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La lingua polacca

Qualche cenno sulla lingua polacca

Il polacco è una lingua slava occidentale con una ricca tradizione letteraria, è parlata da circa 40 milioni di polacchi ed è dunque la lingua slava più importante attualmente considerata lingua ufficilae dell’Unione Europea dall’ingresso della Polnia nella UE il 1 maggio scorso.

La sua caratteristica principale è quella di essere l’unica lingua slava ad aver mantenuto le due vocali nasali che erano presenti nello slavo antico, ę  e ą. Si tratta di nasali che però sono diverse da quelle presenti ad esempio in francese o portoghese: le nasali di queste lingue si possono infatti definire “pure”, mentre quelle del polacco sono “impure”. Questo significa che la cavità nasale entra in comunicazione con la cavità orale solamente ad un certo punto, cioè la pronuncia è inizialmente solo orale e in seguito si nasalizza. In pratica, questo fa sì che la pronuncia delle nasali polacche sia più semplice di quella delle nasali francesi. Inoltre, se queste vocali si trovano alla fine delle parole come accade spesso durante la declinazione e la coniugazione, si desanalizzano completamente, mentre quando sono seguite da una conosonante occlusiva vengono pronunciate come [en] e [an].

Più difficile è in polacco la scrittura, sia perchè spesso a più lettere o combinazioni di lettere corrisponde la stessa pronuncia sia perchè in polacco esistono moltissime conosonanti palatalizzate, assai più che nelle altre lingue, perciò spesso la comprensione del parlato può risultare difficile.

Grazie alla vicinanza geografica e ai contatti storici con Russia e Ucraina, è la lingua slava occidentale che ha maggiori affinità con le lingue orientali. D’altro canto, anche i rapporti con la lingua tedesca ha lasciato profonde tracce nel polacco, come dimostra il fatto che termini molto comuni come “tetto” e “commercio” siano prestiti dal Tedesco “Dach” e “Handel”.