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Creature mitiche del mondo slavo

Breve viaggio alla scoperta di alcune figure fantastiche tipiche della mitologia e del folclore dei Paesi slavi.

Seppur meno note delle figure mitiche di derivazione greco-latina o germanica, anche nell’immaginario slavo esistono molte figure leggendarie.

Tra di esse le più famose sono senza dubbio le rusalki che hanno ispirato opere romantiche come la Rusalka del compositore ceco A. Dvorak.
Si tratta di bellissime figure femminili che popolano i laghi e i fiumi che segnano abbodantemente il paesaggio dell’Europa centro-orientale e sono considerate come delle specie di ninfe o, meglio, parenti delle Ondine e Melusine germaniche. Per tradizione, divengono rusalki le fanciulle annegate per disgrazia o spinte al suicidio da un amore sfortunato. Esse possono essere malvagie e condurre alla perdizione gli uomini, oppure benevole con chi è gentile con loro. Ad esempio, le donne che volevano avere un bambino, spesso adornavano di nastri e piccoli doni le betulle, alberi sacri alle rusalki, per ingraziarsele.

Altre figure femminili simili sono le universalmente diffuse sirene, la più famosa tra le quali nel mondo slavo non può che essere la sirena che ha partecipato alla fondazione di Varsavia di cui è divenuta il simbolo che si ritrova sullo stemma della città ed immortalata nel piccolo monumento nella Città Vecchia.

Molto meno note sono invece le Vily, che però conosce l’autrice di Harry Potter che le inserisce nel quarto libro della serie. Esse sono spiriti di donne bellissime che vivono nei prati e anche nell’aria, possono assumere la forma di vari animali, spesso uccelli come il cigno. Secondo alcune leggende si tratterebbe anche in questo caso di donne sventurate morte il giorno delle nozze.

Abbandonando le figure femminili e tutto sommato positive, passiamo a figure più mostruose come Likho, personificazione popolare della cattiva sorte rappresentato come una figura vagamente umana con un occhio solo. Da lì sono derivati aggettivi come il ceco “lichy” che significa “strambo, strano”.

Nei Paesi slavi meridionali è invece diffusa la credenza nel Drekavac, una sorta di spirito dalla forma di animale che abita i boschi e gira per le campagne emettendo urla terrificanti.

Infine, molto diffusi sono anche nei Paesi slavi i draghi, spesso dotati di più teste, che emettono fuoco e sono spesso sconfitti da valorosi eroi come nel caso del drago di Cracovia, sconfitto da Krak da cui la città prende il nome. Più particolare è forse solo la credenza bulgara di due draghi, fratello e sorella, che regolano la vita dei campi. In questo caso il drago femmina rappresenta la forza malvagia che porta tempo cattivo e distrugge il raccolto, mentre il drago maschio cerca di proteggere le campagne e il raccolto.