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Vodka, birra e...

Breve guida tra le bevande alcoliche di tradizione slava

Favorite dal clima generalmente abbastanza freddo e dall’impossibilità di coltivare estesamente la vite, le popolazioni slave hanno creato o diffuso una gran varietà di bevande alcoliche attorno alle quali si sviluppa tutta una rete di tradizioni e di usi sociali di cui anche un astemio non può non tenere conto.
Mi riesce infatti del tutto impossibile immaginare due “mostri” della letteratura ceca come J. Hasek e B. Hrabal senza un boccale di birra in mano, così come un ospite in Ucraina (e Russia) non può rifiutarsi di bere vodka e pronunciare un brindisi.

Partiamo dunque da quest’ultima bevanda di tradizione così schiettamente slava che il primato dell’invenzione è disputato seriamente tra Russi, Ucraini e Polacchi.
Essa è prodotta dalla fermentazione di frumento o di patata, filtrata più volte per ottenere il colore assolutamente trasparente e un sapore il più puro possibile, il che costituisce la principale differenza con la nostra grappa.

La vodka industriale ha una gradazione alcolica di circa 40 gradi, ma esistono versioni “domestiche” ben più forti. In generale, in Ucraina e Russia essa viene bevuta pura e alla goccia durante i pasti e non come digestivo a fine pasto, mentre in Polonia è più frequente bere ai pasti la birra e la vodka come superalcolico al bar.

Inoltre, nei Paesi slavi orientali e nei Balcani cerimonie come funerali e matrimoni devono essere rigorosamente accompagnati da bevute di vodka.

Nelle vodke aromatizzate più tradizionali nei Paesi slavi, che non hanno nulla a che vedere con le bevande dolciastre diffuse da noi in stile Keglevich, a fine processo (distillazione+filtraggio) vengono aggiunti miele o erbe aromatiche. Di questo tipo sono la Becherovka ceca, la Zubrowka e la Zoladkowa polacca.

Molto simile alla vodka è la rakia, diffusa in tutti i Balcani. Se essa è aromatizzata alle prugne assume il più noto nome di slivovica (da sliva=prugna).

Nei Paesi slavi occidentali, Polonia, rep. Ceca e Slovacchia, è tradizione bere soprattutto birra, come dimostrano le famossissime birrerie di Praga (U Fleku e U Kalicha sono orami note a tutti i turisti del mondo) e i numerosissimi birrifici di tradizione medievale disseminati ovunque. Del resto, i Cechi, e non i Tedeschi o gli Irlandesi com’è facile credere, sono i più grandi bevitori di birra del mondo.

E proprio in Boemia, nella città di Plzen (Pilsen in tedesco), è nato un tipo di birra chiara e secca, la Pilsner appunto. Birra che da lì si è diffusa anche in Italia nella zona di Varese quando l’appaltatore di ferrovie Angelo Poretti ne importò il procedimento in Valle Olona, dando così le origini ad una zona di birrifici in Italia settentrionale.