Cernobyl

Il luogo tristemente più famoso dell'Ucraina...

C’è una città, al confine tra Ucraina e Bielorussia, che fino a 20 anni fa non aveva nulla di speciale: Pripyat. Poi, all’improvviso, è diventata più famosa di Kiev e di Minsk, probabilmente l’unico luogo in questi Paesi che tutti in tutto il mondo conoscono: perchè Pripyat è la città più vicina alla centrale nucelare di Cernobyl AES.
Il nome, scritto Чернобиль in ucraino e Чернобыль in russo, è quasi poetico, ricordando i colori bianco e nero.
Qui, negli Anni Settanta, è stata costruita una centrale nucleare tra le più grandi del mondo, per esattezza la terza, orgoglio dell’industria pesante sovietica, che dava energia a gran parte dell’Ucraina. Da un reattore si è arrivati fino a 4: l’ultimo, il più nuovo, venne costruito nel 1983.
Ma nella notte tra il 25 e il 26 aprile 2006, durante la fase di manutenzione, si tentò un esperimento sul rattore numero 4 il cui mancato controllo ebbe come conseguenza la più grande tragedia nucleare della storia.

L’elettricità venne ridotta eccessivamente, creando una situazione di instabilità nel reattore. Perciò la pressione del vapore acqueo utilizzato nelle condutture di raffreddamento aumentò, di conseguenza ace la potenza aumentò improvvisamente e parte del carburante fuoriuscì reagendo con la’cqua e la gafite posta intorno al nucleo, causando un’esplosione. La causa fu quasi interamente umana e va ricercata nel mancato rispetto delle procedure di sicurezza, ma anche nel tipo di reattore RBMK utilizzato nei Paesi dell’URSS a coefficiente di vuoto positivo caratterizzato da un’instabilità a bassa potenza determinata dall’uso del vapore acqueo per il raffreddamento del nucleo anzichè dell’acqua: in pratica, all’aumento della temperatura aumenta la reazione nucleare fino a diventare incontrollabile.

I soccorsi furono pressochè immediati, ma determinati più dalla volontà di tenere sotto controllo una situazione già sfuggita di mano che di salvare quante più vite possibili. Infatti i vigili del fuoco vennero mandati sul luogo del disastro come si trattasse di un normale incendio senza venire informati che c’era una peridta nel reattore e senza alcun dispostivo di protezione. Essi lavorarono così per ben 6 ore allo spegnimento di un incendio difficile da localizzare, in quanto era il nucleo stesso ad ardere. La popolazione dell’area circostante venne evacuata soltanto 36 ore dopo, con un ritardo per molti letale. Inoltre, non venne effettuata alcuna profilassi o trattamento preventivo ad es. a base di iodio per contrastare gli effetti delle radiazioni.
Il reattore venne rapidamente e grossolanamente ricoperto con della sabbia e venne costruito una spece di sarcofago di acciaio.
Non solo, ma le autorità volevano tenere nascosto il tutto agli occhi del mondo, sperando che nessuno si accorgesse dell’entità della catastrofe.
Furono infatti dei tecnici svedesi, due giorni dopo l’esplosione, i primi a rilevare un’anomala radioattività dell’aria, costringendo le autorità sovietiche ad ammettere l’accaduto. Fu così che il mondo ne venne a conoscenza solo tra il 27 e il 28 aprile.

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