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Lodz, cosa resta della "terra promessa" della Polonia

Alla fine del XIX secolo, Lodz attirava da tutta Europa persone desiderose di arricchirsi...

Lodz è la seconda città della Polonia per numero di abitanti e si trova non lontano da Varsavia, nel centro della Polonia. E’ famosa in Europa per la sua scuola di cinema, per le due squadre di calcio Widzew e LKS, ma è una città industriale e assai poco turistica, motivo per cui ben pochi al di fuori della Polonia ne conoscono la storia.

In realtà, però, questa merita di essere raccontata. Infatti nel XIX secolo Lodz, da piccolo e sconosciuto paesino si trasformò in una delle città più grandi d’Europa. Il merito di tutto questo è riconosciuto in particolare all’intellettuale polacco Stanislaw Staszic, che ai primi dell’Ottocento asserì che la composizione chimica delle sorgenti d’acqua della zona di Lodz era particolarmente adatta all’industria tessile. Così nel 1825 venne aperta la prima manifattura che utilizzava mulini per ottenere l’energia necessaria ai telai, mentre nel 1840 arrivò la prima macchina a vapore.

Ma è tra il 1870 e il 1890 che Lodz divenne uno dei più importanti centri industriali d’Europa, la “Manchester polacca”, ma soprattutto la “Terra promessa” che attirava persone provenienti dalla Germania e dalla Boemia, ma anche da Belgio e Francia, offrendo la possibilità di investire i propri capitali e arricchirsi. Sorsero moltissime fabbriche di cui tuttora restano imponenti edifici in mattoni simili a castelli medievali, spesso con annesse le case degli operai, costruite nello stesso stile, nonchè le residenze dei proprietari, spesso ebrei.

La Prima guerra mondiale pose fine alla terra promessa, narrata spelendidamente anche nell’omonimo film di Andrzej Wajda (orig: Ziemia obiecana), e con l’arrivo dei nazisti ogni traccia della passata ricchezza ebraica fu cancellata. Testimonianza di quel sogno sono oggi solo i colossali edifici in mattoni che punteggiano tutto il centro della città.