine &#8220;icona&#8221; deriva da eikon, parola greca che significa &#8220;immagine&#8221;. </p>
<p>Le prime icone risalgono agli albori del cristianesimo, le più antiche conservatesi risalgono ai sec.VI e VII e provengono essenzialmente dal monte Sinai. Esse sono tavolette di legno a soggetto religioso, per lo più rappresentano Cristo in gloria, dei Santi o Maria col Bambino. </p>
<p>L&#8217;icona si afferma e si diffonde soprattutto nella civiltà bizantina dove<br />
assume dei canoni figurativi specifici e un ruolo codificato all&#8217;interno della liturgia orientale. </p>
<p>Nei secoli VIII-IX proprio all&#8217;interno dell&#8217;impero bizantino avviene un conflitto tra iconoclasti, che negano che si possa rapprensentare in modo adeguato la divinità di Cristo e perciò avversao le icone e i loro oppositori che ne sostenevano la venerazione. Nel 787 il secondo concilio di Nicea stabilisce che le icone possono essere venerate come modello dell&#8217;immagine divina, ma non adorate in quanto in sè non sono divine, bensì rimandano semplicemente alla divinità delle figure rappresentate,<br />
in altre parole sono segno visibile che rimanda all&#8217;invisibile. </p>
<p>Funzione prima dell&#8217;icona è infatti mostrare il mondo di Dio, oltrepassando la dimensione reale. Per questo lo stile è antinaturalistico e simbolico e il tutto è pervaso dall&#8217;oro della luce paradisiaca.<br />
I personaggi delle icone non sono perciò interamente terreni e non esprimono sentimenti umani, bensì un&#8217;&#8221;impassibile serenità&#8221; che va oltre il terreno.</p>
<p>Il pittore di icone è quasi sempre un monaco, spesso anonimo, e la &#8220;scrittura&#8221; delle icone (nelle lingue slave si utilizza il verbo &#8220;pisat&#8221;) avviene per ispirazione divina dopo un processo di purificazione. </p>
<p>Con la fede cristiana i popoli slavi orientali e merdionali (Russi e Piccolo Russi, Serbi, Macedoni, Bulgari) accolgono da Bisanzio i canoni della sua tradizione pittorica e dunque il complesso figurativo dell&#8217;icona.<br />
E un&#8217;icona è anche la famosa immagine della Madonna Nera di Czestochowa, giunta in Polonia da Bisanzio.</p>
 
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Le prime icone risalgono agli albori del cristianesimo, le più antiche conservatesi[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Nikola Tesla</title>
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	<pubDate>Wed, 15 Aug 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>letteratura_cultura_e_cinema_in_ex_yugos</category><category>tesla</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Una delle personalità storiche serbe più importanti è Nikola Tesla, uno scienziato poco conosciuto in Italia nonostante le sue rilevanti<br />
scoperte scientifiche nel campo dell&#8217;elettromagnetismo e della ricezione radio. Importante al punto che nel 2006 è stato a lui dedicato<br />
l&#8217;aeroporto di Belgrado, mentre sempre nella capitale serba si trova il Museo Nikola Tesla. Anche nella cittadina natale, Smiljan, in terra croata,<br />
la sua casa è stata aperta al pubblico, e tutto ciò nonostante gran parte delle scoperte scientifiche di Tesla siano avvenute<br />
negli Stati Uniti, dove si trasferì nel 1884 per lavorare alla Edison MAchine Works di Thomas Edison. </p>
<p>Nikola Tesla nacque nel 1856 nell&#8217;allora impero Austro-Ungarico, figlio di un prete ortodosso. Dopo gli studi in ingegneria<br />
a Praga e a Graz e un&#8217;esperienza di lavoro a Parigi si trasferisce negli USA dove si fa conoscere come inventore dai numerosissimi<br />
brevetti. </p>
<p>La sua invenzione principale consiste nella creazione del motore a induzione, conseguenza della scoperta del sistema elettrico a corrente alternata.<br />
Egli è però anche il primo a costruire una sorta di altoparlante e il primo trasmettitore radio, motivo che dette inizio ad una serie di controversie con Guglielmo Marconi.</p>
<p>Compì anche studi sulla radioattività e in particolare sui raggi X che venivano indagati in quegli anni da Roentgen, e lavorò alla costruzione di radar. </p>
<p>A spingerlo verso i suoi studi stava la convinzione che l&#8217;uomo potesse e dovesse sfruttare l&#8217;energia presente sulla terra e nell&#8217;universo<br />
per migliorare il proprio sviluppo. Era particolarmente attratto dalla possibilità di trasmettere tale energia senza l&#8217;uilizzo di<br />
cavi, tanto che giunse ad interessarsi di teletrasporto. Inoltre, era convinto di poter comunicare col cosmo, motivo per cui nel suo laboratorio<br />
di Colorado Springs costruì un apparecchio, detto Teslascopio, per captare e inviare segnali radio extraterrestri.</p>
<p>Benchè per tali interessi non ortodossi e per certi disturbi maniaco-comportamentali di cui soffrì egli ultimi anni<br />
Tesla fu considerato al termine della vita uno scienziato pazzo, a testimonianza del fatto che si tratta di uno delle grandi personalità della scienza mondiale, porta il suo nome un&#8217;unità di misura<br />
indicante la densità del flusso magnetico, il tesla appunto.</p>
 
