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L'Icona

Tipica immagine della religiosità ortodossa è l'icona, che dalla Grecia si è diffusa nei Paesi slavi orientali, passando dai Balcani alla Russia.

Il termine “icona” deriva da eikon, parola greca che significa “immagine”.

Le prime icone risalgono agli albori del cristianesimo, le più antiche conservatesi risalgono ai sec.VI e VII e provengono essenzialmente dal monte Sinai. Esse sono tavolette di legno a soggetto religioso, per lo più rappresentano Cristo in gloria, dei Santi o Maria col Bambino.

L’icona si afferma e si diffonde soprattutto nella civiltà bizantina dove
assume dei canoni figurativi specifici e un ruolo codificato all’interno della liturgia orientale.

Nei secoli VIII-IX proprio all’interno dell’impero bizantino avviene un conflitto tra iconoclasti, che negano che si possa rapprensentare in modo adeguato la divinità di Cristo e perciò avversao le icone e i loro oppositori che ne sostenevano la venerazione. Nel 787 il secondo concilio di Nicea stabilisce che le icone possono essere venerate come modello dell’immagine divina, ma non adorate in quanto in sè non sono divine, bensì rimandano semplicemente alla divinità delle figure rappresentate,
in altre parole sono segno visibile che rimanda all’invisibile.

Funzione prima dell’icona è infatti mostrare il mondo di Dio, oltrepassando la dimensione reale. Per questo lo stile è antinaturalistico e simbolico e il tutto è pervaso dall’oro della luce paradisiaca.
I personaggi delle icone non sono perciò interamente terreni e non esprimono sentimenti umani, bensì un’”impassibile serenità” che va oltre il terreno.

Il pittore di icone è quasi sempre un monaco, spesso anonimo, e la “scrittura” delle icone (nelle lingue slave si utilizza il verbo “pisat”) avviene per ispirazione divina dopo un processo di purificazione.

Con la fede cristiana i popoli slavi orientali e merdionali (Russi e Piccolo Russi, Serbi, Macedoni, Bulgari) accolgono da Bisanzio i canoni della sua tradizione pittorica e dunque il complesso figurativo dell’icona.
E un’icona è anche la famosa immagine della Madonna Nera di Czestochowa, giunta in Polonia da Bisanzio.