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L'alfabeto latino nelle lingue slave

l'alfabeto latino usato nelle lingue slave non è uguale per tutte

Tra le lingue slave che utilizzano l’alfabeto latino ci sono delle differenze. Si possono individuare sostanzialmente tre tipi di scrittura diversi: la maggior parte delle lingue, come il ceco, lo slovacco, il croato, lo sloveno impiegano un alfabeto in cui, come nel caso dell’alfabeto cirillico, ogni lettera corrisponde ad un fonema, cioè ad un’unità di suono significativa. Per questo motivo per rappresentare quei suoni che non possono venire espressi da una sola lettera dell’alfabeto latino standard spesso utilizzano dei diacritici, cioè dei piccoli segni aggiuntivi: es. č, š.
In questo modo si può stabilire una corrispondenza esatta tra alfabeto cirillico e l’alfabeto di queste lingue, che vengono perciò impiegate per la traslitterazione scientifica di vocaboli dall’alfabeto cirillico a quello latino (ad esempio quando si devono citare i nomi dei protagonisti nei romanzi russi).

es. alfabeto ceco

Un sistema parzialmente diverso è invece quello adottato dal polacco, dove pur esistendo alcuni segni diaritici, non si può dire che a ogni segno grafico corrisponda un suono. Infatti sono spesso combinazioni di più lettere ad indicare un unico suono, come avviene anche in italiano dove il gruppo sci o gli corrispondono ad un unico fonema. Es. in polacco dzi, sz.
La situazione è poi complicata dal fatto che talora più grafie corrispondono ad una stessa pronuncia, come in italiano ch in “che” e c in “casa” rappresentano lo stesso fonema /k/, così in polacco ś o si rappresentano lo stesso fonema /ſ/.

Alfabeto polacco

Un ultimo sistema utilizzato, ma assai poco agevole, è quello del sorabo che impiega la grafia tedesca per rendere suoni slavi, il che è alquanto scomodo se si pensa che nelle lingue slave è frequente ad esempio il suono c dolce che in tedesco è quasi inesistente e viene reso graficamente da un gruppo di ben 4 consonanti (tsch)!