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	<description>Una delle personalità storiche serbe più importanti è Nikola Tesla, uno scienziato poco conosciuto in Italia nonostante le sue rilevanti
scoperte scientifiche nel campo[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Reksio</title>
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	<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>letteratura_cultura_e_cinema_in_polonia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Reks è un cagnolino bianco e marrone che vive in una piccola cuccia di legno in una piccola città vicino ai monti. </p>
<p>Intorno a lui si muovono altri animali, altri cani, gatti, ma soprattutto uccelli e animali del pollaio, con i quali ha un rapporto si direbbe di amore-odio. </p>
<p>Reks accompagna nelle loro avventure i suoi padroni e spesso si rivela più saggio di loro. Suo compagno di giochi per eccellenza è un bambino, ma spesso Reks accompagna anche il padre nelle sue gite in montagna o nelle battute di caccia. </p>
<p>I primi cortometraggi della serie Reksio nascono nei famosi studi di regia di cartoni animati di Bielsko Biala negli Anni 60, per la regia di Lechoslaw Marszalek. La serie è così amata che gli ultimi episodi verranno girati solo nel 1988.</p>
<p>Il fatto che si tratti di storie semplici, brevi (la durata media è di 10 minuti circa) e senza parole ha fatto sì che la serie, come è avvenuto con il piccolo Krtek ceco, si diffondesse anche in altri Paesi dell&#8217;allora blocco comunista, come la Russia, dove tuttora viene trasmesso dalla TV pubblica.</p>
 
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	<description>Reks è un cagnolino bianco e marrone che vive in una piccola cuccia di legno in una piccola città vicino ai monti. 
Intorno a lui si muovono altri animali, altri cani, gatti, ma soprattutto uccelli e[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Slovenia, un Paese sempre più europeo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/lingue_slave/interventi/2007/01/281959.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 07 Jan 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>sloveno_e_slovenia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Di certo la Slovenia è al centro dell&#8217;Europa per motivi storici e geografici, in quanto confinante con l&#8217;Austria e l&#8217;Ungheria di cui faceva parte ai tempi dell&#8217;impero asburgico, con l&#8217;Europa meridionale latina tramite l&#8217;Italia e con gli &#8220;slavissmi&#8221; Balcani cui è stata legata nella sua storia recente.<br />
Per questo era un Paese a sè nella repubblica jugoslava, il più ricco e il più occidentale, e ha voluto dimostrare questa sua storia adottando non appena possibile la moneta comune rifiutata da alcuni grandi Paesi europei come la Gran Bretagna, diventando così il tredicesimo Paese dell&#8217;Unione che utilizza l&#8217;euro.</p>
<p>Le monete dell&#8217;euro sloveno riprendono alcuni simboli di questa piccola Nazione, da elementi del paesaggio naturale e della fauna ben nota a turisti e cacciatori italiani ai grandi personaggi della cultura slovena, come il poeta risorgimentale France Preseren, autore tra l&#8217;altro dell&#8217;inno nazionale sloveno.</p>
 
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	<title>Vodka, birra e...</title>
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	<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>tradizioni_e_feste</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Favorite dal clima generalmente abbastanza freddo e dall&#8217;impossibilità di coltivare estesamente la vite, le popolazioni slave hanno creato o diffuso una gran varietà di bevande alcoliche attorno alle quali si sviluppa tutta una rete di tradizioni e di usi sociali di cui anche un astemio non può non tenere conto.<br />
Mi riesce infatti del tutto impossibile immaginare due &#8220;mostri&#8221; della letteratura ceca come J. Hasek e B. Hrabal senza un boccale di birra in mano, così come un ospite in Ucraina (e Russia) non può rifiutarsi di bere vodka e pronunciare un brindisi. </p>
<p>Partiamo dunque da quest&#8217;ultima bevanda di tradizione così schiettamente slava che il primato dell&#8217;invenzione è disputato seriamente tra Russi, Ucraini e Polacchi.<br />
Essa è prodotta dalla fermentazione di frumento o di patata, filtrata più volte per ottenere il colore assolutamente trasparente e un sapore il più puro possibile, il che costituisce la principale differenza con la nostra grappa.</p>
<p>La vodka industriale ha una gradazione alcolica di circa 40 gradi, ma esistono versioni &#8220;domestiche&#8221; ben più forti. In generale, in Ucraina e Russia essa viene bevuta pura e alla goccia durante i pasti e non come digestivo a fine pasto, mentre in Polonia è più frequente bere ai pasti la birra e la vodka come superalcolico al bar. </p>
<p>Inoltre, nei Paesi slavi orientali e nei Balcani cerimonie come funerali e matrimoni devono essere rigorosamente accompagnati da bevute di vodka. </p>
<p>Nelle vodke aromatizzate più tradizionali nei Paesi slavi, che non hanno nulla a che vedere con le bevande dolciastre  diffuse da noi in stile Keglevich, a fine processo (distillazione+filtraggio) vengono aggiunti miele o erbe aromatiche. Di questo tipo sono la Becherovka ceca, la Zubrowka e la Zoladkowa polacca. </p>
<p>Molto simile alla vodka è la rakia, diffusa in tutti i Balcani. Se essa è aromatizzata alle prugne assume il più noto nome di slivovica (da sliva=prugna). </p>
<p>Nei Paesi slavi occidentali, Polonia, rep. Ceca e Slovacchia, è tradizione bere soprattutto birra, come dimostrano le famossissime birrerie di Praga (U Fleku e U Kalicha sono orami note a tutti i turisti del mondo) e i numerosissimi birrifici di tradizione medievale disseminati ovunque. Del resto, i Cechi, e non i Tedeschi o gli Irlandesi com&#8217;è facile credere, sono i più grandi bevitori di birra del mondo.</p>
<p>E proprio in Boemia, nella città di Plzen (Pilsen in tedesco), è nato un tipo di birra chiara e secca, la Pilsner appunto. Birra che da lì si è diffusa anche in Italia nella zona di Varese quando l&#8217;appaltatore di ferrovie Angelo Poretti ne importò il procedimento in Valle Olona, dando così le origini ad una zona di birrifici in Italia settentrionale.</p>
 
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	<title>Cernobyl parte seconda</title>
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	<pubDate>Sun, 23 Apr 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Krtek</dc:creator>
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    <category>storia_dei_paesi_slavi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il vento e le precipitazioni fecero ricadere tra il 60 e il 70% delle radiazioni sul suolo bielorusso, mentre il resto dei territori contaminati si trova in Ucraina, in un&#8217;area che si estende fino a Kiev.<br />
Circa 300 000 persone furono evacuate, ma ancora circa un milione vive nella zona, approfittando dei sussidi e delle leggi speciali che li favoriscono rispetto al resto della popolazione.<br />
Agenzie di Kiev organizzano perfino tour in giornata nell&#8217;area semiabbandonata.<br />
Ma naturalmente gli esiti delle radiazioni si fanno sentire. Finora è stata dimostrata un&#8217;incidenza molto elevata di tumori alla tiroide determinati dalla contaminazione con iodio, il quale però avedo un tempo di radioattività molto breve sta gradualemnte scomparendo. Rimangono invece al suolo cesio 137 e stronzio 90 che contaminano un&#8217;area di circa 40 000 m2, un tempo in parte destinata all&#8217;agricoltura, dove le persone son sempre vissute dei prodotti coltivati nei loro orti. </p>
<p>Questo incidente si inserì, non solo per coincidenza temporale, nel processo di dissoluzione dell’ordinamento sovietico, per l&#8217;irresponsabile comportamento delle autorità. Inoltre con questa tragedia il mondo scoprì quali erano le reali condizioni economiche e sociali in cui viveva la popolazione dei Paesi appartenenti all’URSS. </p>
<p>Le conseguenze si fanno sentire ancora oggi, ed in vario modo. Dal punto di vista sanitario, l’incidenza di malattie collegate agli effetti delle radiazioni è ancora molto elevata. Dal punto di vista economico, si registra da un lato un’insufficienza energetica, dall’altra l’impossibilità di coltivare gran parte del territorio agricolo, ed infine la necessità da parte dei governi di destinare una notevole percentuale degli scarsi ricavi ad azioni di bonifica del territorio ead attività socio-assistenziali per le persone coinvolte. Infine, la possibilità offerta a molti bambini di ricevere cure o effettuare anche brevi soggiorni all’estero, attività in cui ltalia è in prima linea ad es. con la Federazione Associazioni di Volontariato Italia per la Bielorussia, determina la volontà di emigrare da parte di molte persone che si scontrano con il modello di vita occidentale.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20060423000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20060423000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20060423000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20060423000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flingue_slave%2Finterventi%2F2006%2F04%2F252959.shtml"/></p>
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